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Altre
notizie
- News
dall'Europa
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Aperte
le candidature per l'IR Best Practice Website Awards
Le nominations per l'IR Best Practice Website Award sono state aperte
all'inizio di novembre. Il premio, che è ora alla sua quarta edizione, ha lo scopo di incoraggiare
un maggior uso di internet nel fornire agli
investitori informazioni attraverso un supporto velocemente accessibile.
All'annuncio dell'inizio delle candidature per il 2004, Diane
Faulks, presidente di Investor Relation Society, ha affermato: " le società stanno aumentando l'uso dei siti internet come chiave per le comunicazioni con i propri investitori e questi premi sono destinati a premiare le società quotate che mostrano i migliori
approcci.
Abbiamo ridisegnato e aggiornato - aggiunge la Faulks - i criteri per gli awards del 2004. Lo scorso anno 500 società sono state nominate per gli award e attendiamo con impazienza l'ancor più feroce competizione del 2004!
Quest'anno abbiamo aggiunto un nuovo Gran premio, il
miglior "Overall IR website" nel quale verranno riconosciute le società che hanno posto il loro sito web al centro della comunicazione con i propri azionisti, questa, è solo la facciata dell'ultima innovazione
tecnologica sul web e garantisce al sito web una piena accessibilità da parte di tutti gli azionisti.
L'organizzazione dell'evento è supportata, tra gli altri, dal London
Stock Exchange e dall' Investor Relations Society.
Le categorie per gli IR Best Practice Website
Awards sono:
· Miglior IR Website per gli investitori privati
· Miglior IR Website per gli investitori professionisti
· Miglior IR Website Europeo
· Miglior IR Website per il maggior sviluppo delle IR Web
· Miglior IR Website FTSE Smaller Quoted Company
· Miglior IR Website FTSE 250 Quoted Company
· Miglior IR Website FTSE 100 Company
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Insider Trading: entro due anni in vigore una nuova Direttiva Europea.
Nel processo di armonizzazione delle normative dei singoli paesi membri dell'Unione Europea si colloca la nuova direttiva 2003/6/Cee, concernente le materie dell'insider trading e dell'aggiotaggio. La Direttiva prevede una disciplina più stringente, con controlli più mirati da parte della competente Autorithy e pene pecuniarie maggiorate. Per quanto riguarda l'applicazione in Italia, un ordine del giorno, in sede di approvazione della Direttiva, ha individuato nella Consob l'organo competente per i controlli e l'applicazione delle sanzioni; questo anche perché l'introduzione della nuova disciplina europea comporterà cambiamenti al Tuf e ai suoi regolamenti attuativi (tra cui il Regolamento Emittenti 11971/99).
Tra le previsioni, riportate nell'ordine del giorno di cui sopra, la possibilità della Consob di servirsi della Guardia di Finanza, per l'espletamento delle rafforzate funzioni di vigilanza, nonché la possibilità di comminare sanzioni amministrative e interdittive tali da comportare la perdita temporanea dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali dei soggetti vigilati e l'impossibilità di assumere incarichi di amministrazione direzione e controllo delle società. Prevista anche la possibilità di confiscare il profitto dell'illecito.
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Massimo Capuano
presidente della Federazione delle Borse Europee.
L'amministratore delegato di Borsa Italiana, Massimo
Capuano, è stato nominato, per il prossimo biennio Presidente della Federazione delle Borse Europee (FESE) da parte dell'Assemblea Generale dei membri della FESE tenutasi il 31 ottobre a Amsterdam. L'assemblea ha inoltre eletto Jukka Ruuska, presidente della Borsa di Helsinki, vicepresidente rimpiazzando Capuano che ricopriva tale carica dal 2000. Entrambe le cariche saranno operative dal 1 gennaio 2004.
La Federazione delle Borse Europee con sede a Bruxelles é l'associazione dei mercati regolamentati e dei mercati dei derivati europei. Vi aderiscono 30 membri e tra le sue finalità vi sono lo sviluppo e l'armonizzazione dei mercati mobiliari in Europa
Massimo Capuano ha espresso "soddisfazione per il riconoscimento da parte delle Borse europee nel ruolo che la Borsa Italiana svolge in ambito internazionale e dei risultati che ha costruito nei suoi primi cinque anni di attività".
Durante il discorso di ringraziamento all'Assemblea Generale il neo presidente ha sottolineato "L'impegno a rafforzare l'attività della Federazione delle Borse Europee in vista dell'integrazione dei mercati dei capitali in Europa e dell'evoluzione del quadro regolamentare previsto dal Financial Services Action Plan e a monitorare gli sviluppi dei mercati internazionali valorizzando sempre più il ruolo della Federazione".
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Investor-Relations.it
premiato da Assorel quale miglior
progetto di comunicazione finanziaria in
Italia
Mercoledì
29 ottobre a Palazzo Mezzanotte si è svolta la
sesta edizione del premio Assorel.Sec
Relazioni Pubbliche e Istituzionali
ha vinto il premio per la migliore
campagna di relazioni pubbliche nella
sezione 'comunicazione finanziaria' con
Investor-Relations.it; assegnati anche
gli altri premi di categoria
comunicazione di Prodotto (Edelman),
Istituzionale (Eidos), Interna (Merloni),
Sociale e Ambientale (Peliti e associati
e Adn Kronos), B2B e on-line(Brodeur
Imagetime).
Prima
della premiazione ha avuto luogo la
Tavola Rotonda sul tema:
"Comunicare, dialogare, ascoltare”
con la partecipazione di:
- Francesco Pugliese, il manager
- Enrico Finzi, il sociologo
- Fulvio Zendrini, il provocatore
- Enrico Bertolino, l’animatore
- Marco Mele, l’opinionista
- Franco Guzzi, il moderatore
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La
FSA si concentra sugli studi delle
banche d’investimento.
La nuova e severa proposta della FSA (Financial
Services Authority), l’Authority
inglese di controllo sui mercati
finanziari, contro il conflitto di
interessi potrebbe implicare un maggior
impegno delle banche d’investimento
nel garantire che il proprio senior
staff non offrirà avvisi pregiudiziali
ai clienti. La proposta obbligherebbe,
inoltre, le banche a divulgare le
proprie politiche atte ad evitare questo
primario problema.
L’obiettivo del FSA è di
incrementare la fiducia dei clienti e
allo stesso tempo la qualità dei avvisi
in circolazione. L’Autority inglese,
inoltre, non vuole alcun legame tra i
salari degli analisti e i servizi
corporale, che la banca potrebbe offrire
ai suoi clienti a completamento dei
servizi offerti.
Hilary Cook della Barclays Stockbrokers
sostiene che gli obiettivi della FSA,
pur essendo ammirevoli,
comporteranno molti costi, con il
rischio di non vedere più pubblicata
alcuna ricerca.
Per approfondire la notizia clicca
qui
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Investor
Relations Magazine Eurozone Award
La scorsa settimana il palazzo
Brongniart di Parigi ha ospitato la
quinta edizione degli ir Magazine
Eurozone Award. I premi sono stati il
culmine del lavoro di Mary Maude
Research che ha intervistato più di 600
managers e analisti per determinare
quale società poteva essere giudicata
la migliore in europa per l’attività
di IR.
Molti riconoscimenti sono andati
a Nokia che ha ottenuto cinque awards
nella categoria delle prime 50 aziende
europee: miglior investor relations,
miglior comunicazione finanziaria ai
media, miglior utilizzo di internet per
le investor relations, miglior
investor-targeted advertising e miglior
uso di virtual conferencing.
Incetta di premi anche per la Total con
4 awards vinti: miglior comunicazione
del valore per gli azionisti, miglior
incontro e/o roadshow con gli
investitori. Inoltre, Thierry Desmarest,
ceo di Total, ha vinto il premio quale
miglior investor relation CEO nella
categoria del prime 50 società e
Ladislas Paszkiewicz ha ottenuto il
premio per miglior investor relations
officer.
Un’altra impresa che si è fatta
notare è Iberdrola, che ha vinto il
gran premio per le migliori investor
relations nella categoria delle società
che non fanno parte delle top 50,
Iberdrola ha ottenuto, inoltre, il
riconoscimento per le migliori investor
relations durante un'acquisizione o una
fusione, mentre il vicepresidente e Ceo
Ignacio Galàn ha vinto come miglior IR
CEO nella categoria delle società che
non fanno parte della top 50. Juan Pardo
de Santayana Montes, IRO di Iberdrola
afferma che ‘gli investitori e gli
analisti hanno valutato sia i continui
sforzi per comunicare la strategia
d’impresa e i principali sviluppi, che
l’accessibilità, la trasparenza e
l’impegno mostrato dai manager di
Iberdrola’.
Anche le società italiane si sono
distinte in questa edizione degli IR
Magazine Eurozone Award, le
Assicurazioni Generali sono tra le prime
quattro società nella categoria di
imprese che hanno fortemente miglirato
l’attività di comunicazione
finanziaria nell’IR. Olivetti si è
distinta nella sezione best investor
relations durante un assorbimento o una
fusione. Unicredit, con Alessandro
Profumo ha ottenuto la nominations come
miglior investor relations CEO nella
categoria delle prime 50 società,
mentre Pasquale Pistorio per
STMicroelectronic per le società che
non rientrano nella top 50.
Per approfondire la notizia clicca
qui
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IRM:
movimenti in Generali e Rcs.
Secondo
quanto risulta a Investor-Relations.it
ci sono dei cambiamenti negli
uffici IR di Rcs e Generali. Silvia
Barettini, responsabile IR di Rcs, sta
spostandosi in Generali dove si occuperà
sempre di investor relations.
Gianluca Colocci, responsabile corporate
finance di Generali e IR manager ad
interim, si occuperà interamente di
Corporate Finance mentre Barettini sarà
la responsabile investor relations del
gruppo assicurativo.
Silvia Barettini arriva in Generali dopo
aver lavorato nell'ufficio IR di
Pirelli. Barettini ha cominciato a
lavorare nelle investor relations in Chl,
società toscana di e-commerce quotata
al Nuovo Mercato, attualmente in
difficoltà finanziarie.
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Allo
studio un nuovo decreto per recepire le
nuove norme del tuf.
Entro fine anno verrà varato un decreto
ad hoc che recepisce le nuove norme del
codice civile e le leggi speciali del
Testo unico della finanza e del testo
unico bancario. Il decreto, permetterà
di rendere compatibili i nuovi
strumentii finanziari e i sistemi
alternativi di corporate governance con
la disciplina prevista attualmente per
la società quotate.
La
commissione di riforma sarà affiancata
da un comitato composto anche da esperti
del ministero dell’economia; il
dacreto non modificherà le norme
contenute nel Tuf ma verranno apportati
dei correttivi circoscritti per il
coordinamento della disciplina e non è
da escludere quindi che nel 2004
arrivino altre modifiche.
La
motivazione di questo decreto è stata
fornita dal sottosegretario alla
giustizia e presidente della commissione
di riforma, Michele Vietti, “è
impensabile” afferma “che le nuove
norme non possano essere applicate alle
società e alle banche”.
Franco
Bonelli, componente della commissione di
riforma, ha anticipato la possibilità
di introdurre nel decreto in studio la
previsione che nello statuto delle spa
il consiglio di sorveglianza del sistema
dualistico possa avere voce in capitolo
sui piani strategici della società.
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I
problemi dell’insider trading in
Italia.
Le indagini di insider trading (abuso di
informazioni privilegiate) del 2003
procedono a rilento: nove denunce di cui
5 contro ignoti e una sola richiesta di
rinvio a giudizio. Per
Angelo Curto, capo del pool reati
finanziari, “esistono oggettive
difficoltà”
per perseguire questi illeciti
per due motivi: sia perché spesso i
reali committenti si celano dietro
società off-shore sia perché è
difficile ricostruire il collegamento
del soggetto con l’informazione
privilegiata.
I
tempi per procedere sono molto lunghi,
soltanto la settimana scorsa la consob
ha inviato in procura dei dossier
relativi al 2002, questo ritardo si
traduce in un minor tempo per giudicare
i reati dato che ne servono solo 5 per
la prescrizione. Oltre ai ritardi vi è
una differenza tra gli standard
d’istruttoria della consob e quelli
probatori richiesti in tribunale. La
legge, per Riccardo Targetti non
funziona, a meno che l’indagato non
confessi, il pm propone una soluzione
nella quale si “immunizza” uno degli
attori del reato se testimonia contro
l’altro. Questi problemi, però,
dovrebbero ridursi nel 2004 quando
entrerà in vigore una nuova direttiva
europea che darà alla consob più
poteri per le sue istruttorie.
I
DATI CONSOB
Nel
2003 nove pratiche trasmesse
all’autorità:sette sull’insider
trading e due sull’aggiotaggio
Nel 2002: 14 segnalazioni della consob,
cinque per insider trading e nove per
aggiotaggio
LA MAGISTRATURA
Su
dodici segnalazioni sei sono state
archiviate ed una è a rinvio a
giudizio. Per indagini di insider
trading del 2003 cinque sono verso
ignoti e quattro a persone note.
LE
DIFFICOLTA’
denunce
effettuate in ritardo
tempi lunghi per le rogatorie
intercettazioni impossibili
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La
Direttiva sui servizi agli investitori
non trova molti consensi.
L’approvazione della nuova bozza di
direttiva sui servizi agli investitori,
recentemente presentata dalla
Commissione Europea al consiglio dei
ministri, danneggerà i piccoli
azionisti europei, è quanto conclude
l’AIPCIMS ( Association of Private
Client Investment Management and
Stockbrokers), una delle lobby che si
oppone al progetto.
Secondo le disposizioni della nuova
bozza, nella quale soltanto parzialmente
sono stati inclusi gli emendamenti
proposti precedentemente dalla
commissione economia e finanza del
Parlamento Europeo, i broker ‘di sola
esecuzione’ saranno chiamati a
riportare informazioni finanziarie agli
investitori privati che ne faranno
richiesta. Secondo Brian Mairs, haed of
information di AIPCISM, le disposizioni
della Direttiva porteranno ad un aumento
dei costi per le transazioni ‘di sola
esecuzione’, con notevole danno tanto
per gli investitori tanto per gli stessi
broker.
Mairs spiega, inoltre,
che la bozza presentata
è contraria ai principi di
privatizzazione degli anni ‘80 e di
‘demutualizzazione’ degli anni
’90, i quali prevedevano che gli
azionisti che volevano realizzare il
valore delle proprie azioni potevano
farlo in modo semplice e veloce’.
Per
maggiori dettagli clicca
qui
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Movimento
in un ufficio IR
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Secondo quanto risulta a
Investor-Relations.it una società
quotata in Italia appartenente al
settore ‘moda’ è alla ricerca di un
responsabile investor relations. Si
tratterebbe di una assunzione a tempo
indeterminato. Per chi è interessato,
buona caccia!
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Cosa
cambia per il Nuovo Mercato.
In
questi giorni si sono moltiplicati i
rumors sui possibili cambiamenti per il
listino del Nuovo Mercato.
Le uniche notizie che ormai paiono certe
sono che i cambiamenti ci saranno e
verranno annunciati in occasione del
prossimo road show del Nuovo Mercato in
programma per fine novembre.
Borsa Italiana ha iniziato prima
dell’estate i colloqui con le società
per verificare il loto punto di vista
sul mercato e le possibile modifiche per
migliorare la situazione e l’immagine
del listino high tech milanese.
Non saranno creati uno o due mercati,
così sembra, ma una certificazione (o
bollino, secondo quanto riportato oggi
su ‘Il Mondo’) per specificare
l’appartenenza di una società del NM
a un gruppo piuttosto che a un altro.
Non sono ancora stati definiti i
requisiti che selezioneranno le aziende
per questo si attende il Road Show con
molta impazienza.
Per fare parte del gruppo ‘ad alti
requisiti’ le promozioni potrebbero
essere semestrali o annuali, per
permettere alle società attualmente in
difficoltà di riprendere rapidamente e
tornare nella ‘top class’.
Investor-Relations.it segue attentamente
lo sviluppo delle modifiche ritenendo
opportuna e molto positiva la decisione
di Borsa Italiana di procedere a
cambiamenti sul Nuovo Mercato che
rendano il listino ancora più
interessante per gli investitori e
selettivo per le società. Evidentemente
i rumors non fanno bene, per questo si
attenderà fino al Road Show per i primi
giudizi.
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Iosco: nuova disciplina sui conflitti d'interesse.
Il Comitato Tecnico dello IOSCO (International Organization of Securities Commissions), l'Organizzazione Internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari ha recentemente pubblicato due documenti che hanno l'obiettivo di gettare le basi per la regolamentazione dei rapporti tra analisti finanziari e investitori istituzionali.
In particolare, le motivazioni di tale iniziativa sono riconducibili al ruolo che gli analisti giocano per il buon funzionamento dei mercati finanziari, in termini di trasparenza, efficienza ed alla conseguente possibilità che una migliore gestione delle informazioni finanziarie permetta ai prezzi di mercato di incorporare il valore intrinseco delle imprese.
Il comunicato stampa, focalizza il caso degli analisti sell-side, ovvero coloro che operano all'interno delle società di intermediazione mobiliare e delle banche d'investimento. Per risolvere il problema del conflitto d'interessi, esistente tra queste due categorie professionali, il Comitato Tecnico propone una serie di interventi di fondo (Core measures) che dovrebbero permettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati, con particolare riferimento all'integrità ed all'autonomia dei giudizi degli analisti rispetto alle società da cui dipendono.
Per approfondire clicca
qui
Il secondo lavoro è invece un vero e proprio report che esamina i provvedimenti e le misure che le autorità di garanzia e controllo dei mercati finanziari dovrebbero attuare per risolvere il problema del conflitto d'interessi tra analisti e investitori.
Il Comitato Tecnico di IOSCO ha istituito un'apposita commissione "Analyst Project Team", che vede CONSOB come rappresentante italiano, con il compito di attivarsi per individuare e regolamentare gli aspetti problematici dell'attività degli analisti finanziari.
Il documento offre, inoltre, un quadro d'insieme delle tipologie di conflitti d'interesse che coinvolgono tale categoria di operatori del mercato finanziario.
Per approfondire clicca
qui
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Quotazioni
in vista per Piazza Affari
Il
2004 sarà l’anno delle IPO. Questo è
quello che emerge dopo l’incontro
tenutosi ieri tra i vertici di Borsa
Italiana S.p.a. e la City londinese,
durante il quale è stata presentata
l’ultima ricerca effettuata a Palazzo
Mezzanotte su 1200 società che
avrebbero i requisiti per entrare in
Piazza affari. Si tratterebbe di società
con capitalizzazione inferiore a 800
milioni di euro, leader di settore e con
forti potenzialità di crescita che
andrebbero ad arricchire il segmento
STAR, segmento che prevede rigorosi
controlli contabili e regolamentari al
fine di garantire il mantenimento dei
requisiti di liquidità, trasparenza e
di governance.
Il
prossimo appuntamento di Borsa, in
calendario per il 25 novembre a Milano,
sarà dedicato alle imprese del Nuovo
Mercato, ed avrà in agenda la
presentazione del progetto di Capuano di
rilanciare le migliori società del
listino tecnologico con l’assegnazione
di una sorta di “Marchio
d’eccellenza”.
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Più
trasparenza per le small cap.
Secondo
Guy Eastman, European investment
director presso Schroder Ventures
International Investment Trust, le
società a bassa capitalizzazione sono
state spesso ignorate dagli analisti e
dalla comunità finanziaria in genere.
Ciò è accaduto a causa delle
particolarità delle performance
borsistiche di tale categoria di titoli:
come l’elevata volatilità o i bassi
rendimenti, conseguenza soprattutto
delle difficoltà che queste società
trovano nel processo di raccolta dei
capitali di rischio.Di contro, le
elevate potenzialità di crescita insite
nelle small cap e la loro più semplice
struttura finanziaria, hanno fatto si
che gli investitori istituzionali
individuassero in tali titoli un’utile
alternativa per la diversificazione dei
loro portafogli. Inizialmente i gestori
trovano nei loro analisti di fiducia la
principale fonte di informazioni
finanziarie. Inoltre, come sottolinea
Alex Traver, market analyst e portfolio
analyst di Fidelity, la natura
essenzialmente economico-finanziaria
degli indici usati per selezionare i
titoli da sottoscrivere, obbliga le
divisioni IR delle small cap ad un primo
ed indispensabile compito: rendere
sempre e tempestivamente disponibili i
principali dati finanziari delle proprie
società.Tarver aggiunge inoltre che gli
analisti finanziari costituiscono un
ottimo canale per poter sollecitare
l’interesse degli investitori
istituzionali. Le divisioni IR di ogni
società, devono, quindi, individuare
gli analisti maggiormente interessati
alle società a bassa capitalizzazione
e, tramite questi, riuscire a contattare
i diversi money manager interessati ad
inserire tali società all’interno dei
loro portafogli.Anche il direttore
finanziario di Recordati, Fritz Squindo,
afferma che la strategia perseguita per
incrementare la copertura degli analisti
e degli invetitori istituzionali mira ad
identificare gli specialisti delle small
cap, così come avviene per gli
specialisti delle società a più
elevata capitalizzazione.Altro parametro
fondamentale per analisti e investitori
è costituito dalla qualità del
management e delle loro strategie. Per
convincere i propri interlocutori della
solidità dei piani aziendali e della
coerenza di questi con i risultati
economico-finanziari, sono necessarie
delle elevate capactà di comunicazione.
Ciò conferma la crescente importanza
delle investor relations e delle skills
dei professionisti che operano in questo
campo..
Per approfondire l’argomento clicca
qui
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Novità per la sezione IR di
Datamat.
Nella ferma convinzione dell'importanza di migliorare continuamente la comunicazione finanziaria on line, Datamat ha apportato
alcune importanti migliorie alla sezione IR del proprio sito societario.
Nello specifico, nella sezione "Analyst Coverage", sono stati resi scaricabili i report su Datamat, redatti dagli analisti che seguono la società
Nel menu "Azionariato" è stata migliorata l’informativa, fornendo la situazione precisa e continuamente aggiornata degli azionisti della società.Per visitare la sezione IR del sito di Datamat
clicca qui
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Nuova
corporate image e nuovo sito Internet
per Buongiorno Vitaminic
E’
completamente rinnovato il sito Internet
di Buongiorno Vitaminic, società che
nasce dalla fusione per incorporazione
di Buongiorno SpA in Vitaminic SpA, e
che si posiziona come principale azienda
in Europa nel settore della ideazione,
produzione e/o aggregazione e
distribuzione di contenuti multimediali
principalmente nel campo dei servizi di
intrattenimento, via posta elettronica e
telefonia.
Il nuovo sito web - raggiungibile all’indirizzo http://www.buongiorno.com
- è caratterizzato da una grafica
accattivante e da soluzioni innovative
in grado di guidare il navigatore in
maniera semplice ed intuitiva alle due
sezioni principali del sito: business e
consumer, rispecchiando l’ampio
portafoglio prodotti (da suonerie e
mobile gadget, a MP3, a soluzioni
interattive per i media) e la necessità
del Gruppo di rispondere a target
differenti nei vari Paesi in cui è
presente (Italia, Spagna, UK, Francia,
Germania e Austria).
Il progetto grafico del sito Buongiorno
Vitaminic è strettamente collegato alla
nuova corporate image del Gruppo: “Il
progetto di fusione ha reso necessario
ripensare l’immagine di Buongiorno e
di Vitaminic, online così come offline,
con l’obiettivo di stabilire
continuità rispetto alla brand
awareness e al lavoro svolto in passato
dalle due aziende, riflettendo al tempo
stesso i valori della combined entity”,
ha commentato Lucia Predolin, Direttore
Marketing e Comunicazione di Buongiorno
Vitaminic SpA.
La nuova corporate image - realizzata in
collaborazione con White
Cell – risponde, con un design
innovativo e lineare, alla sfida di
fondere le esperienze e le esigenze
delle diverse aziende che compongono il
gruppo (Buongiorno, Vitaminic, MyAlert e
Peoplesound), tutte attive nell'ambito
dell’offerta di contenuti digitali
ampi e diversificati a target sia
consumer sia business.
Per la sua nuova immagine grafica,
Buongiorno Vitaminic ha deciso di
focalizzarsi su un unico elemento
grafico principale, la “B!”, seguita
dal nome completo e per esteso della
entità congiunta.
“Siamo molto soddisfatti della nuova
brand identity. La scelta di conferire
un’importanza di primo piano alla
lettera “B!” seguita da un punto
esclamativo, si basa sia sull’utilizzo
passato di questo simbolo come elemento
unificante ed identificativo di
Buongiorno Vitaminic, in tutti i Paesi
in cui siamo presenti, sia sui suoi
forti attributi grafici: i due colori,
rosso e blu, che catturano
immediatamente l’attenzione; il punto
esclamativo che stimola interesse e
curiosità; l’insieme omogeneo di
linee rigide – come il quadrato in cui
la B! è inscritta – con il cerchio,
capaci di racchiudere gli attributi
emozionali all’interno di un solido
quadro di riferimento”, prosegue Lucia
Predolin. “Siamo certi che le nuove
soluzioni grafiche e creative siano in
grado, con semplicità e linearità, di
rendere immediatamente riconoscibile il
brand Buongiorno Vitaminic, così come i
brand collegati, in tutte le
applicazioni, dal cartaceo al nuovo sito
Internet. Questa scelta sarà
sicuramente di supporto alla strategia e
alla leadership del nostro gruppo in
tutta Europa”.
Il rinnovamento grafico del sito web
Buongiorno Vitaminic ha incluso anche l’ottimizzazione
della sezione Investor Relations,
pensata per rispondere in modo chiaro,
veloce, ampio ed efficiente alle
richieste di informazioni aggiornate sul
Gruppo da parte di un target di
investitori sia retail sia
istituzionali. Raggiungibile alla URL http://www.buongiorno.com/it/corporate/investor.html?434966188:,
la sezione IR rilancia quella già
valutata come la migliore dallo studio
condotto nel maggio 2003 dal gruppo di
lavoro AIAF* sulla ”Comunicazione
Finanziaria online”.
Informazioni
su Buongiorno Vitaminic SpA
Buongiorno
Vitaminic (Nuovo Mercato: BVIT) leader
nei Servizi Mobili Interattivi, si
posiziona come principale azienda in
Europa nel settore della ideazione,
produzione e/o aggregazione e
distribuzione di contenuti multimediali
principalmente nel campo dei servizi di
intrattenimento, via posta elettronica e
telefonia.
Oltre che in Italia, Buongiorno
Vitaminic opera attraverso proprie
controllate in Spagna, UK, Francia,
Germania e Austria.
Il Gruppo stima per il 2003 un fatturato
tra i 52 e i 56 milioni di Euro nel
2003, il break-even in termini di EBITDA
entro il 2003, e una crescita organica
di fatturato di oltre il 30% per il
2004.
La società articola la propria attività
su due linee di business - i servizi di
marketing digitale (marketing services)
e i servizi a valore aggiunto per gli
utenti di telefonia mobile e fissa
(consumer services) - che valorizzano
in modo sinergico le competenze di
aggregazione di contenuti, marketing
digitale e gestione della tecnologia di
un team di oltre 300 professionisti in
Europa.
Per
ulteriori informazioni su Buongiorno
Vitaminic SpA consultare il sito web
http://www.buongiorno.com
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Bilanci sociali: in Inghilterra sempre più società pubblicano questi
report.
Secondo un recente studio di Context
and Salterbaxter, società attiva nel
settore della CSR, è notevolmente
cresciuto il numero di società inglesi
che pubblicano report sui temi
ambientali e sociali. Dieci anni fa,
infatti, solo sei società, tra quelle
incluse nell’indice di borsa FTSE 250,
pubblicavano bilanci sociali mentre ora
più della metà pubblica bilanci
sociali.
La
ricerca evidenzia un dato molto
interessante: non solo è cresciuto il
numero di società che forniscono
informazioni non finanziarie, ma si è
anche ampliata la tipologia di
informazioni rispetto a quelle
tradizionali, legate ai temi ambientali
e sociali.
Tra
le società incluse nell’indice
FTSE100 ben 84 pubblica report legati ai
temi della CSR (Corporate Social
Responsability); di queste 84 società,
12 hanno pubblicato questo tipo di
report
per la prima volta solo
quest’anno.
Secondo
Simon Propper, managing director della
Context, ciò che spinge queste società
a pubblicare più dati sui temi
socio/ambientali è il crescente potere
che hanno assunto le istituzioni attive
nel settore del Socially Responsible
Investing, come la Henderson, la Morley
e la Jupiter. Tali istituzioni, infatti,
rivolgono alle società specifiche
richieste, che riflettono i principali
interessi degli investitori sui temi in
questione. Questo maggiore interesse sui
temi sociali, ha commentato Propper, non
deve preoccupare le società ma deve
spingerle a discutere con le istituzioni
preposte su cosa si stia facendo per
osservare i principi della Corporate
Social Responsability.
Per approfondire
clicca
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Assegnati
i premi per le IR delle società inglesi.
Sono stati recentemente assegnati in
Inghilterra gli IR Magazine UK Awards
2003, il riconoscimento per i migliori
uffici IR delle società quotate.
Quest'anno a fare incetta di premi sono
stati Unilever e Hammerson, vincitrici
di sette awards ciascuna. Tra i premi
assegnati ad Unilever quello per le
migliori IR in assoluto e quello per il
miglior utilizzo di internet nelle IR.
Ad Howard Green di Unilever è stato
assegnato il premio quale per il
migliore IRO tra quelli delle società
del FTSE 100. Ad Hammerson, invece, sono
andati i premi per le migliori IR tra le
società del FTSE 250, quello per la
migliore disclosure e il migliore annual
report.
Al direttore per gli affari societari di
Hammerson il riconoscimento di migliore
IRO tra quelli delle società non
incluse nel FTSE 100.
Tra le società non inglesi vincitrici
di premi troviamo Colgate-Palmolive
(migliore ufficio IR tra le società
Nord Americane) e Novartis (migliore
ufficio IR tra le società dell'Europa
Continentale presenti nel mercato
inglese).
Per la determinazione dei vincitori è
stata condotta una ricerca da parte di
Richard Davies Investor Relations,
agenzia di consulenza in IR,
intervistando 640 fund manager e
analisti. Sono state tenute in
considerazione anche le indicazioni
pervenute da parte degli investitori
retail attraverso WILink's.
Per conoscere ulteriori particolari
sulle premiazioni clicca
qui
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Nuova sezione IR per Ras.
Ras
ha messo on-line questa settima la nuova
versione della sezione Press office e
Investor relation del sito societario.
Le novità più importanti riguardano la
navigazione, facilitata rispetto alla
precedente versione, e i contenuti,
ampliati. Migliora anche l'interazione
con gli utenti, che potranno ricevere, a
richiesta, e-mail ed sms per ogni
documento pubblicato. I navigatori
avranno la possibilità di creare una
lista di argomenti preferiti da poter
richiamare con facilità, ed è prevista
anche una versione inglese, dedicata al
pubblico internazionale che abbia
necessità di reperire informazioni sul
gruppo. La rielaborazione ha coinvolto
alcuni giornalisti e analisti
internazionali, che hanno dato vita ad
un focus group a Londra e a Milano.
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Le
IR europee secondo il Thomson Extel
Survey award.
Sono stati recentemente pubblicati i
risultati per l’anno 2003 del Thomson
Extel Survey award, relativo alle
investor relations delle società
quotate europee. La classifica vede in
testa Unilever, seguita da Diageo e
Nokia. Tra le società meglio
classificate incontriamo al quinto posto
Vodafone, al sesto Bp, all’ottavo
Royal/Dutch. A difendere i colori
nazionali ci pensano l’italo-francese
StMicroelectronics, anch’essa
classificata all’ottavo posto, e
Telecom Italia Mobile che, pur essendo
quattordicesima nella classifica
generale, risulta essere la seconda
società in Europa nel settore TLC.
Per la ricerca di quest’anno sono
stati raccolti i voti di 913 società di
gestione, di cui il 90% comprese nelle
prime 200.
Per
maggiori dettagli clicca
qui
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I fondi inglesi ignorano corporate governance & Csr.
Una recente ricerca di Cubitt Consulting and Equity Culture ha rilevato come la metà delle 20 principali società di gestione del risparmio inglesi non tengano in
considerazione i temi della corporate governance durante la fase di selezione degli investimenti. Anche quando l'attenzione per i temi della governance è esplicitamente richiesta, gli investitori professionali tendono a darle una bassa priorità. Nonostante ciò, la governance acquista una maggiore rilevanza in occasione di violazioni dei suoi principi cardine e di sistematica mala amministrazione.
Più trascurati sono i temi della corporate social responsability, con un 63% dei rispondenti che ha dichiarato di non prenderli in considerazione nel processo di selezione degli investimenti.
Leggendo più attentamente i risultati della ricerca appare subito chiaro che la situazione è peggiore di quanto emerga dalla realtà dei numeri. Ben due delle società intervistate (Morley Fund Management and Henderson Global Investors), infatti, sono specializzate nel settore della 'finanza etica'; escludendo queste, quindi, il numero di società attente ai temi della governance e della csr è ancora più basso.
Per approfondire clicca qui
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Lamberto
Cardia designato alla presidenza della
Consob.
Lamberto Cardia, classe 1934, è
stato designato presidente della Consob.
Cardia, commissario anziano dell'organo
di vigilanza sui mercati, è entrato in
Consob nel 1997, designato dal Governo
Prodi. Nel 1998, dopo le dimissioni di
Padoa Schioppa, aveva sfiorato la nomina
alla presidenza ma in quell'occasione
prevalse Luigi Spaventa. Lamberto
Cardia, magistrato della Corte dei
Conti, è anche professore di contabilità
di stato presso l¹Università Luiss di
Roma. Numerosi gli incarichi governativi
ricoperti, tra i quali spicca il
Sottosegretariato alla Presidenza del
Consiglio durante il Governo Dini.
Il nuovo commissario che sostituirà il
posto lasciato da Cardia è Paolo Di
Benedetto, avvocato e professore
di diritto del mercato finanziario
presso l'Università Luiss di Roma.
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L'Unione Europea pronta a riformare corporate governance e diritto societario.
L'UE ha predisposto un Piano d'azione per riformare il diritto societario e la corporate governance, temi divenuti centrali dopo gli scandali finanziari degli ultimi due anni. Frits Bolkestein, Commissario per il Mercato Interno,
presentando il Piano d'azione ha
spiegato che "Diritto societario e corporate governance sono elementi centrali nelle agende politiche delle due sponde dell'Atlantico. L'economia, infatti, può funzionare solo se le società operano in modo efficiente e trasparente", diversamente si rischia la perdita di posti di lavoro e di opportunità d'investimento.
Il Piano d'azione promosso dalla Commissione Europea intende facilitare l'esercizio dei diritti degli azionisti di minoranza e istituire una sorta di 'responsabilità congiunta' del cda sulle false dichiarazioni; si richiede, inoltre, una maggiore trasparenza informativa circa le strutture piramidali di controllo e sulla remunerazione di manager e membri del cda. In tema di corporate governance è previsto l'obbligo per le società quotate di redigere una relazione annuale sul proprio sistema di 'governo societario' e un sistema di regole
volto a regolamentare competenze e poteri degli amministratori indipendenti e dei vari comitati (di controllo, per le remunerazioni e per le nomine).
Novità anche per quanto riguarda il mondo dell'auditing, con misure volte ad incrementare l'indipendenza dei revisori. Il Piano d'azione, sul quale le parti interessate potranno formulare le proprie osservazioni sino al 31 agosto, sarà esaminato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo.
Per approfondire la notizia clicca qui
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Top
Manager: salgano del 70% i licenziamenti
per i Ceo.
Un recente studio della società di
consulenza Booz Allen Hamilton riferisce
che, visti i cattivi risultati, il
numero dei ceo licenziati nel 2002 è
salito del 70% rispetto al 2001.
Studiando le 2.500 maggiori corporation
di tutto il mondo, risulta che i cambi
al vertice registrati nel 2002 sono
stati 253, il 10,1% del totale. Il dato
più sorprendente è quello relativo al
numero di licenziamenti decisi dai cda a
causa della scarsa capacità gestionale dei
top manager: il 39% del totale rispetto
al 25% di un anno fa.
La situazione è particolarmente
difficile per i ceo europei. Nel vecchio
continente, infatti, si sono
riscontrati, negli ultimi sette anni, i
tassi di crescita del turnover più
elevati: +192% contro il +140% dell'area
Asia-Pacifico. In termini assoluti,
invece, nel 2002 in Europa si è
registrato il 28% del turn over
mondiale, contro il 48% del Nord
America.
Esaminando i dati degli ultimi 5 anni,
risulta che il settore in cui cadono
più teste è quello dell'IT, dove il
tasso di licenziamento ha raggiunto il
4,3%, subito dietro le tlc, con un tasso
del 4,2%. Situazione tranquilla per i
ceo del settore 'servizi finanziari',
che ha registrato un tasso di
licenziamento dell'1,5%.
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Borsa Italiana, significativa ripresa dei corsi azionari.
Nel mese di aprile il mercato borsistico italiano è stato caratterizzato da una forte crescita dei corsi azionari e da una sostanziale stabilità dei volumi di negoziazione. Sull'Idem, gli scambi di Idem stock futures hanno raggiunto nuovi massimi storici.
L'indice Mib è stato interessato da una costante crescita (più pronunciata nella fase iniziale, in concomitanza con l'evoluzione degli eventi bellici in Irak) che - con 13 sedute positive e 6 negative - lo ha portato a chiudere il mese a quota 17.282, +10,5% rispetto a fine marzo (la performance mensile più elevata dal febbraio 2000) e a risalire oltre i livelli di fine 2002 (+1,9%). Rispetto al minimo annuale del 12 marzo, il recupero è stato del 16,2%.
L'indice Numex del Nuovo Mercato ha manifestato una dinamica analoga, con una crescita nel mese del 13,2% (+0,8% rispetto a fine 2002 e +18,4% rispetto al minino annuale del 12 marzo).
Gli indici continui hanno evidenziato un andamento omogeneo: Mibtel +10,2% (+1,4% rispetto a fine 2002), Mib30 +10,6% (+1,7%), Midex +10,9% (+2,0%). L'indice MibSTAR ha evidenziato in aprile una performance del +7,3%, superando anch'esso i livelli di fine 2002 (+0,2%).
In ambito europeo, il mercato italiano ha evidenziato un andamento in linea con quello dei principali mercati (Parigi +12,8%, Madrid +10,5%, Zurigo +11,2%, Londra +9,0%) a eccezione di quello tedesco, caratterizzato da una crescita più marcata (+21,4%).
I tre macrosettori hanno evidenziato un andamento differenziato: Finanziari +13,4%, Servizi +9,8% e Industriali +7,6%. L'andamento si riflette in una variazione rispetto a fine 2002 di +9,4% per Finanziari, di +2,8% per Servizi e di -9,4% per Industriali. In aprile tutti i principali settori (pari ad almeno l'1% della capitalizzazione) hanno fatto registrare variazioni positive, particolarmente accentuate per Auto (+17,9%), Banche (+14,0%) e Assicurazioni (+13,5%). Rispetto alla fine dell'anno precedente le variazioni più significative sono state da un lato quelle di Trasporti-Turismo (+19,2%) e Immobiliari (+18,6%), dall'altro quelle di Tessili (-13,4%) e di Minerari-Metall.-Petroliferi (-14,7%).
Tra i principali titoli del Mib30, tutti positivi, nel mese si sono distinti da un lato Banca Fideuram (+25,7%), Banca Nazionale del Lavoro (+25,4%), Banca Monte Paschi Siena (+24,6%), Parmalat Finanziaria (+23,8%) e Fiat (+23,0%), dall'altro Snam Rete Gas (+1,6%), Enel (+2,6%) ed Eni (+4,6%).
Dopo la crescita del periodo precedente, la volatilità è scesa al 16,0% per la Borsa (dove rimane sensibilmente più contenuta quella del segmento STAR, pari al 7,0%) e al 22,4% per il Nuovo Mercato.
La crescita dei corsi azionari ha fatto crescere anche la capitalizzazione delle società nazionali quotate, passata dai 414,3 miliardi di euro di fine marzo a 460,8 (pari al 35,3% del Pil e superiore ai 458,0 di fine 2002). Nel dettaglio, la ripartizione dei mercati vede la Borsa a quota 449,9 miliardi di euro, il Nuovo Mercato a 6,1 e il Mercato Ristretto a 4,9.
Il listino dei mercati azionari di Borsa Italiana non ha subito alcuna variazione: il numero di società quotate è pertanto rimasto pari a 287. Nel dettaglio le società quotate sono 229 per la Borsa (di cui 6 estere), 44 per il Nuovo Mercato (2 estere) e 14 per il Mercato Ristretto.
A seguito di 368 ammissioni e 22 revoche, il numero degli strumenti quotati su MCW è salito da 2.652 a 2.998 (3.571 a fine 2002).
Gli scambi azionari (158.200 contratti e 2,78 miliardi di euro al giorno) sono stati interessati da un lieve calo rispetto al mese precedente (-6,86% i contratti, -3,9% il controvalore). Il confronto con l'aprile 2002 evidenzia un calo dell'1,0% per i contratti e una crescita dello 0,9% per il controvalore. Nei primi quattro mesi dell'anno la media giornaliera si è attestata a 156.200 contratti e a 2,67 miliardi di euro (-1,8% e +8,5% sul corrispondente periodo del 2002).
Nel dettaglio, la media giornaliera è stata di 148.200 contratti e 2,75 miliardi di euro per le azioni quotate in Borsa (-7,9% e -4,1% rispetto a marzo, -0,2% e +1,0% rispetto all'aprile 2002) e di 9.800 contratti e 31,8 milioni di euro per quelle del Nuovo Mercato (+12,0% e +23,3% rispetto a marzo, -12,2% e -9,6% rispetto all'aprile 2002).
La dimensione media dei contratti su azioni (Borsa, fase diurna) è in crescita dai livelli di marzo (da 18.100 euro a 18.800 euro), mantenendosi superiore al dato medio 2002 (17.100 euro).
Eni è l'azione più scambiata per controvalore, con il 14,3% degli scambi totali, seguita da STMicroelectronics (12,8%) e Tim (10,2%).
Gli scambi di covered warrant hanno evidenziato una lieve flessione dell'attività di trading in termini di contratti negoziati (media giornaliera 19.600, -6,0% su marzo, -22,0% su aprile 2002) e una crescita del controvalore (media giornaliera 38,1 milioni di euro, +8,9% su marzo, -55,5% su aprile 2002). Nei primi quattro mesi dell'anno la media giornaliera si è attestata a 19.400 contratti e a 35,4 milioni di euro (-20,0% e -54,9% sul corrispondente periodo del 2002).
Gli scambi dell'after hours hanno registrato una media giornaliera di 5.900 contratti (-4,5% su marzo e -4,4% su aprile 2002) e 29,9 milioni di euro (-6,7% e -5,8%). L'intensità dell'attività di negoziazione rispetto alla fase diurna è rimasta sostanzialmente stabile tanto per i contratti (12,7%) che per il controvalore (3,7%). Nei primi quattro mesi dell'anno la media giornaliera ha raggiunto i 5.800 contratti e i 28,3 milioni di euro (-12,8% e +19,8% sul corrispondente periodo del 2002).
L'attività di negoziazione dei derivati
azionari dell'Idem ha evidenziato una
flessione dai livelli record del mese
precedente (interessato anche dalla
scadenza trimestrale). I futures sul
Mib30 hanno fatto registrare una media
giornaliera di 18.000 contratti standard
(-24,8% rispetto a marzo, +9,1% su
aprile 2002); il miniFIB si è attestato
al suo secondo risultato di sempre, con
12.600 contratti standard al giorno
(+89,9% su aprile 2002); le opzioni sul
Mib30 hanno registrato una media di
10.800 contratti standard (+
70,6%).
Gli scambi di Idem stock futures - negoziati dallo scorso luglio - sono cresciuti raggiungendo il nuovo massimo storico con una media di 3.700 contratti standard giornalieri (+188,7% sul mese precedente).
Le opzioni su azioni hanno negoziato 30.600 contratti standard al giorno (+11,9% su aprile 2002).
Considerando l'intero Idem, il dato medio di 75.800 contratti standard al giorno evidenzia una crescita del 33,4% sull'aprile 2002. Nei primi quattro mesi del 2003 la media giornaliera dell'Idem si è attestata a 76.300 contratti standard, con una crescita del 30,5% sul corrispondente periodo del 2002.
Per leggere anche le altre statistiche
visita il sito di Borsa
Italiana
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Recruitment
nell'area controllo di gestione.
Riferimento posizione: 31923-002
Società parte di un importante gruppo industriale con attività diversificate nelle aree costruzioni e meccanica. Cerca un giovane manager per elevare il livello professionale del controllo di gestione attraverso accurate analisi finanziarie e la definizione di procedure in linea con le esigenze del Top Management. La
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Gestisce le attività relative al controllo finanziario e alle operazioni di finanza ordinaria. In particolare supporta, con strumenti analitici, calcoli finanziari quali progetti di project financing, analisi di break even, di ritorno degli investimenti, ecc.
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In Borsa la contendibilità è ancora lontana.
Dalla Relazione Consob 2002, recentemente presentata da Spaventa, emerge una forte tendenza alla cristallizzazione del controllo all'interno delle società quotate. Queste ultime sono caratterizzate da una elevata concentrazione proprietaria e dalla scarsa presenza di società il cui controllo sia contendibile sul mercato. Spaventa ha rilevato come questa situazione, ormai caratteristica del mercato italiano, si sia solo in parte attenuata negli ultimi due anni. La quota della capitalizzazione complessiva, diffusa sul mercato, cioè non in mano ad azionisti che detengono partecipazioni superiori al 2 per cento del capitale, è aumentata alla fine del 2002 al di sopra della soglia del 50 per cento.
Il peso sulla capitalizzazione di borsa delle società controllate con quote di partecipazioni di controllo superiori al 50 per cento del capitale ordinario, si è ridotto, passando dal 49,7 per cento del 2001 al 46 per cento del 2002, a fronte però di un leggero aumento del numero di queste società. Secondo Spaventa, la cristallizzazione dell'azioniariato delle società quotate in Italia riflette fattori strutturali e culturali, presenti peraltro nella maggior parte dei paesi dell'Europa continentale, legati a una diffusa resistenza da parte dei soggetti che controllano le società quotate ad accettare diluizioni delle proprie quote di proprietà che possano compromettere la stabilità del controllo. In tale contesto, per le società italiane è da rilevare in particolare lo scarso rilievo di due fattori che negli altri paesi hanno favorito la diffusione della proprietà: l'entrata di nuove società sul mercato, per le quali di solito si registra un più esteso ricorso alla raccolta di capitale di rischio per finanziare accelerazioni del loro processo di crescita; la realizzazione di operazioni di acquisizione di società quotate attraverso offerte pubbliche di scambio, che comportano, qualora abbiano successo, una diluizione delle quote di proprietà nella società offerente.
Sul sito della Consob è disponibile la versione integrale della relazione. Clicca qui
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TIM lancia nuovi servizi per le IR online.
Nuovi servizi, una sempre maggiore attenzione ad investitori ed analisti finanziari ed un accurato caring al "cliente": questi gli obiettivi che ci siamo prefissati per il 2003, non solo per TIM ma a livello di Gruppo.
Una particolare considerazione è rivolta agli investitori retail che ci contattano prevalentemente via web: attualmente sono 13.000 i fruitori che visitano il nostro sito www.investor.tim.it.
Questi in breve i nuovi servizi già on line:
- Grafici interattivi del titolo più facilmente fruibili e arricchiti di informazioni finanziarie, storiche e comparative in uno scenario internazionale in cui l'andamento di TIM e dei main peers viene messo a confronto con il trend del DJ STOXX TLC (indice di riferimento settoriale). Anche la veste è nuova, ma garantiamo, come sempre, un accesso user friendly per fornire a tutti indistintamente lo stesso flusso di informazioni.
- "Sector performance settimanale" offre un'analisi delle performance borsistiche delle telecomunicazioni rispetto agli altri settori merceologici ed un particolare focus sull'andamento dei principali operatori mobili europei.
- Mappa del Mercato permette di valutare una singola azione in termini di capitalizzazione e di volumi rispetto al resto del Mercato italiano.
- Portfolio consente di calcolare il rendimento attualizzato di un investimento in TIM
- Cambiavalute per convertire 44 valute internazionali on daily basis.
Velocità nell'interazione e massima trasparenza rappresentano sempre i nostri valori nella comunicazione finanziaria on line.
Per
visitare la sezione IR del sito di TIM clicca
qui
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Il Cesr
pubblica il documento di consultazione sul secondo pacchetto di misure attuative della direttiva sugli abusi di mercato.
Il Committee of European Securities Regulators (Cesr) ha pubblicato recentemente un documento di consultazione sulla proposta di parere alla Commissione europea sul secondo pacchetto di misure tecniche di attuazione della direttiva in materia di abusi di mercato, concetto all'interno del quale sono inclusi l'insider trading e la market manipulation.
Questo parere, nella sua versione definitiva, integrerà quello già pubblicato sulle prime misure tecniche di attuazione raccomandate dal Cesr alla Commissione alla fine dello scorso anno in conformità alla procedura Lamfalussy per la regolamentazione dei mercati finanziari.
Il documento copre altre cinque aree della direttiva che richiedono misure tecniche di attuazione: la definizione di accepted market practices; la definizione di informazione riservata per gli strumenti finanziari derivati sulle commodity; la redazione da parte degli emittenti, ovvero dei soggetti che operano per loro conto, di elenchi di persone in possesso di informazioni riservate; la comunicazione da parte di coloro che hanno responsabilità di direzione in emittenti quotati delle proprie operazioni sui titoli stessi; la segnalazione alle autorità competenti delle operazioni sospette da parte di coloro che si occupano professionalmente delle transazioni in strumenti finanziari.
Il parere è stato elaborato dal gruppo di esperti che ha già curato il primo parere per la Commissione, presieduto da Stavros Thomadakis, presidente della Hellenic Capital Market Commission. Nell'elaborazione della proposta il gruppo si è a sua volta avvalso dei suggerimenti giunti dagli operatori, oltre che del parere di un gruppo consultivo di lavoro paneuropeo e di un gruppo ad hoc di esperti in prodotti derivati sulle commodity.
Il periodo di consultazione si protrarrà fino al 15 giugno 2003. Il Cesr organizzerà a Parigi, il prossimo 12 maggio, un'audizione pubblica sul documento per consentire alle parti interessate di chiarire o discutere i singoli punti del documento direttamente con il gruppo di esperti. Sono inoltre previste consultazioni organizzate a livello nazionale.
Il Cesr formulerà la versione definitiva del proprio parere sulla base delle indicazioni fornite dalle parti interessate nel periodo di consultazione e in stretto rapporto con la Presidenza. La Commissione europea ha richiesto la trasmissione del documento finale entro il 31 agosto 2003.
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Hera inizia a prepararsi.
Questa settimana Hera, multiutility dell'Emilia Romagna, dovrebbe aver depositato il prospetto informativo, con l'obiettivo di approdare a Piazza Affari nella seconda meta' di giugno. E' quanto dichiara una fonte vicina all'operazione.
Hera intende quotarsi sul segmento Star della Borsa, attraverso il collocamento del 40% del pacchetto azionario; l'operazione non prevede un aumento di capitale, quindi il 60% della proprieta' rimarra' nelle mani dei comuni attualmente azionisti.
Dopo il collocamento, il Comune di Bologna scendera' al 25%, contro l'attuale 37,5%, seguito da Cesena e Forli' con il 15% e Ravenna con un ulteriore 11%.
Sul piano dello sviluppo industriale, Hera, che per fatturato e' la seconda multiutility italiana dopo Acea, ha intenzione di continuare a concentrarsi su tutti i settori di attivita', e prevede di investire entro il 2006 500 milioni di euro nei servizi acqua, nergia e ambiente.
Per quanto riguarda il bilancio, per il 2003 Hera prevede un aumento del fatturato del 6% (mentre nel 2002 la crescita e' stata del 3,2%, per complessivi 1,13 miliardi di euro),e un aumento significativo del margine operativo lordo (nel 2002 pari a 192 milioni di euro, mentre l'utile netto e' stato di 33,2 milioni di euro).
Secondo la fonte, e' possibile che al momento dell'IPO o successivamente, Hera realizzi delle integrazioni con altre multiutility limitrofe, come la Aps di Padova, con la quale ci sono gia' contatti in corso, che potrebbero estendersi anche a Treviso, Vicenza e Venezia.
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In
linea il nuovo BNL IR web site.
Come ogni anno, la BNL ha rinnovato la
propria sezione Investor Relations nel
sito corporate, tenendo ben presente
l’obiettivo di un continuo
aggiornamento sia dei contenuti
sia del look
and feel, in linea con l’evolversi
delle Best Practice internazionali
correnti e con le esigenze di un
pubblico sempre più attento e presente
come visitatore del sito.
Per
rendere più efficace ed efficiente la
fruizione dei numerosi contenuti (tra
cui spicca in particolare l’aggiornata
area della Corporate
Governance, con la pagina dedicata
alla prossima Assemblea
degli Azionisti), il nuovo BNL IR
Site si concentra sul redesign della
navigazione. L’applicazione del
concetto di “one click navigation” (o, più tecnicamente, Dynamic HTML
navigation) permette ora all’utente di
raggiungere con un solo click tutte le
informazioni presenti sul sito.
La
presenza del Download Centre evita ai
visitatori, che necessitano solo di
scaricare i documenti, di dover cercare
negli archivi o di dover ripassare
l’intero contenuto esplicativo.
L’arricchimento
funzionale degli strumenti interattivi e
una presentazione di ogni area di
contenuto della sezione IR, oltre alla
rivisitazione della grafica e della
“palette” cromatica, completano il
“nuovo BNL IR site”. Clicca
qui per andare all’IR Homepage di BNL.
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Annunciati i vincitori degli
IR Best Practice Practice Website Awards.
Al Royal Lancaster Hotel di Londra sono
stati annunciati i vincitori degli
IR Best Practice Website Awards. Andrew
Hawkins, Chief Executive dell’Investor
Relations Society, si è detto molto
contento della partecipazione delle
società agli awards di quest’anno.
Sono state, infatti, più di 500 le
nomination
per le otto categorie previste.
“ Non c’è dubbio – ha concluso
Hawkins – che le società hanno ormai
una maggiore consapevolezza
dell’opportunità offerta da Internet
per la gestione dei contatti con gli
investitori".
Di
seguito l’elenco dei vincitori:
Grand Prix IR Best Practice Website
FTSE 100 Award
SAB Miller plc (winner)
Gallaher Group plc (commended)
Grand
Prix IR Best Practice Website FTSE 250
Award
Geest plc (winner)
Pilkington plc (commended)
Grand
Prix IR Best Practice Website Smaller
Quoted Company Award
Intec Telecom Systems plc (winner)
NCipher plc (commended)
Propan Homes plc (commended)
IR
Best Practice Website Institutional
Investor Award
Aviva plc (winner)
The British Land Company PLC (commended)
SAB Miller plc (commended)
IR
Best Practice Website European Award
SCA (winner)
Adidas-Salomon AG (commended)
Bayer AG (commended)
ICI plc (commended)
IR
Best Practice Website Analyst Award
BAT plc (winner)
ICI plc (commended)
Adidas-Salomon AG (commended)
IR
Best Practice Website Private Investor
Award
BAT plc (winner)
Geest plc (commended)
Cadbury Schweppes plc (commended)
IR
Best Practice Website Most Improved IR
Website Award
Gallaher Group plc (winner)
ICI plc (commended)
Shanks plc (commended)
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La Consob stringe sulle GPF e GPM
La Consob, l’organo italiano di
vigilanza sui mercati finanziari, ha
introdotto una nuova norma, in base alla
quale gli istituti che offrono gestioni
patrimoniali mobiliari e gestioni
patrimoniali in fondi sono tenuti a
comunicare con cadenza semestrale
contenuto e movimentazione dei
portafogli. La decisione della Consob,
adottata con delibera 14015, dovrebbe
entrare in vigore già a partire dalla
fine di giugno. Le comunicazioni degli
intermediari finanziari dovranno
avvenire entro i 30 successivi alla
chiusura di ogni semestre. Rimane ferma
la norma che prevede, per gli
intermediari finanziari che svolgono l’attività
di gestione su base individuale di
portafogli di investimento per conto
terzi (GPF e GPM), la comunicazione
trimestrale a Banca d’Italia della
composizione dei portafogli.
Nelle more della pubblicazione
sulla Gazzetta Ufficiale e della
definitiva entrata in vigore della nuova
norma la Consob acquisirà le
informazioni direttamente da Banca d’Italia.
Per quanto, invece, concerne i fondi
comuni la disclosure prevede già la
comunicazione dei singoli titoli alla
Banca d’Italia. Dati che anche in
questo caso Consob ottiene da Bankitalia.
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Europa Centro-Orientale: le sezioni IR delle società quotate
insufficienti nella governance.
Nelle sezioni IR dei siti delle società
quotate nell’Europa Centro-Orientale
è molto difficoltoso reperire
informazioni sugli organi societari,
anche se le società dell’area in
questione hanno preso coscienza
dell’importanza delle investor
relations online. Questi sono i
principali risultati di una ricerca
condotta da Partners for Financial
Stability (PFS) program del Budapest’s
East-West Management Institute.
Sulla scia di similari ricerche condotte
da PFS nel 2001 e nel 2002, questa
ricerca ha esaminato le sezioni IR delle
prime 10 società dei seguenti paesi:
Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia,
Ungheria, Lituania, Polonia, Repubblica
Slovacca e Slovenia.
Geoffrey Mazullo, direttore del PFS
program, ha spiegato che molte società,
spinte dalla prospettiva
dell’integrazione nell’Unione
Europea, hanno iniziato a migliorare il
proprio livello di disclosure. Si
avverte, inoltre, nell’area esaminata
una crescente competitività, che le
società vedono diventare più dura non
solo nel mercato dei capitali ma anche a
livello commerciale per i loro prodotti.
Per questa ragione molte aziende hanno
compreso che il sito societario è uno
strumento necessario al 100%.
Stando ai risultati della ricerca i siti
più ricchi di informazioni sono quelli
delle società, monitorate
nell’indagine, ceche, ungheresi,
polacche e slovene. Tutte le aziende in
questione, infatti, hanno un sito
societario, ricco di informazioni e la
disponibilità di accedere alle medesime
in lingua inglese. In tutte le altre
regioni si raggiunge una media del 90%
di società in possesso di un sito
societario, con informazioni sugli
organi societari disponibili in lingua
inglese in modo non sempre approfondito.
A livello globale si nota che le
informazioni sul management sono messe
online solo dal 60% delle società
esaminate, mentre per le informazioni
sugli organi di controllo interni si
riscontra una percentuale addirittura più
bassa (40%). Questi dati sono peggiori
rispetto a quelli delle precedenti
ricerche; questo è dovuto alla
quotazione di nuove società che sono
andate a sostituire quelle delistate
perché acquistate da società
occidentali
Per approfondire clicca
qui
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Rese note le nomination per gli IR Best Practice Awards.
Nella giornata del 19 marzo sono stati resi noti i nomi delle società candidate agli IR Best Practice Awards, iniziativa sponsorizzata anche dal London Stock Exchange e dall'associazione degli investor relations officer Investor Relations Society. Obiettivo della manifestazione è quello di incoraggiare un migliore uso di internet nella diffusione dell'informativa societaria, rendendo tali informazioni prontamente disponibili per gli investitori. Andrew Hawkins, ceo dell'Investor Relations Society, annunciando le società candidate alla fase finale degli Awards, si è vivamente complimentato con le stesse. Le selezioni quest'anno, infatti, sono state più che mai dure, dal momento che ben in 500 società si sono candidate per le otto categorie previste. I nomi dei vincitori saranno resi noti durante la cena del 10 aprile.
Di seguito le categorie e le nomination:
IR Best Practice Website Private Investors Award
Adidas-Salomon
BAT plc
Bayer AG
Cadbury Schweppes plc
Geest plc
Propan Homes plc
IR Best Practice Website Institutional Investors Award
Adidas-Salomon
Aviva plc
British Land Co. plc
Gallaher Group plc
SAB Miller
SAP AG
IR Best Practice Website Analysts Award
Adidas-Salomon
BAT plc
Geest plc
ICI plc
Propan Homes plc
SAB Miller
IR Best Practice Website Most Improved Award
BAT plc
Gallaher Group plc
Geest plc
ICI plc
Reuters Group plc
Shanks Group plc
IR Best Practice Website European Award
Adidas-Salomon
BAT plc
Bayer AG
SAP AG
SCA
Stora Enso Oyj
Grand Prix IR Best Practice Website Award for a Smaller Quoted Company
Hemscott plc
Intec Telecom Systems plc
James Cropper plc
John Menzies plc
nCipher Plc
Propan Homes plc
Grand Prix IR Best Practice Website Award FTSE 250
AMEC plc
Geest plc
Holidaybreak plc
Pilkington plc
Signet Group plc
Taylor Nelson Sofres plc
Grand Prix IR Best Practice Website Award FTSE 100
BAT plc
BHP Billiton plc
Exel plc
Gallaher Group plc
J Sainsbury plc
SAB Miller
Per ulteriori dettagli clicca qui
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Opportunità
di lavoro per IR Assistant.
Gruppo internazionale, operante nel settore consumer e quotato in Borsa,
ricerca un neolaureato o junior da inserire nella propria
struttura in qualità di Assistant Investor Relations. La persona prescelta
collaborerà alla preparazione degli annunci al mercato dei risultati di
bilancio e infrannuali e delle operazioni straordinarie, nonché delle
assemblee degli azionisti. Curerà l'espletamento degli obblighi informativi
periodici e price sensitive nei confronti
delle autorità di Borsa. Assicurerà la regolarità e la tempestività degli
aggiornamenti riguardanti la sezione Investor Relations del sito corporate e tutti
i database a supporto dell'attività. Avrà compiti di analisi dell'andamento del
titolo azionario e consensus di mercato, identificazione dell'azionariato e
monitoraggio del settore di riferimento. Collaborerà inoltre ad attività di
ricerca e analisi finanziaria, anche a supporto del Direttore Finanziario.
Il candidato ideale proviene da Economia e Commercio con indirizzo di studi
in finanza aziendale/intermediari finanziari, ha un'ottima conoscenza della
lingua inglese e padronanza nell'uso del pacchetto Office. Completano il
profilo l'avere approfondito temi di analisi di bilancio, doti di
affidabilità e precisione, attitudine ai rapporti interpersonali, forte
interesse per le tematiche legate alla comunicazione finanziaria.
La sede di lavoro è Milano.
Si prega di inviare CV a: info@investor-relations.it
e well@loriga-associati.it
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Mib30
e Midex: dal 24 marzo operativa la
revisione dei panieri.
Borsa Italiana, in occasione della
revisione del mese di marzo, ha
recentemente annunciato la nuova
composizione degli indici Mib30 e Midex,
operativa dal 24 marzo. Con riferimento
al Mib30 si segnala che, rispetto alla
composizione dell'indice attualmente in
vigore, escono dal paniere le azioni
FinecoGroup che verranno sostituite nel
nuovo paniere dalle azioni Banca
Popolare Bergamo - Cr. Varesino. I tre “titoli di riserva” sono, nell’ordine:
Autogrill, FinecoGroup e Bulgari.
Con riferimento all'indice Midex, si segnala in particolare che, rispetto alla composizione dell'indice attualmente in vigore,
escono dal paniere le azioni Banca Popolare Bergamo -
Cr. Varesino, Cassa di Risparmio di Firenze e Snia che verranno sostituite nel nuovo paniere dalle azioni Banca Popolare
Commercio e Industria, FinecoGroup e Interbanca 1.
I tre “titoli di riserva” sono, nell’ordine:
Banca Popolare di Cremona, Autostrada TO-MI e Saeco
Group.
Pertanto dal 24 marzo 2003 le azioni Cassa di Risparmio di Firenze e Snia
cesseranno di essere negoziate sul Mercato "After
Hours" (TAH) mentre, a partire dalla
stessa data, saranno negoziate le azioni Banca Popolare
Commercio e Industria e Interbanca1.
Per maggiori informazioni visita il sito
di Borsa Italiana: clicca
qui
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Opportunità di lavoro per gli Investor Relations Officer.
La Banca Europea degli Investimenti cerca degli investor relations & marketing officer. I candidati ideali sono preferibilmente laureati in discipline economiche, finanziarie o marketing. Sono, altresì, richiesti alcuni anni di esperienza professionale nel settore delle investor relations e del marketing nel settore finanziario. Indispensabile anche la conoscenza molto buona della lingua inglese e buona del francese, costituisce titolo
preferenziale la conoscenza di un'altra lingua dell'Unione Europea.
Si richiedono forti capacità di comunicazione, eccellenti qualità nella scrittura, capacità di lavorare in team e di lavorare sottopressione, elevato senso di responsabilità e di iniziativa.
Se vuoi saperne di più sul profilo richiesto e spedire il tuo CV alla Bei:
clicca qui
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I
gestori europei riscoprono l’America.
Secondo uno studio di Thomson Financial
e Kuhn Partners, i fund manager europei
hanno ritrovato la fiducia nei mercati
azionari americani, nonostante la
debolezza economica e il drastico calo
dei prezzi azionari.
Lo studio dimostra che le severe norme
adottate dalle autorità americane
stanno aiutando gli investitori europei
a superare l’avversione al rischio
dimostrata durante l’ultimo anno. Un
importante contributo in questo senso è
stato dato dal Sarbanes–Oxley act, che
ha dato la sensazione agli investitori
che, almeno sotto il profilo della
corporate governance, il peggio sia
passato.
Jamil Aboumeri, della Thomson Financial,
sostiene che per questa tendenza in atto
ci sono diverse spiegazioni: la forza
dell’euro, il più basso valore delle
azioni quotate negli USA e la
convinzione degli investitori europei
che le azioni dei mercati statunitensi
siano ancora essenziali per i loro
portafogli.
Un altro dato interessante, citato da
Jamil Aboumeri, è che le società
americane stanno cercando sempre più di
attirare gli investitori europei,
conducendo maggiori roadshow rispetto al
passato: “I fund manager americani non
hanno più risorse da investire e le
società necessitano di ‘nuova
cassa’.” Durante l’ultimo anno
sono anche cambiati i ‘pesi’
attribuiti ai singoli mercati, con un
23% (contro il 22% di un anno fa) di
istituzionali europei che sovrappesa
le azioni statunitensi. Il 44% degli
istituzionali sottopesa le azioni
americane, mentre il 33% è neutrale;
ben il 51% dei rispondenti ha dichiarato
l’intenzione di non sottopesare
l’attuale peso attribuito agli
investimenti negli USA.
Per maggiori dettagli clicca
qui
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Migliorano le IR delle società belghe.
Secondo i risultati di una ricerca condotta dalla Bira (Belgian Investor Relations Association), la maggior parte delle società quotate nel mercato azionario belga ha nettamente migliorato le proprie IR. La ricerca ha comparato il modo in cui sono gestite le relazioni con gli investitori in 17 delle società incluse nell'indice Bel20 e in 29 società a media capitalizzazione.
Il presidente della Bira, Guy Elewaut, ha commentato "Noi siamo stati abituati a guardare al modello anglosassone come l'esempio da seguire, ma questo studio conferma il nostro sentore sull'impegno delle società belghe a migliorare le proprie IR".
Quattro anni fa solo una manciata di società avevano nel proprio organigramma un investor relations officer, mentre ora tale figura risulta presente in ben 17 delle 20 principali società incluse nel Bel 20. "Sono rimasto molto sorpreso - dice ancora Elewaut - nel vedere così tante società investire in questa direzione". Ma un ostacolo allo sviluppo delle IR delle società belghe è rappresentato dalla presenza di tre diversi idiomi: tedesco, francese e olandese. Per molte società, infatti, risulta costoso e gravoso comunicare con i propri stakeholders utilizzando tutte e tre le
lingue; così mentre i bilanci sono stampati dalla maggior parte delle aziende utilizzando le tre lingue, per il sito societario 7 delle 17 società del Bel20 esaminate utilizza la sola lingua inglese.
Un altro dato interessante emerge dalla constatazione del tempo investito nella conduzione di roadshow: mentre le società del Bel20 impiegano in media 28 giorni all'anno in road show, più della metà delle 29 mid cap esaminate non ne conduce affatto.
Per approfondire la notizia clicca qui
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Le
classifiche di Investor-Relations.it
sbarcano in Inghilterra.
L'ultima ricerca di
Investor-Relations.it, con focus sulle
IR on line delle utilities italiane, è
stata ripresa da IRonthenet, il sito
inglese di riferimento per le IR.
IRonthenet cura inoltre la pubblicazione
periodica 'Investor Relations Mgazine',
testata di riferimento sul tema IR. Nel
prossimo numero verrà pubblicata
un'intervista a Valeria Leone, IRM di
Telecom: "L'Inghilterra- commenta
Michele Bertacco, responsabile generale
di Investor-Relations.it-guarda con
sempre maggiore attenzione allo sviluppo
della cultura finanziaria in Italia: in
particolare il mercato inglese sta
osservando con crescente interesse lo
sviluppo della qualità delle IR in
Italia. Consideriamo questo interesse un
incoraggiamento ulteriore a proseguire
con sempre maggiore decisione sulla
strada della trasparenza".
Nell'articolo apparso su Ironthenet.com
è stata ripresa anche la Top Five, la
classifica delle 5 migliori sezioni IR
italiane, che vede in testa Tim, seguita
da Enel, Bnl, Campari ed Esprinet.
Vuoi leggere l'articolo in inglese? Clicca
qui.
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E'
morto Gianni Agnelli
La
notizia è stata diffusa questa mattina
dalla famiglia.
Dopo
una lunga malattia, Gianni Agnelli,
presidente onorario della Fiat, è
morto.
Ne
dà notizia la famiglia con un laconico
comunicato, dove si specifica che
l'avvocato, 81 anni, è morto nella sua
casa torinese assistito dalla moglie
Marella e la figlia Margherita.
Proprio
stamani gli eredi della dinastia
torinese si incontrano per l'assemblea
della Giovanni Agnelli & C.,
convocata alle 9, in cui si doveva
decidere il modo per affrontare la crisi
di vendite auto e di debito del
Lingotto.
Alla
sede storica della Fiat, in via
Chiabrera, sono arrivate le sorelle
Susanna e Maria Sole, il nipote John
Philip Elkann. Presente, tra gli altri,
il presidente di Fiat Paolo Fresco.
Nessuno ha fatto commenti.
"Gianni
Agnelli è spirato nella sua casa
torinese," dice la nota di tre
frasi della famiglia.
Fonti
torinesi aggiungono che l'Avvocato, come
veniva chiamato con un misto di affetto
e rispetto, si sarebbe spento alle 8 di
stamani.
Gianni
Agnelli era nato il 12 marzo 1921.
La
sua lunga malattia ha coinciso con la
crisi dell'azienda che ha guidato per
decenni.
Agnelli
aveva ammesso nel maggio 2002 di avere
problemi di salute, parlando di
"acciacchi tipici di una certa età",
alla vigilia di un viaggio per cure
negli Stati Uniti. Tornato in Italia
dopo alcune settimane, aveva rarefatto
nei mesi estivi la presenza in pubblico,
dando spazio in Borsa a voci ricorrenti
sul suo stato di salute.
Da
alcuni era visto come un'ostacolo ai
cambiamenti necessari alla casa torinese
per riprendersi da una fase di pesante
calo delle vendite e delle quote di
mercato.
Alla
Borsa di Milano le azioni Fiat hanno
aperto in rialzo.
Agnelli
è stato una figura chiave e per certi
versi unica dell'economia italiana e uno
dei pochissimi industriali italiani ben
conosciuti all'estero. Il
suo ruolo in Fiat, simbolo e volano del
boom industriale del paese nel
dopoguerra, era iniziato con l'ingresso
nel consiglio di amministrazione nel
1943, poco più che ventenne. Si attese
fino al 1966 per vederlo nel ruolo di
presidente, ruolo che Agnelli ricoprì
fino ai 75 anni assumendo poi la
presidenza onoraria della casa torinese.
A
rappresentare la famiglia fondatrice nel
gruppo succedono a Gianni il fratello Umberto
e il nipote John Philip Elkann
che già fa parte del board della Fiat.
Per
molti è stato l'emblema vivente del
capitalismo italiano.
Porta lo stesso nome di suo nonno, il
fondatore della Fiat. Ma, quasi a
sottolineare uno stile meno austero, si
fa da sempre chiamare Gianni. Nel 1945
il creatore dell'impero muore e
presidente diventa Vittorio Valletta.
Gianni è vicepresidente. Sono anni di
apprendistato e di lavoro. L'Italia è
appena uscita con le ossa rotte dalla
Seconda Guerra Mondiale. E' un Paese da
ricostruire e per la Fiat è
un'occasione da non perdere. Valletta
incoraggia l'immigrazione dal
Mezzogiorno e conduce con pugno di ferro
le trattative con i sindacati. A fatica,
in una quindicina d'anni, l'Italia
conosce uno sviluppo insperato. I primi
simboli del boom economico sono la
Lambretta prima e la Seicento poi. La
Fiat pone il proprio sigillo sullo
sviluppo economico. Nel 1966 Gianni
diventa Presidente della Fiat. Di lì a
poco scoppierà l'autunno caldo della
contestazione studentesca e delle lotte
operaie. Situazioni difficili che
Agnelli affronterà sempre in prima
persona.
Dal 1974 al 1976 è Presidente della
Confindustria. Gli industriali hanno
bisogno di essere rappresentati nel modo
più autorevole possibile. La situazione
politica è delicatissima. Il
compromesso storico tra Democrazia
cristiana e Partito Comunista fatica a
decollare e il Paese deve affrontare due
emergenze: la crisi economica e il
terrorismo. Sono questi gli anni
dell'austerità. La concertazione tra
governo, sindacati e confindustria
diventa un sistema consolidato di
gestione delle scelte economiche
fondamentali. Non è più possibile un
atteggiamento come quello di Valletta.
Alla fine del decennio l'azienda conosce
un momento di crisi. La produttività
cala spaventosamente e la Fiat annuncia
14mila licenziamenti. Si apre il più
duro scontro sindacale del dopoguerra.
Sciopero per 35 giorni. Ai cancelli
degli stabilimenti di Mirafiori il
segretario del Partito comunista Enrico
Berlinguer promette il sostegno del Pci
in caso di occupazione delle fabbriche.
Il braccio di ferro si conclude il 14
ottobre, con la "marcia dei
quarantamila". A sorpresa, i quadri
della Fiat scendono in piazza contro il
sindacato. La Fiat rinuncia ai
licenziamenti e mette in cassa
integrazione 23mila dipendenti. Per
il sindacato e la sinistra italiana è
una sconfitta storica. Per la Fiat è
una svolta decisiva.
Agnelli, affiancato da Cesare
Romiti, rilancia la Fiat in
campo internazionale e, in pochi anni, la
trasforma in una holding con
ramificazioni nel campo dell'editoria e
delle assicurazioni. Non più solo
auto, ma un colosso globale. Nel 1987 la
Fiat assorbe l'Alfa Romeo. Nel 1988 la
Ferrari. Per Gianni Agnelli gli anni
Ottanta sono un periodo d'oro. L'azienda
va a gonfie vele e lui è sempre più un
personaggio nazionale. Non solo per
la erre moscia o il vezzo dell'orologio
sopra il polsino. Caustici alcuni suoi
giudizi sugli uomini politici. Definisce
il segretario Dc Ciriaco De Mita
"un tipico intellettuale della
Magna Grecia". E gli intellettuali
non sono mai stati molto di casa tra gli
Agnelli. Segue sempre da vicino la sua
Juventus. Guardando sempre metà
partita.
Nel 1991 è nominato senatore a vita da Francesco
Cossiga. Come senatore ha un
atteggiamento pragmatico. Sostiene
l'Ulivo al momento dei sacrifici per
l'ingresso nell'euro. Nel 2001 si
schiera invece con il centrodestra di Silvio
Berlusconi. Il tempo dei
sacrifici è finito e l'industria ha
bisogno di flessibilità e libertà
d'azione.
Nel 1996 passa la mano a Cesare Romiti
che rimane in carica fino al 1999. E'
poi la volta di Paolo Fresco
presidente e del ventiduenne John
Elkann (nipote di Gianni)
consigliere d'amministrazione. Scomparso
prematuramente il nipote Giovannino
(figlio di Umberto e Presidente Fiat in
pectore), è difficile fare ipotesi sul
futuro della Fiat.
Gianni
Agnelli conservava ancora un potere
enorme.
Nei prossimi giorni si parlerà di
successori (Umberto?), di come andrà
avanti la Fiat senza il suo leader
carismatico, di come cambia l'economia
italiana con la morte dell'Avvocato.
Si vedrà.
Di sicuro, oggi, qualcosa è cambiato.
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Più donne e minoranze etniche nei consigli d’amministrazione.
Il rapporto sulla corporate
governance di Derek Higgs porterà
sicuramente delle enormi novità nella
composizione dei consigli
d’amministrazione. Le novità, seppur
non esplicitamente trattate nel codice,
riguarderanno il modo di elezione degli
amministratori indipendenti.
Nelle società incluse nell’indice
FTSE 350, tra gli amministratori
indipendenti ci sono soltanto due donne
e solo l’1% dei componenti il
consiglio d’amministrazione proviene
da minoranze etniche. La maggioranza,
infatti, è rappresentata da uomini
bianchi vicini all’età del
pensionamento.
Un nuovo gruppo guidato da Laura Tyson,
ex consulente senior di Bill Clinton e
decano della London Business School, sta
per apportare profondi cambiamenti allo
status quo; Laura Tyson è stata
incaricata di creare una lista di
potenziali amministratori non esecutivi,
provenienti da settori non commerciali
per ampliare il range di ‘talenti’
all’interno dei consigli
d’amministrazione.
Altra area critica è costituita dal
fatto che gli amministratori
indipendenti sinora sono assunti senza
il ricorso ad un sistema competitivo,
risiedendo spesso all’interno dei
consigli d’amministrazione di più
società.
Secondo Stuart Bell, responsabile
ricerca presso la Pensions &
Investment Research Consultants (Pirc),
la disponibilità di posti di
amministratore indipendente andrebbe
comunicata pubblicamente e i candidati
dovrebbero sostenere un colloquio prima
della loro nomina. In questo modo “Le
aziende potrebbero constatare le capacità
dei candidati e questi potrebbero
constatare la professionalità
dell’azienda”. Bell ritiene anche
che l’esperienza in campo economico
non dovrebbe costituire un requisito
essenziale, essendo sufficiente aver
lavorato come senior manager in settori
pubblici o l’avere un background
accademico. “In questo modo le società
potrebbero inserire nel proprio organico
più donne e rappresentanti di altre
minoranze”.
Per
approfondire l’argomento
clicca
qui
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La FSA vuole maggiori poteri.
L’organo inglese di vigilanza sui
mercati finanziari, Financial Services
Authority, ha richiesto al governo
l’ampliamento dei propri poteri per
essere in grado di indagare in modo più
proattivo sulle violazioni delle regole
contabili. Sebbene non vi siano state
dichiarazioni ufficiali la tendenza
dovrebbe essere quella di portare la FSA
allo stesso livello dell’americana
Securities and Exchange Commission, che
gode di più ampi poteri, investigativi
e coercitivi, sulla disciplina del
reporting finanziario.
Negli ambienti finanziari sono nate
alcune perplessità sull’efficacia
degli attuali poteri del Financial
Services Authority per contrastare
scandali come quelli di Enron e Worldcom.
Questi dubbi sono corroborati dalla non
perfetta gestione della crisi di
Equitable Life.
Per
approfondire l’argomento
clicca
qui
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Approvato in Inghilterra il rapporto Higgs sulla
corporate governance.
La business community inglese ha accolto
con soddisfazione l’attesa
approvazione del rapporto Higgs sulla
corporate governance, che disciplina in
modo specifico la figura degli
amministratori non esecutivi.
Il rapporto, promosso dall’ex
banchiere d’investimento Derek Higgs,
ha l’obiettivo di fissare delle nuove
linee guida in merito alla composizione
dei consigli d’amministrazione e,
soprattutto, sul ruolo degli
amministratori indipendenti e non
esecutivi. Rispetto agli encomiabili
obiettivi del rapporto, l’attuale
situazione della governance delle società
inglesi non è molto incoraggiante. I
consigli d’amministrazione inglesi
sono spesso caratterizzati da intrecci e
complicità; sono poche, infatti, le
quotate che attualmente divulgano
informazioni sulle riunioni dei cda e
solo un terzo delle società incluse nel
FTSE 100 ha un numero di amministratori
indipendenti pari al 50% del totale dei
componenti il cda stesso.
Secondo Colin Melvin, responsabile per
la corporate governance presso la Hermes
Pension Management, “Molte società
rispettano già i concetti base
contenuti nel codice. Quest’ultimo,
comunque, è un strumento prezioso per i
nostri rapporti con le società e
supporta l’atteggiamento da noi già
intrapreso, soprattutto sul ruolo degli
amministratori non esecutivi”.
È, infatti, il ruolo degli
amministratori non esecutivi a
rappresentare il tema più controverso
di tutti. Secondo l’Institute of
Directors la previsioni di nominare dei
senior director indipendenti potrebbe
determinare, in alcune occasioni, dei
disorientamenti. Le società di minori
dimensioni, inoltre, potrebbero
incontrare notevoli difficoltà nella
ricerca di una sufficiente elevata
qualità degli amministratori
indipendenti.
Per
ulteriori dettagli clicca
qui
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Il Parlamento Europeo approva una proposta di direttiva sui sistemi contabili.
Il Parlamento Europeo ha approvato
il 14 gennaio 2003 una proposta di
Direttiva che va a modificare tutta la
disciplina europea sui sistemi
contabili. Le disposizioni della nuova
Direttiva allineeranno l’Europa alla
Best Practice internazionale in materia
di regole contabili. Esse, inoltre,
completeranno il Regolamento sugli
International Accounting Standards,
adottato nel giugno 2002, che impone
alle società quotate europee
l’utilizzo delle regole IAS a partire
dal 2005 e permette agli stati europei
di estendere la disciplina a
tutte le altre società. Le modifiche
alla vecchia normativa europea della
Direttiva in questione permettono a
quegli stati, che non estendono gli IAS
a tutte le società, di far applicare
ugualmente delle norme di reporting
finanziario di alta qualità.
Il commissario per il Mercato Interno,
Frits Bolkestein, ha commentato la
notizia dell’approvazione di questa
Direttiva esaltando il suo significato
politico “L’apporto del Parlamento a
questa proposta di Direttiva dà un
forte segnale politico, nel senso che
l’Unione Europea è seriamente
impegnata
non solo per raggiungere
l’integrazione dei mercati dei
capitali entro il 2005 ma anche per il
miglioramento dei sistemi di reporting
finanziario e di auditing per tutte le
società europee. Un elevata qualità
dei sistemi di reporting finanziario,
infatti,
è essenziale ai fini di
consentire agli investitori e ai
consumatori di effettuare delle scelte
fondate su queste aziende”.
Per raggiungere l’obiettivo del
raggiungimento della best practice in
materia contabile, la nuova direttiva
eliminerà tutte le norme incompatibili
con i principi IAS. Sarà così più
difficile per una società nascondere
delle passività creando delle strutture
artificiali (società veicolo), di fatto
controllate ma apparentemente con larga
base azionaria.
Per
approfondire l’argomento clicca
qui
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BNL
adotta il codice di Internal Dealing.
Anche la Bnl ha adottato le nuove regole
sull’Internal Dealing. Il codice di
comportamento per disciplinare la
comunicazione al mercato delle
operazioni effettuate su strumenti
finanziari emessi dalla società o su
loro derivati, è stato approvato martedì
17 dicembre dal cda di Via Veneto.
In base al nuovo Codice di Internal
Dealing, BNL individua complessivamente
39 manager: oltre agli Amministratori e
ai sindaci effettivi della Banca, i
componenti del Comitato di Direzione
della Banca, i Dirigenti Centrali, i
Direttori delle Funzioni Centrali, i
Responsabili del Servizio Affari
Generali e Legali, del Servizio Sviluppo
Organizzativo nonché, nell’ambito
della Divisione Wholesale Banking, i
responsabili delle attività di
Intermediazione Mobiliare, Portafoglio
di proprietà, Officina Finanziaria e
Capital Market; per le società del
gruppo, il direttore generale di BNL
Gestioni SGR e l’amministratore
delegato di BNL Fondi Immobiliari.
A
commento dell'adozione del codice,
l'IR Team di Bnl ha dichiarato: "In
linea con la politica di trasparenza e
con l'applicazione di principi e norme
fondamentali per un buon governo della
società e in ordine al trattamento
delle informazioni riservate, BNL ha
adottato un Codice di Internal Dealing
per gestire la comunicazione all'esterno
delle informazioni relative ad
operazioni su strumenti finanziari
compiute dalle persone che a causa
dell'incarico ricoperto hanno accesso ad
informazioni rilevanti.
Per tenere conto degli auspici formulati
dal mercato e dalle diverse associazioni
di settore,gli importi previsti dalla
normativa della Borsa Italiana sono
stati ridotti ad Euro 20.000 per le
comunicazioni trimestrali e ad Euro
100.000 per le operazioni c.d
significative da comunicarsi senza
indugio”.
Per
leggere il Codice di Internal Dealing Clicca
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Focus
ipo a Piazza Affari.
Fiera
Milano
ha esordito ieri confermando il prezzo
di collocamento (che era stato fissato
nella parte bassa della forchetta) con
volumi elevati ma con piccoli ordini.
Alcuni operatori considerano la società
milanese un titolo di scarso interesse
per gli inestitori istituzionali perché
non contendibile e di non elevato
flottante. Staremo a vedere. Socotherm,
l’altra ipo di questi giorni a Piazza
Affari, ha dovuto invece ‘virare’ sul
segmento ordinario di classe 1, dopo
aver puntato allo Star.
Secondo
una ricerca
pubblicata ieri da Borsa
Italiana il mercato borsistico
italiano è stato interessato negli
ultimi anni da una forte crescita in
termini di capitalizzazione, volume
degli scambi e numero di società
quotate ed è riuscito a rappresentare
in modo più adeguato la dimensione
economica del Paese.
Quarto
in Europa per capitalizzazione, la
dimensione del nostro mercato è
tuttavia, per numero di società
quotate, ancora inferiore a quella dei
principali mercati europei. A fine 2001
erano quotate in Italia 288 società
domestiche, contro le 1.923 del Regno
Unito, le 791 della Francia e le 749
della Germania.
E'
partendo da questi numeri che Borsa
Italiana ha tracciato una panoramica
delle società quotabili in Italia per
dimostrare come, sebbene il numero di
società con caratteristiche
dimensionali idonee alla quotazione sia
inferiore a quello di Francia, Germania
e Regno Unito e la propensione alla
quotazione abbia storicamente espresso
numeri inferiori nel confronto con i
mercati azionari dei principali Paesi
europei, nel nostro Paese ci siano
notevoli margini per azioni e iniziative
finalizzate alla crescita del listino.
Lo studio di Borsa Italiana evidenzia
infatti come il
bacino di società quotabili italiane
sia ampio: le imprese non controllate da gruppi già quotati o da gruppi
esteri che operano nei settori
industriali e dei servizi non
finanziari, idonee
a una possibile quotazione
(fatturato superiore a 50 milioni di
euro, oltre 50 dipendenti e un margine
operativo lordo positivo in almeno uno
degli anni 1998, 1999 e 2000) sono
1.200, operano principalmente
nell'industria (69,8% del totale), sono
di piccole dimensioni (il 75,9%
delle imprese fattura meno di 150
milioni di euro) e
comprendono diversi casi di leadership
all'interno dei distretti produttivi
tipici del made in Italy (settori
tessile, conciario, della ceramica,
produzione di mobili, macchine
industriali e gioielli).
Le regioni con un bacino di aziende
quotabili più ricco sono Lombardia (389
società), Emilia Romagna (176),
Piemonte (119), Veneto (181), Lazio (62)
e Toscana (57).
La
stima della capitalizzazione complessiva
che queste società italiane
apporterebbero al mercato quotandosi è
nell'ordine di 200 miliardi di euro.
La
ripartizione del campione per
capitalizzazione potenziale evidenzia
l'esistenza di 35 società
potenzialmente blue chips
(capitalizzazione superiore a 800
milioni di euro); le rimanenti società
sono mid
e small caps, di cui 780 con capitalizzazione potenziale inferiore a
100 milioni di euro.
Il
contributo complessivo alla
capitalizzazione di mercato che
deriverebbe dalla quotazione delle
società individuate nel campione vede
un apporto rilevante proveniente dai
settori dei beni di consumo non ciclici
(che include i settori alimentare,
farmaceutico e l'health
care) e dei servizi ciclici (vale a dire distribuzione, entertainment,
media, trasporti e servizi di supporto)
pari in entrambi i casi al 27,7%. Seguono i settori dei beni di consumo ciclici (che include
automobili, prodotti per la casa e
abbigliamento) e delle industrie di base con quote rispettivamente pari a 16,2% e
11,4%.
Scendendo
nel dettaglio dei singoli settori, gli
apporti più consistenti proverrebbero
da quello dei prodotti per la casa e del
tessile (15,0%, caratterizzato da un
numero notevole di società di
dimensioni medio-grandi, anche se una
sola di dimensioni tali da rientrare
nelle prime 10 posizioni della
classifica) dalla farmaceutica e le
biotecnologie (12,7%), dai trasporti
(10,6%) e dall'alimentare (9,6%).
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Novembre:
crescono i volumi di negoziazione in
Borsa.
Nel mese di novembre il mercato
azionario è stato caratterizzato da una
crescita dei volumi di negoziazione e da
una forte ripresa degli indici; gli
scambi di azioni hanno fatto registrare
i maggiori volumi dell'anno in corso,
mentre quelli della fase after hours hanno
raggiunto il nuovo massimo storico, con
scambi per 942 milioni di euro.
Andamento degli indici
In novembre l'indice Mib è stato
interessato da una forte ripresa che ha
proseguito il trend ascendente avviato
nella seconda metà di ottobre. La serie
di sedute positive (15 contro 6
negative) ha portato l'indice a chiudere
il mese a quota 18.522, con una crescita
del 9,0% rispetto a fine ottobre. Si
tratta della crescita più elevata su
base mensile a partire dal febbraio
2000, periodo in cui furono raggiunti i
massimi storici. Anche l'indice Numex
del Nuovo Mercato ha evidenziato una
performance mensile ampiamente positiva:
+16,4%, che segue il +17,2% registrato
in ottobre. Gli indici continui hanno
evidenziato un andamento differenziato,
con il Mib30 (+10,0%) più brillante del
Mibtel (+8,6%). L'indice MibSTAR è
cresciuto del 3,3%; rispetto a fine 2001
il MibSTAR continua a evidenziare un
andamento migliore degli altri indici,
con un calo del 3,6% a fronte del -16,7%
del Mib e del -18,9% del Mib30.
Tutti i tre macrosettori hanno
evidenziato un andamento mensile
positivo: Finanziari +10,9%, Servizi
+7,9% e Industriali +5,4%; su fine
dicembre 2001 permangono performance
negative e diversificate: Industriali
-9,9%, Servizi -12,3%, Finanziari
-23,7%. Tutti i principali settori
(rappresentativi almeno dell'1% della
capitalizzazione) hanno registrato
variazioni mensili positive (in
particolare evidenza Media-Editoriali
+17,9% e Auto +16,9%), con l'eccezione
di Tessili (-3,4%) e Immobiliari
(-1,7%). Nei primi undici mesi del 2002
il solo a evidenziare una crescita è
Impianti-Macchine (+14,8%), mentre
continuano a risaltare le flessioni di
Auto (-41,0%) e Assicurazioni (-30,0%).
La volatilità, in calo dai livelli
elevati dei mesi precedenti, si è
attestata al 21,3% per la Borsa (dove
rimane sensibilmente più contenuta
quella del segmento STAR, pari al 7,9%)
e al 37,5% per il Nuovo Mercato.
Capitalizzazione
e listino
Il
recupero dei corsi azionari ha fatto
crescere la capitalizzazione delle
società nazionali quotate, passata da
460,6 miliardi di euro di fine ottobre a
501,3 (pari al 40,0% del Pil). Nel
dettaglio la ripartizione dei mercati
vede la Borsa a quota 489,1 miliardi di
euro, il Nuovo Mercato a 7,7 e il
Mercato Ristretto a 4,4.
In
novembre il Mercato Ristretto è stato
interessato da due variazioni del
listino: il 1° è stata revocata la
Banca di Credito Popolare di Siracusa
(incorporata in Banca Antonveneta,
quotata in Borsa); il 27 è stata
ammessa alle negoziazioni la Cit Spa, a
seguito dell'offerta pubblica di
sottoscrizione effettuata tra il 14 e il
20, che ha portato alla raccolta di 18,4
milioni di euro. Nel corso del mese sono
state inoltre annunciate le ammissioni a
quotazione di Tenaris, Fiera Milano e
Socotherm, destinate a essere realizzate
in dicembre.
Le società quotate sono 293: 236 per la
Borsa (di cui 5 estere), 45 per il Nuovo
Mercato (1 estera) e 12 per il Mercato
Ristretto.
A seguito di 172 ammissioni e 94
revoche, il numero degli strumenti
quotati su MCW è salito da 5.450 a
5.528.
Per
conoscere tutte le altre statistiche
visita il sito di Borsa Italiana Clicca
qui
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TIM
adotta Codice Etico e Codice di Insider
Dealing.
Il Consiglio di Amministrazione di TIM
(Gruppo Telecom Italia), presieduto da
Carlo Buora, riunitosi al termine della
riunione assembleare, ha adottato il
Codice Etico ed il Codice di
Comportamento in materia di "insider
dealing".
TIM ha fatto proprio ed adottato il
Codice Etico del Gruppo Telecom Italia,
ispirato anche ai principi in materia di
diritti umani, ambiente e lavoro
contenuti nel "Global
Compact", promosso
dall'Organizzazione delle Nazioni Unite,
al quale il Consiglio di Amministrazione
di TIM ha deliberato di aderire. Il
Codice Etico si colloca idealmente a
monte dell'intero sistema di corporate
governance e - come tale - riveste
un'importanza basilare, in termini
programmatici, quale corpus di principi
per una conduzione degli affari
eticamente orientata. Si tratta di un
documento agile che reca l'indicazione
chiara degli obiettivi e dei valori
informatori dell'attivita' d'impresa,
con riferimento ai principali
stakeholders con i quali TIM e le
societa' del Gruppo si trovano
quotidianamente ad interagire:
azionisti, mercato finanziario, clienti,
comunita', personale.
Il Codice di Comportamento in materia di
insider dealing e' stato redatto in
ottemperanza alla disciplina
recentemente introdotta da Borsa
Italiana che, come noto, comporta per le
societa' quotate un obbligo di
disclosure periodico, a partire dal 1°
gennaio 2003, circa le operazioni
effettuate sugli strumenti finanziari
quotati dell'emittente, delle sue
controllate, da soggetti che possono
accedere ad informazioni price
sensitive. Rispetto alla disciplina di
riferimento elaborata da Borsa Italiana,
il documento si caratterizza nei
seguenti profili qualificanti:
- flessibilita' nell'individuazione del
novero delle persone assoggettate ad
obbligo di disclosure, al fine di poter
tener conto anche di situazioni
contingenti di accesso alle informazioni
riservate;
- estensione dell'obbligo di
comunicazione alle operazioni effettuate
su strumenti finanziari quotati emessi
dalle societa' controllanti (oltre che
dalle controllate);
- sensibile riduzione delle soglie
quantitative di rilevanza delle
operazioni da segnalare al mercato con
periodicita' trimestrale (da 50.000 a
35.000 euro) ovvero, immediatamente
all'atto dell'effettuazione (da 250.000
a 80.000 euro);
- estensione dell'obbligo di trasparenza
agli atti di esercizio di stock options
o di diritti di opzione nonche' a tutte
le operazioni su strumenti finanziari
emessi dall'emittente, dalle sue
controllate e dalle societa'
controllanti, quand'anche realizzate
nell'ambito di rapporti di gestione su
base individuale di portafogli di
investimento, in cui il cliente rinunci
alla facolta' di impartire istruzioni;
- previsione di "black-out periods",
cioe' di periodi predeterminati durante
i quali le persone soggette alle
previsioni del Codice non possono
compiere operazioni.
Il Codice di Comportamento prevede poi
un sistema sanzionatorio di particolare
rigore che, per Amministratori e
Sindaci, contempla la possibilita' di
proporre all'Assemblea la revoca
dell'incarico. Il Codice di
Comportamento entrera' in vigore dal 1°
gennaio 2003.
Per conoscere ulteriori informazioni
visita la sezione IR di Tim Clicca
qui
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Dovrebbero i rappresentanti dei lavoratori sedere nei comitati di controllo delle società tedesche?
All'interno della terza conferenza sulla corporate governance, organizzata in Germania dalla DSW (un'associazione di azionisti tedesca), si è svolto un interessante dibattito sul tema della presenza dei rappresentati dei lavoratori all'interno degli organi che controllano l'operato dei consigli d'amministrazione delle società tedesche, secondo il sistema tedesco basato su un doppio livello di controllo.
Secondo Theodor Baums, direttore dell'Istituto di Diritto Bancario presso l'Università di Francoforte, allo stato attuale non ci sono studi che comprovino una correlazione tra performance aziendali e la presenza dei rappresentanti dei lavoratori all'interno degli organi di controllo. Uno studio condotto dallo stesso Baums sul tema, infatti, non è giunto ad alcuna conclusione. Sino al 2001 Baums ha presieduto la Commissione del Governo Federale Tedesco sulla corporate governance e sulla riforma del diritto societario.
Una delle problematiche connesse al tema in questione è che solo i lavoratori tedeschi possono eleggere i rappresentanti che siederanno nei comitati delle società quotate; questo nonostante molte quotate tedesche abbiano dipendenti sparsi in tutta Europa, come ad esempio la Deutsche Bank, che ha dipendenti anche a New York. Il dibattito è ancora fortemente incentrato sull'effettiva influenza della presenza dei lavoratori nei comitati di controllo sul processo decisionale delle società tedesche, potendo essa agevolarlo o ostacolarlo. Questo problema sta diventando una patata bollente per i politici che, secondo il managing director della DSW Jella Benner-Heinacher, non sono molto preparati sul tema.
Per approfondire l'argomento e conoscere gli altri temi della conferenza
clicca qui
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I risparmiatori inglesi criticano la trasparenza delle società quotate.
Secondo una ricerca condotta durante il mese di settembre su 456 investitori privati inglesi le quotate non risponderebbero ai bisogni informativi dei risparmiatori. La ricerca, che aveva l'obiettivo di verificare e si fosse ripristinata la fiducia dei risparmiatori nel mercato, è stata commissionata da ProShare, organizzazione indipendente che promuove la proprietà diffusa delle azioni e l'educazione finanziaria.
Diane Hay, chief executive di ProShare, ha commentato i risultati della ricerca dinanzi ad una platea di amministratori e ha spiegato che i risparmiatori sono sempre più preoccupati per la possibilità che scandali finanziari possano annidarsi anche nel mercato azionario inglese.
D'altro canto solo il 19% degli intervistati ha dichiarato di aver preso seriamente in considerazione di trasferire tutti i fondi azionari in fondi di altra categoria, mentre quasi il 60% non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di
venderli del tutto. Rispetto ai recenti scandali finanziari, più del 50%
li ritiene casi isolati, con un altro 24% che ritiene tali accadimenti improbabili nel Regno Unito.
Si deve tuttavia sottolineare che tali risposte sono state date prima degli eventi che hanno riguardato le società inglesi My Travel e SFI Group.
Sono molti gli investitori privati che ritengono inaccessibili i bilanci annuali: del 60% degli investitori che accede sempre a tale tipologia di informazioni e del 13% che accede solo qualche volta, solo il 25% legge approfonditamente il rendiconto annuale e solo il41% ritiene che dai conti della società si possano ricavare tutte le informazioni utili per conoscere lo stato di salute di una società.
Per conoscere gli altri risultati della ricerca
clicca qui
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Il
Nuovo Mercato nel
terzo Road Show punta sulla selezione.
Dopo tre anni dalla nascita, il listino inizia a mettere in evidenza i risulti positivi di alcune aziende: il 63% delle società interpellate ritiene che stia tornando positivo il mood degli istituzionali mentre sono sempre più chiare le specifiche motivazioni della recente crisi.
Milano,
19 Novembre 2002- Torna positivo il sentiment degli istituzionali su alcune aziende
del Nuovo Mercato: è il parere del 63%
delle società del NM intervistate da Investor-Relations.it
(www.investor-relations.it), il
primo consulente in Italia per servizi
in investor relations on line, gestito
dall’agenzia SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali. Investor-Relations.it/SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali ha
sottoposto in questi giorni un
questionario alle 45 società quotate al
Nuovo Mercato per fare il punto della
situazione su questo listino che
presenterà mercoledì 20 novembre 2002
i suoi risultati alla comunità
finanziaria radunata a Palazzo
Mezzanotte.
1)
L’aspetto che offre maggiori motivi di
speranza per questo listino sono i
numeri di alcune società che puntano
sulla selezione per mettersi in
evidenza: proprio la ‘Selezione’
è il fenomeno che il 65% delle società
intervistate si aspetta per il 2003,
mentre il 32% delle società punta su
una maggiore presenza degli
istituzionali, a scapito del mercato
retail, troppo orientato a logiche
speculative. “La selezione si fa sui numeri di fatturato abbinati a una crescita
della solidità finanziaria” dice
Valerio
Casari,
direttore finanziario di Esprinet,
società distributrice di IT che ha
visto crescere i ricavi consolidati nei
primi nove mesi del 9% a circa 600
milioni di euro, a fronte di un mercato
informatico cresciuto nello stesso
periodo del solo 1,3% (fonte: Sirmi,
ottobre 2002).
Anche per Nicola
Fiore, IRM di Engineering
è arrivato per il Nuovo Mercato il
momento della selezione.
Leonardo
Pagni, amministratore delegato di CDC,
anticipa il contenuto
della presentazione della società al Terzo Road Show: “I numeri su cui punteremo saranno essenzialmente quelli del piano industriale di Gruppo per il periodo 2003-2005 già presentato alla comunità finanziaria lo scorso 6 novembre. In particolare prevediamo ricavi in crescita del 20% annuo durante il periodo del piano grazie alla crescita delle quote di mercato nei segmenti della P.A. e delle
PMI, con utili netti consolidati previsti a quota 10 mln di euro nel 2003 per arrivare a 15,5 mln di euro nel 2005. Due sono fondamentalmente gli obiettivi strategici che ci prefiggiamo: aumentare la quota di mercato del gruppo nel settore della microinformatica (hardware e software) italiana dal 7,3% del 2002 al 10,5% del 2005 e accrescere la capacità di generare valore per gli azionisti, misurata dallo sviluppo degli utili netti”.
“Vitaminic-
dice Michaela Carboni, IRM di
Vitaminic- pur in una difficile
situazione di mercato, ha chiuso il
terzo trimestre con una crescita dei
ricavi rispetto allo scorso anno e un
miglioramento del MOL, segnale che le
iniziative avviate nell’esercizio 2001
stanno portando i loro benefici. Si
pensi alla scelta della Società di
focalizzare le proprie attività
nell’area Servizi Business – e
“mobile” –, in attesa che il
settore della musica digitale esprima le
sue potenzialità nel medio-lungo
periodo, e all’introduzione dei
servizi a pagamento per gli artisti, che
rappresenta un ulteriore passo teso a
diversificare il portafoglio di offerta
di Vitaminic e monetizzare g
li asset aziendali, per rispondere in
maniera efficace alla difficile
congiuntura”.
2-
La composizione
azionaria delle società del NM è
rimasta sostanzialmente invariata: in
particolare il 55% comunica che la
presenza di investitori retail è
rimasta praticamente indentica a quella
di inizio anno, per il 56% la presenza
di investitori istituzionali è
invariata o diminuita (22%):
"Il problema che stiamo riscontrando in questi tempi-
dice Chiara
Roncolini, IRM
di Prima
Industrie -
è che non
sempre chi è attivo sul Nuovo Mercato
lo è a lungo termine e così spesso si
ha una copertura delle società per
alcuni mesi, poi essa si interrompe per
riprendere magari un anno più tardi”.
3-
C’è
un problema specifico nella crisi
che il Nuovo Mercato ha appena
attraversato? Investor-Relations.it ha
chiesto alle società del listino se la
difficile convivenza dei capisaldi su
cui è stato fondato il listino,
l’elemento ‘High Growth’ (società
ad alto tasso di crescita) e quello
‘High Tech’ (società operanti
nell’ambito delle nuove tecnologie),
è un problema che mina alla base la
composizione del mercato oppure è un
tema che non è stato compreso al meglio
dalla comunità finanziaria. Oltre il
69% ritiene che non ci sia un problema
nella composizione del mercato, ma, dice
Roncolini di Prima Industrie, “Sicuramente
sarebbe stato necessario un maggiore
sforzo di comunicazione volto ad
evidenziare l’eterogeneità della
storia e del business delle società
quotate al Nuovo Mercato”.
Secondo Stefano
Salbe IRM di Digital
Bros, come conferma anche
Cesare
Parachini
di Novuspharma
(nella foto a sinistra), è tutt’ora eccessiva la presenza di investitori retail che non
sempre conoscono bene la realtà in cui
le società operano: questo dato è
confermato anche dal
56% degli intervistati, che pensa che il
mercato non abbia capito tutte le
caratteristiche delle società del NM e
le conseguenze che queste
caratteristiche hanno nell’ottica
dell’investimento azionario.
Florance
Delmas, IRM di Datamat
aggiunge un altro aspetto, ripreso
da altre aziende intervistate: “Quello che ci ha penalizzato è il misunderstanding sul fatto che il Nuovo mercato fosse un mercato per business plan e start-up e questo, purtroppo, ha avuto un effetto molto negativo sull’immagine di molte aziende: Datamat ad esempio ha 30 anni di esperienza in Italia ed all’estero”. “In effetti- conferma Casari di Esprinet- questo problema è molto sentito da parte di società come la nostra che hanno optato per il Nuovo Mercato a causa del proprio elevato potenziale di sviluppo e non certo per il fatto di essere una “start-up” o una società “high-tech” pura. Noi operiamo invece in un comparto, la distribuzione di prodotti hardware e software, che esiste da molti anni ma che solo nell’ultimo decennio ha assistito ad una vera e propria esplosione nei tassi di crescita”.
Michele
Bertacco,
responsabile della divisione e-pr
di SEC
che gestisce Investor-Relations.it,
commenta così i dati raccolti: “Per convincere il mercato della bontà dell’investimento in un’azienda quotata al NM occorre presentare numeri convincenti e un’equity story che possa testimoniare la validità delle strategie societarie: alcune aziende- conclude Bertacco- stanno mettendo in evidenza queste caratteristiche e su di loro si fondano le possibilità del NM di ripartire con le proprie gambe. Anche la comunicazione al mercato dovrà seguire sempre di più una strategia di selezione, senza temere, quando possibile, il confronto con il mercato di riferimento”.
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Dal
rapporto Winter sulla corporate
governance un solo monito: seguire il
leader.
Nello sforzo di incrementare gli
standard di corporate governance e di
diritto societario, la commissione di
esperti di diritto societario, guidata
dal professor Winter, ha consegnato alla
Commissione Europea il rapporto con le
proprie raccomandazioni. Frits
Bolkestein, Commissario per il Mercato
Interno, ha commentato la conclusione
dei lavori della commissione Winter
dicendo che l’Europa ha una grande
opportunità prima di raggiungere nel
2005 l’integrazione del mercato dei
capitali, quella di creare i migliori
standard al mondo in materia di
corporate governance. Commenti
favorevoli ai risultati raggiunti dalla
commissione Winter sono arrivati
dall’inglese Investor Relations
Society:
“Riteniamo essenziale per i
nostri partner europei adottare gli
elevati standard in materia di corporate
governance che già esistono in
Inghilterra e diamo il benvenuto al
rapporto Winter che inizia a muovere i
primi passi nella giusta direzione”.
Il rapporto ha delle grandi implicazioni
nell’attività degli investor
relations officer europei. Tra queste il
fornire una descrizione coerente ed
esaustiva, sia negli annual report sia
sul sito societario, della corporate
governance societaria.
Andrew Hawkins, direttore generale
dell’Investor Relations Society (IRS),
ha notato come quasi tutte le
raccomandazioni riportate nel rapporto
Winter sono già utilizzate in
Inghilterra o in fase di studio da parte
dei competenti organi del Governo.
L’Inghilterra, infatti, si ritiene il
leader mondiale in tema di corporate
goverance.
Il comunicato dell’IRS, oltre alle
felicitazioni per la conclusione dei
lavori della commissione guidata da Jaap
Winter, contiene l’invito a che si
adottino il prima possibile le migliori
regole europee in tema di corporate
governance, soprattutto alla luce
dell’attuale crisi dei mercati e della
scarsa fiducia degli investitori.
Per maggiori dettagli clicca
qui
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Il FSA indaga sulle operazioni di spinning.
Il Financial Service Authority sta indagando, come ha già fatto negli USA la National Association of Securities Dealers, sulle operazioni di spinning condotte dalle società quotate sul listino inglese.
L'Autorità di controllo del mercato inglese, infatti, ha già scritto alle società d'investimento londinesi, per ricevere informazioni sulle modalità in cui conducono le IPO e sulle procedure di spinning. Gli operatori 'interrogati' dal FSA dovranno fornire le loro risposte entro il 22 novembre.
Il FSA, con la lettera inviata agli operatori del mercato inglese, intende verificare quali sono state le principali operazioni di spinning e comprendere il funzionamento del sistema di controlli interni. Agli operatori, inoltre, è stato richiesto se vi sia la necessità di creare delle nuove norme per regolare la distribuzione delle IPO, onde prevenire possibili abusi.
Per conoscere tutti i dettagli clicca qui
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Harvey
Pitt si confronta con la Comunità
Europea.
Mentre l’Unione Europea richiede agli
Stati Uniti un’esenzione dall’applicazione
della Sarbanes-Oxley Act per le società
europee, gli USA richiedono un
ammorbidimento delle norme europee sui
conglomerati finanziari.
Harvey Pitt, presidente della Securities
and Exchange Commission, ha recentemente
espresso le proprie preoccupazioni sugli
extracosti che sarebbero costretti a
sostenere i grossi gruppi finanziari per
operare in Europa, se la Proposta di
Direttiva in questione fosse approvata
così com’è.
Per questa ragione Harvey Pitt sta
cercando di avviare un confronto con i
Commissari Europei, per giungere ad un
reciproco accordo di ammorbidimento
delle rispettiva regolamentazioni.
Nella video presentazione della
conferenza, tenuta a Londra, del
Financial Times sul tema della
regolamentazione e integrazione dei
mercati finanziari internazionali,
Harvey Pitt ha dichiarato di comprendere
che “La proposta di direttiva ha il
nobile scopo di consentire un più
prudente controllo dei conglomerati”
ma nel contempo, non è possibile
ignorare gli interrogativi che sono
sorti, sia all’interno dell’organo
di vigilanza americano si tra le
società che potrebbero essere
interessate all’applicazione della
norma,,sul possibile impatto
extraterritoriale, che potrebbe derivare
dall’applicazione della direttiva in
questione.
Allo stesso modo, ha spiegato Pitt, gli
emittenti europei hanno contestato le
norme USA che impongono la presenza di
amministratori indipendenti all’interno
dei comitati di controllo. Per venire
incontro alle esigenze degli emittenti
europei, la Securities and Exchange
Commission ha invitato i soggetti
interessati ( emittenti e loro advisor)
a presentare commenti sulle norme che la
SEC sta per
adottare: “Non possiamo
promettere – ha detto Pitt - che il
testo definitivo delle nuove regole
recepirà tutte le vostre proposte, ma
promettiamo di ascoltarle e valutarle
attentamente’.
Harvey Pitt si aspetta che la stessa
cosa sia fatta da parte delle Autorità
europee, perché la cooperazione tra le
varie autorità internazionali è
fondamentale per la globalizzazione dei
mercati.
Per approfondire la notizia clicca
qui
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Nuovo
Mercato e Investitori Istituzionali: gli
americani scappano, svizzeri e francesi
anche, gli italiani stanno a guardare.
Gli investitori istituzionali
stanno allontanandosi dal Nuovo Mercato,
dopo che, negli anni del boom della new
economy, avevano a furor di popolo
mostrato attenzione al listino high tech.
Le prime ad allontanarsi sono state le
case d’investimento statunitensi (JP
Morgan e Merril Lynch in primis, ma
anche Goldman Sachs), seguite poi da
diverse case d’investimento europee (Julius
Baer e Bnp Paribas tra le altre).
Attualmente le italiane nella maggior
parte dei casi stanno a guardare; Banca
San Paolo Imi, ad esempio, sta
mantenendo in diversi casi un coverage
‘light’, senza impegnarsi in studi
approfonditi sul listino high tech
milanese. E’
quanto emerge, in sintesi, della ricerca
sulla presenza degli investitori
istituzionali sul Nm condotta da Investor-Relations.it, il consulente di riferimento per le investor
relations in Italia
gestito dall’agenzia
SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali
(www.secrp.it). La ricerca
(chiusa mercoledì 3 settembre) è stata
svolta intervistando direttamente i
responsabili IR delle 45 società del Nm,
utilizzando anche le informazioni
contenute sui siti istituzionali delle
società e di Borsa Italiana.
Uno
dei primi obiettivi delle società
quotate in Borsa, in particolare per le
small e medium cap, è quello di
aumentare la copertura del titolo da
parte delle case di investimento (in
termine tecnico ‘coverage’): il
report stilato dagli analisti è infatti
il viatico migliore per attirare
l’attenzione degli investitori
istituzionali. L’alta volatilità e lo
scarso flottante non sono gli unici due
nodi che rendono difficoltosa la
permanenza degli istituzionali sul Nuovo
Mercato, attesi come ‘salvatori della
patria’ dalle aziende high tech: sono
anche e soprattutto le ‘performance’
poco convincenti che hanno fatto calare
l’attenzione delle case di
investimento e le richieste degli
investitori (istituzionali e retail)
verso le quotatate al Nm. Dalla ricerca
risulta infatti che molti analisti hanno
deciso di non seguire più molti titoli
high tech italiani o diminuirne la
copertura, selezionando solo alcune
delle società quotate al Nm, tra le
quali Tiscali, E.Biscom, Finmatica,
Reply, Cairo Communication, Engineering,
Esprinet e Mondo Tv.
Pochi studi completi significano poche
possibilità che gli istituzionali
decidano di investire. Diverse aziende
del Nm non
hanno ricevuto nemmeno uno studio
completo da case di investimento dal
maggio di quest’anno (si tratta di BB
Biotech, Chl, Digital Bros, Freedomland,
Gandalf); altre hanno avuto solo
1 studio completo (Acotel, Art’è,
Cad.it, Cto, Dmail, Eplanet, Inferentia,
I.Net, It Way, Onbanca, Opengate,
Poligrafica San Faustino, Prima
Industrie e Vitaminic). Le società
sulle quali, in controtendenza, sono
stati fatti il
maggior numero di studi sono
Dataservice (9), Cairo Communication
(8), Tiscali (7), Esprinet (7), Reply
(6), Aisoftware (6), Txt (5), El.En (5).
Esprinet
sta riscuotendo negli ultimi mesi un crescente interesse da parte delle case d’investimento (in
sette hanno cominciato a seguire
attivamente la società dopo la sua
quotazione):
“Le
case di investimento- dice Valerio
Casari, cfo di Esprinet,
società che riscuote sempre più
l’interesse degli operatori
contrariamente all’andamento
delle aziende del Nm attive nel settore
dell’information technology- si
sono fatte più selettive, per cui ciò
che fa la differenza ora sono i numeri e
la solidità dell’azienda, che deve
presentare al mercato un business model
serio e comprovato, senza lanciarsi in
promesse sul futuro, spesso aleatorie ”.
Così
come Esprinet, anche Tiscali, Cad.it,
Cairo Communication, ed Engineering
risultano sempre più attivamente ‘coperte’,
con dati in crescita dalle rispettive
date di quotazione. Tiscali,
Finmatica e E.Biscom sono le società
attualmente più seguite dalle case
d’investimento, anche in ragione della
loro elevata capitalizzazione, per la
quale sono comunemente definite le
‘big cap’ del Nuovo Mercato.
Le
case d’investimento italiane
si stanno dimostrando sempre più restie
a impegnarsi attivamente in studi
approfonditi sulle quotate al Nm, se non
in rari casi e per poche società. Molte
di esse partecipano agli incontri con
gli analisti, alle presentazioni, ma
tutto si ferma lì. Attualmente
Intermonte e Euromobiliare sono le
società che più di altre hanno
interrotto la copertura di molte aziende
del Nm, seguono Imi e Caboto.
“C’é
ancora una forte presenza di day trader
nella nostra composizione azionaria, –
commenta
Alessandro
Petazzi Ir manager di E.Biscom
– ma vedo anche crescere l’interesse
degli istituzionali italiani nei
confronti di E.Biscom, lo conferma
l’aumento della copertura delle case
d’investimento della nostra penisola.
In
controtendenza tra le case
d’investimento italiane c’è Twice
Sim, che sta cercando di coprire
sempre più aziende del Nm.
Investor-Relations.it/SEC ha cercato di
capirne il motivo: “Twice
– dice Fiorenzo
Tagliabue, presidente di SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali-
ha
una forte presenza di pubblico retail
tra i suoi clienti, con un gran numero
di day trader molto attivi, e
dall’altra parte una bassa presenza di
istituzionali. I day trader sono ancora
attratti dall’alta volatilità del Nm
ed ecco il motivo del crescente coverage
di Twice su questo listino”.
Diverse
aziende intervistate, hanno addotto due cause
alla fuga delle case di investimento Usa
dal Nm. Innanzitutto la scelta di
aziende a più alta capitalizzazione,
che permettano quindi volumi di scambio
maggiori, e, in secondo luogo, la
decisione di ridurre il personale degli
analisti, a seguito della forte crisi
sofferta dalle case di investimento
dovuta all’andamento dei mercati e
agli eventi legati all’undici
settembre.
La
casa d’investimento che ha abbandonato
il maggior numero di aziende del Nm è
stata la svizzera Jiulius
Baer: “Sul
finire del 2000- dice Michele
Bertacco, responsabile di Investor-Relations.it-,
in anticipo sulle altre case
d’investimento, Julius Baer ha
pubblicato un report intitolato ‘Gold
rush or Fools gold?’, letteralmente
‘La corsa all’oro o la corsa degli
stupidi?”.
“In
questo lungo studio – continua
Bertacco-
molte delle società del Numtel allora
quotate venivano analizzate secondo tre
aspetti: i cv del management (in alcuni
casi considerati ancora inesperti), il
business model e la valutazione
dell’azienda. “Alcune aziende risultavano più interessate ad assecondare le
aspettative sproporzionate del mercato
piuttosto che a sviluppare coerentemente
il core business ”.
“Oggi
le società quotate sul Nm- conclude
Tagliabue
di SEC- hanno
scontato la fase euforica iniziale e
sembrano in gran parte orientate al
consolidamento della propria struttura,
dopo avere recuperato la giusta
percezione delle loro dimensioni. Lo
stesso si può dire delle case
d’investimento che, anche a seguito
della diminuzione della domanda, saranno
sempre più selettive, premiando le
società che rispondono con i fatti ai
dubbi e alle domande del mercato”.
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La Confindustria inglese si oppone al box-ticking.
La Confederation of British Industry
(CBI), la Confindustria inglese, non
approva la proposta avanzata dalla
Securities and Exchange Commission di
rendere obbligatorio per fondi comuni e
altri investitori istituzionali la
comunicazione delle proprie politiche di
voto nelle assemblee delle società di
cui detengono le azioni. Secondo Rod
Armitage, capo della divisione affari
societari presso la CBI, tale
provvedimento non favorirebbe il
corretto dialogo tra i principali
azionisti e il management di una società.
Tali commenti sono stati esaminati dalla
Commissione americana di vigilanza sul
mercato, nell’incontro da questa
tenuto per decidere circa l’adozione
della norma, che imporrebbe a tutti gli
investitori istituzionali di comunicare
le strategie e le politiche di voto
nelle assemblee.
Il punto di vista della CBI evidenzia le
diverse interpretazioni, in USA ed
Europa, della best practice in materia.
“La comunicazione tra management e i
principali azionisti – ha riferito
Armitage – è un elemento necessario
in un sano ambiente societario. Non è
qualcosa su cui si possa legiferare. Ed
ora sono gli stessi manager che chiedono
una maggiore comunicazione da parte
degli individui che effettivamente
possiedono l’azienda, i maggiori
azionisti”.
Armitage ha anche detto che la presenza,
negli incontri tra società e azionisti,
di un investor relations officer può
contribuire al miglioramento dei flussi
comunicativi e ha indicato nella paura
di incappare in violazioni della
normativa sull’insider trading la
causa della scarsa quantità e qualità
della comunicazione finanziaria.
Per approfondire la notizia clicca
qui.
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Promosse
le IR delle blue chip spagnole.
Le blue chip spagnole hanno superato,
sebbene con un punteggio medio,
l’indagine promossa da Financial
Dynamics per valutare la qualità delle
loro IR. Per la conduzione della ricerca
Financial Dynamics (FD) ha esaminato le
risposte di oltre 120 analisti.
Le componenti dell’Ibex35 sono state
premiate nel 65% dei casi per la loro trasparenza
e nel 35% per la qualità delle loro IR: i
migliori punteggi sono stati riportati
da Grupo Ferrovial, Indra, Banco Popular,
Endesa e Inditex. Coloro che hanno
risposto alla ricerca valutano come
elementi indispensabili di un efficiente
ufficio IR la tempestività, la
disponibilità di dati e la facilità di
contattare il management. I due terzi
degli intervistati hanno incontrato il
management più di 4 volte durante
l’ultimo anno e questo dato è più
alto di quello riscontrato, nelle
precedenti ricerche, per l’Italia, la
Francia e la Germania.
Resta il dato negativo, però, che le
società dell’Ibex35 difettano nella
comunicazione finanziaria online, il che
conferma il trend riscontrato da
Financial Dynamics (FD) anche negli
altri paesi europei. Secondo Scott
Fulton, managing director di FD, il dato
risulta preoccupante “Non usare
internet non è più una scelta per le
società europee”, considerando la
lontananza geografica dei loro pubblici
di riferimento. E questa affermazione è
confermata dal fatto che le società
spagnole sono seguite da case
d’investimento estere, dislocate
prevalentemente a Londra.
Per maggiori dettagli clicca
qui
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Amministratori
non esecutivi: l’Inghilterra necessita
di una riforma.
Dalle recenti consultazioni del governo
inglese, sul ruolo degli amministratori
non esecutivi, è emersa la necessità
di attuare in tempi rapidi una riforma,
per permettere alle società inglesi di
adeguarsi in modo efficace alle
crescenti esigenze in materia di
corporate governance.
Stuart Bell, direttore della ricerca
presso Pensions & Investment
Investment Research Consultants, ha
evidenziato come questo sia “Il
momento giusto per verificare se la
struttura unitaria del management
risenta dei segni del tempo. Stiamo
ponendo maggiore attenzione sugli
amministratori non esecutivi e abbiamo
bisogno di capire se una separazione
legale dei ruoli sia necessaria per
creare due differenti ordini di
board”. Attualmente, infatti, in base
alla legge tutti gli amministratori sono
uguali. Anche
Secondo Mark Goyder del Center for
Tomorrow’s Company, è indispensabile
riformare profondamente la materia. Ma a
cambiare devono essere le competenze
degli amministratori non esecutivi e non
la legge.
Per maggiori dettagli Clicca
qui
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Il settore Telecom? troppo reticente!
Secondo una recente indagine di PricewaterhouseCoopers, le società del settore delle telecomunicazioni non forniscono agli investitori molte informazioni di carattere non finanziario.
Secondo i dati della ricerca il 75% degli amministratori contatti ritiene che il titolo sia sottovalutato, mentre il 50% degli investitori istituzionali e il 71% degli analisti crede che le società comunichino solo quanto dovuto, secondo le disposizioni di legge, o poco di più.
Solo il 10% degli investitori e degli analisti ritiene che le società del settore stiano iniziando a comunicare con il mercato in modo attivo.
Rolf Meakin, partner di PwC, ha spiegato come gli investitori necessitino di una maggiore quantità di informazioni di carattere non finanziario, dato che 'Al momento le informazioni diffuse non permettono agli investitoridi comprendere pienamente il business e così la società non comunica il suo valore".
Gli analisti e gli investitori intervistati, hanno indicato il brand, le nuove tecnologie e lla ricerca e sviluppo come dati, regolarmente non comunicati dalle società, fondamentali per misurare le performance aziendali.
Per approfondire l'argomento
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Una Securities and Exchange Commission tutta europea? Troppe le difficoltà.
Manfred Gentz, CFO di DaimlerChrysler, in un'intervista su un quotidiano tedesco, ha evidenziato la necessità che anche l'Europa abbia un'unica Authority di vigilanza sui mercati, sul modello dell'americana SEC. Gentz, nella sua intervista, ha fatto notare come l'adozione delle regole IAS dal 2005 potrebbe non avere molto successo, proprio per la mancanza di un'unica autorità di vigilanza.
La Commissione Europea si è guardata bene dal rilasciare ogni dichiarazione su una SEC Europea, evidenziando come il mercato prediliga delle autorità nazionali, pur garantendo una cooperazione transfrontaliera. Gli argomenti di Gentz hanno trovato l'approvazione anche di Shervin Setareh, senior consultant di Deminor Rating, società specializzata nel campo della corporate governance. Setareh, infatti, ha dichiarato:
"È una grande idea e sarebbe molto vantaggioso per gli investitori, che avrebbero una tutela comune in tutta Europa, sia in termini di trasparenza sia sotto l'aspetto delle regole contabili. Si tratta, però, di un progetto di lungo periodo, ma sicuramente è qualcosa su cui lavoreremo con
impegno".
Setareh ha, comunque, elencato una serie di elementi che al momento impediscono la nascita di una SEC europea: regimi fiscali differenti, diversità dei diritti riconosciuti agli azionisti e regole di corporate governance non uniformi.
"C'è una grande diversità tra i paesi europei
- ha aggiunto Setareh - Avremmo bisogno di una più ampia base comune, per ottenere la quale sarà necessario un grande lavoro a livello giuridico".
Per approfondire la notizia
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La
FSA propone alcune modifiche ai regolamenti del London Stock
Exchange.
La Financial Services Authority (F.S.A.), l'autorità inglese di vigilanza del mercato, ha proposto un'ampia serie di modifiche ai regolamenti del London Stock Exchange. Il documento emesso dalla FSA evidenzia cinque aree di particolare rilevanza: corporate governance, informativa societaria, diritti degli azionisti, informativa finanziaria ed il ruolo degli sponsor.
Andrew Hawkins, direttore generale dell'Investor Relations Society (IRS), ha dichiarato di approvare con convinzione le proposte di modifica dei regolamenti, in quanto la modernizzazione delle norme che stanno alla base del funzionamento dei mercati permetterà una semplificazione delle regole e consoliderà il primato del mercato inglese in Europa per la qualità della regolamentazione.
Per maggiori dettagli clicca qui
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Direttive europee sul prospetto informativo e sul reporting bocciate dagli investitori.
Un gruppo di investitori professionali, in una lettera a Frits Bolkestein, il Commissario per il Mercato Interno della Commissione Europea,
ha criticato le proposte di direttiva della Commissione, su prospetti informativi e sistemi di reporting finanziario. L'International Corporate Governance Network (ICGN), i cui membri hanno in gestione
patrimoni per circa 10 trilioni di euro, ha espresso le
proprie preoccupazioni in merito alle proposte di direttiva
sopra citate, in quanto esse potrebbero causare più danni che benefici.
Secondo l'ICGN, infatti, in alcuni mercati potrebbe esserci un minore grado di protezione degli azionisti e una corporate governance di qualità peggiore. Le critiche dell'ICGN non sono delle voci isolate: all'inizio del mese, infatti, uno dei principali gruppi di fund manager, Hermes, aveva preso un'iniziativa analoga presentando a Frits Bolkestein le proprie perplessità circa le due direttive.
Secondo Peter Butler, ceo di Hermes Focus Funds ed ex segretario di ICGN, ha dichiarato
"Le direttive ridurranno la tutela degli investitori e questo è il momento meno opportuno per
farlo". ICGN ha proposto alla commissione di predisporre una più ampia serie di regole standard e di lasciare ai singoli Stati membri la
possibilità di inasprire le norme di base.
"Vogliamo avere una più alta qualità di regole nel tempo, e non una più bassa" ha detto
Butler.
Per approfondire l'argomento clicca qui
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Piazza
Affari tenta il recupero, novità da
Borsa Italiana per il codice di
autodisciplina. I risultati di Tim e
Art'é.
Mentre
le Borse Europee cercano di continuare
il recupero, verificatosi nel pomeriggio
di ieri ma non sufficiente per tornare
in territorio positivo, mentre la
fiducia degli investitori verso i
meccanismi di controllo delle società
è ai minimi storici dopo una serie di
scandali finanziari negli Stati Uniti,
in Italia il comitato per la
corporate governance delle società
quotate approva la modifica di un
codice di autodisciplina del 1999,
fissando regole più severe per
amministratori indipendenti, controllo
interno e operazioni con parti
correlate.
Una nota di Borsa Italiana spiega che si
consigliano "criteri più precisi
per la valutazione, da parte di ciascun
consiglio di amministrazione,
dell'indipendenza dei propri
membri", e che in particolare si
raccomanda la presenza di un numero di
consiglieri indipendenti tale da
consentire la costituzione di un
comitato per il controllo interno
formato da loro soltanto. Sul
controllo interno "sono stati
precisati i compiti e le responsabilità
del consiglio (...) Inoltre, viene
richiesto che il comitato per il
controllo interno, composto da
amministratori non esecutivi la
maggioranza dei quali indipendenti,
esamini in via preventiva i principi
contabili utilizzati anche a livello di
gruppo".
Semestrale
Tim: mol +4,7%, ricavi +5,2%.
Il
consiglio di amministrazione di Tim ha
approvato ieri sera i risultati
preliminari del primo semestre che si
chiude con ricavi consolidati in
crescita del 5,2% a a 5,2 miliardi di
euro e un Mol in aumento del 4,7% a 2,5
miliardi rispetto allo stesso periodo
dell'anno scorso. Lo rende noto un
comunicato della società.Dalla nota
emergono i primi risultati del programma
con un miglioramento dell'indebitamento
netto del gruppo, mentre quest'ultimo
peggiora a livello di capogruppo.
La nota spiega che il rapporto fra mol e
ricavi è stato pari al 48%
"sostanzialmente in linea con
quello registrata nel primo semestre del
2001 (48,2%)".Sotto il profilo
finanziario l'indebitamento netto, pari
a 0,6 miliardi di euro, "migliora
sensibilmente rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno riducendosi di
1,3 miliardi di euro anche grazie ai
proventi derivanti dalla cessione di
Bouygues Telecom e Mobilkom
Austria".
La
trimestrale di Art'é, in linea con le
previsioni.
Nel
II trimestre il fatturato di Art'e' e'
cresciuto del 6% a 9,8 mln di euro
rispetto a un anno prima, in linea con
le previsioni del management. La
raccolta ordini stimata per il mese di
luglio superera' i 5 mln di euro (+40%
rispetto a un anno prima) confermando il
trend di sviluppo che vede un obiettivo
di fatturato per fine esercizio 2002
nell'ordine del 20%. Ok del cda al
progetto di conferimento del 100% di Fmr
in Art'e' e l'acquisto della
partecipazione pari al 25,928% in Civita
Servizi.
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TECHNOLOGY DAY: IL GRUPPO TELECOM ITALIA CRESCE E ANTICIPA GLI OBIETTIVI DEL PIANO INDUSTRIALE
GRAZIE ALLA PROPRIA LEADERSHIP TECNOLOGICA
Il Gruppo Telecom Italia ha incontrato nello scorso fine settimana la comunità finanziaria nazionale e internazionale per mostrare loro quegli strumenti e quei progetti tecnologici indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi fissati nel Piano Industriale e Finanziario.
A fronte del target triennale 2002-2004 di 2 miliardi di euro di risparmi, annunciato dal Presidente Marco Tronchetti Provera il 14 febbraio scorso, il Gruppo conferma un simile impegno e sta lavorando per raggiungere già alla fine del primo anno, il 2002, la metà dell'obiettivo, con un'efficienza sui costi per circa 1 miliardo di euro.
I servizi innovativi punto di forza di TIM
La centralità dell'offerta di servizi è il tema sul quale si confronta TIM. Il mercato della telefonia mobile, infatti, riflettendo quanto avviene anche all'estero, è sempre più guidato da questa tipologia di offerta.
"TIM, - ha sottolineato Marco De
Benedetti, amministratore delegato di
TIM-, è riconosciuta nel mondo della telefonia mobile come leader tecnologico e come azienda sempre tesa all'innovazione:
un valore di importanza fondamentale non solo per il mercato della telefonia mobile, ma per l'intera collettività".
Questo ruolo di leader, è stato riconosciuto a TIM anche dalla GSM
Association, che nell'ultimo incontro a Cannes ha attribuito all'azienda ben due premi per l'impulso dato allo sviluppo della trasmissione dati.
"Il settore, -ha proseguito De Benedetti-,
risulta oggi guidato dall'offerta di servizi, oltre che dalla
tecnologia". "In pratica, è importante non tanto avere le foto sul GPRS o sull'UMTS, quanto poter scattare e inviare foto. E' questo che il mercato chiede, ed è questo che TIM, prima in Italia e tra i primissimi al mondo, è in grado di
dare" .
I servizi legati alla messaggistica, come gli SMS e, da poche settimane, anche gli MMS (Multimedia Messaging
Services) sono infatti quelli che più di altri spingono la domanda.
Per quanto riguarda i contenuti dei servizi offerti, soggetti alle evoluzioni del mercato, in considerazione anche della diffusione dei telefonini di ultima generazione, TIM è fortemente focalizzata sull'intrattenimento (giochi, musica, cinema/tv) e sulle informazioni (sport, news,
info-mobilità) per quanto riguarda il mercato consumer e sulle applicazioni di tipo mobile office per il business. sulle applicazioni di tipo mobile ice pl business mercato.
La diffusione degli MMS e di tutto il mercato dei dati porterà ulteriori benefici per TIM e rappresenterà uno dei driver di crescita più significativi dei ricavi da Servizi a Valore Aggiunto
(VAS).
La rete di Telecom Italia: consistenza attuale e programmi di sviluppo
Telecom Italia Domestic Wireline prevede di investire nello sviluppo della Rete, per i prossimi tre anni (2002-2004) 6,7 miliardi di euro. Questi investimenti possono essere sostenuti solo da operatori a diretto contatto con la domanda, cioè del cliente, e ciò consente di mantenere l'elevato livello qualitativo del servizio di accesso e la possibilità di rispondere con efficacia alle richieste della clientela.
Telecom Italia gestisce una rete di accesso per la "voce" con circa 22 milioni di linee telefoniche e 5,4 milioni di linee Isdn molte delle quali per la clientela residenziale. Gli accessi Dsl sono attualmente 500.000. Voce e Dsl si basano sulla rete di distribuzione tradizionale in rame che sviluppa oltre 100 milioni di chilometri di doppini in rame. La rete voce gestisce ogni anno circa 130 miliardi di minuti di traffico retail dei quali, il 72% "voce" e il 28% inerente collegamenti Internet in
dial-up.
Scarica la presentazione di De Benedetti
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L'Europa vuole recuperare la fiducia degli investitori.
La sfiducia degli investitori verso i mercati finanziari, seguita all'esplosione degli scandali di
Enron, Worldcom e Vivendi, ha spinto i Governi di alcuni paesi europei a migliorare le regole di corporate governance e di trasparenza, con l'obiettivo non solo di recuperare la fiducia dei risparmiatori, ma anche di proteggere in modo efficace i loro diritti.
In Spagna, il Ministro dell'Economia sta considerando l'ipotesi di nominare un gruppo di esperti per migliorare il codice di corporate governance attualmente in vigore e di creare delle norme ad hoc per analisti, auditors e consulenti. L'intento è di rendere obbligatori qui comportamenti volontari, che costituiscono una good
practice. Tra le altre idee allo studio vi è quella di abbassare l'età di 'pensionamento' dei manager a 70 anni e quella di incentivare le società ad utilizzare
l'International accounting Standards, che saranno obbligatori solo a partire dal 2005.
Anche la Francia si muove nella medesima direzione, e punta, oltre al miglioramento delle regole di corporate
governance, a separare le attività di consulenza e di revisione.
Secondo Miguel Tembury, IRM di Endesa, le decisioni del governo spagnolo sono necessarie per recuperare la fiducia degli investitori verso i mercati finanziari e le società quotate, anche se esiste il rischio che le misure, che saranno presto adottate, siano troppo stringenti.
Per ulteriori particolari clicca
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La
Fed alza le stime sulla crescita Usa nel 2002. GM: trimestrale sopra le attese. Novità da Lottomatica e
Sai.
Il rapporto semestrale presentato dal Presidente Alan Greenspan alla commissione bancaria del Senato prevede un ritmo di accelerazione del Pil del 3,5-3,75% quest'anno, rispetto al 2,5-3% stimato in precedenza. Per il 2003 il pronostico e' invece del 3,5-4%."L'economia Usa - ha detto Greenspan - sta crescendo piu' velocemente rispetto a quanto avevamo previsto sei mesi fa".
General Motors intanto presenta risultati confortanti: piu' che raddoppiato il profitto per le attivita' auto. Considerando in dettaglio le divisioni del gruppo Usa, le attivita' nell'auto
(Gm Automotive) hanno piu' che raddoppiato l'utile a 1,1 miliardi di dollari, da 410 milioni, mentre la produzione complessiva e' cresciuta quasi del 7%. La buona performance
in Nordamerica (piu' che raddoppiato l'utile a 1,2 miliardi nel secondo trimestre, +14% la produzione) e' stato pero' controbilanciato dalle perdite in Europa e America Latina.
Sempre nel secondo trimestre la quota del mercato Usa e' salita al 28,1% dal 27,3% un anno prima grazie al successo dei nuovi modelli e al continuo andamento positivo delle vendite nel segmento dei veicoli commerciali e dei
Suv. Il mercato dell'auto Usa e' stimato da Gm intorno a 16 milioni di unita' quest'anno, una cifra analoga a quella che dovrebbe essere registrata nel 2003. Sempre nel secondo trimestre le attivita' europee di Gm
(Gm Europe) hanno registrato perdite per 115 milioni, in calo comunque dal 'rosso' di 154 un anno prima grazie alla continua
riduzione dei costi strutturali, che ha in parte contribuito a coprire il calo di quasi il 7% della produzione.
In Italia, il cda di Lottomatica approva la fusione in
Tyche: "Il rapporto di cambio proposto per la fusione - spiega una nota - fa si' che la compagine azionaria di Tyche post fusione rispecchi quella di Lottomatica nel momento precedente all'operazione di incorporazione. Il rapporto di cambio prevede infatti l'assegnazione in concambio agli azionisti di Lottomatica diversi da Tyche di una azione Tyche del valore nominale di 1 euro ogni due azioni Lottomatica del valore nominale di 0,5 euro e l'annullamento senza concambio delle azioni di Lottomatica attualmente detenute da
Tyche. Tyche, con effetto dalla data di efficacia della fusione, assumera' la denominazione
'Lottomatica', adottera' uno statuto pressoche' identico e trasferira' la propria sede in quella attuale della societa' romana. L'operazione, che dovrebbe passare al vaglio degli azionisti di entrambe le societa' nel prossimo mese di settembre, ha come obiettivi primari l'accorciamento della catena di controllo, attraverso l'eliminazione di un livello intermedio tra gli azionisti di riferimento e la societa' operativa, e la creazione di un'unica societa' attiva nel settore di riferimento.
Movimenti importanti invece sul titolo Sai. In mattinata e' infatti stato trattato un pacchetto di 1,5 milioni di azioni, pari a circa il 2,4% del capitale ordinario della compagnia. Lo scambio e' avvenuto al prezzo unitario di 18,5 euro, circa l'1% inferiore ai prezzi correnti. Agli stessi valori la scorsa settimana era passato un pacchetto del 2,6%. Il controvalore complessivo dell'operazione e' di 27,75 milioni di
euro. |
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