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Altre notizie - News dall'Europa

Aperte le candidature per l'IR Best Practice Website Awards
Le nominations per l'IR Best Practice Website Award sono state aperte all'inizio di novembre. Il premio, che è ora alla sua quarta edizione, ha lo scopo di incoraggiare un maggior uso di internet nel fornire agli investitori informazioni attraverso un supporto velocemente accessibile.
All'annuncio dell'inizio delle candidature per il 2004, Diane Faulks, presidente di Investor Relation Society, ha affermato: " le società stanno aumentando l'uso dei siti internet come chiave per le comunicazioni con i propri investitori e questi premi sono destinati a premiare le società quotate che mostrano i migliori approcci.
Abbiamo ridisegnato e aggiornato - aggiunge la Faulks - i criteri per gli awards del 2004. Lo scorso anno 500 società sono state nominate per gli award e attendiamo con impazienza l'ancor più feroce competizione del 2004!
Quest'anno abbiamo aggiunto un nuovo Gran premio, il miglior "Overall IR website" nel quale verranno riconosciute le società che hanno posto il loro sito web al centro della comunicazione con i propri azionisti, questa, è solo la facciata dell'ultima innovazione tecnologica sul web e garantisce al sito web una piena accessibilità da parte di tutti gli azionisti.
L'organizzazione dell'evento è supportata, tra gli altri, dal London Stock Exchange e dall' Investor Relations Society.
Le categorie per gli IR Best Practice Website Awards sono:

· Miglior IR Website per gli investitori privati
· Miglior IR Website per gli investitori professionisti
· Miglior IR Website Europeo
· Miglior IR Website per il maggior sviluppo delle IR Web
· Miglior IR Website FTSE Smaller Quoted Company
· Miglior IR Website FTSE 250 Quoted Company
· Miglior IR Website FTSE 100 Company

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Insider Trading: entro due anni in vigore una nuova Direttiva Europea.
Nel processo di armonizzazione delle normative dei singoli paesi membri dell'Unione Europea si colloca la nuova direttiva 2003/6/Cee, concernente le materie dell'insider trading e dell'aggiotaggio. La Direttiva prevede una disciplina più stringente, con controlli più mirati da parte della competente Autorithy e pene pecuniarie maggiorate. Per quanto riguarda l'applicazione in Italia, un ordine del giorno, in sede di approvazione della Direttiva, ha individuato nella Consob l'organo competente per i controlli e l'applicazione delle sanzioni; questo anche perché l'introduzione della nuova disciplina europea comporterà cambiamenti al Tuf e ai suoi regolamenti attuativi (tra cui il Regolamento Emittenti 11971/99).
Tra le previsioni, riportate nell'ordine del giorno di cui sopra, la possibilità della Consob di servirsi della Guardia di Finanza, per l'espletamento delle rafforzate funzioni di vigilanza, nonché la possibilità di comminare sanzioni amministrative e interdittive tali da comportare la perdita temporanea dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali dei soggetti vigilati e l'impossibilità di assumere incarichi di amministrazione direzione e controllo delle società. Prevista anche la possibilità di confiscare il profitto dell'illecito.

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Massimo Capuano presidente della Federazione delle Borse Europee.
L'amministratore delegato di Borsa Italiana, Massimo Capuano, è stato nominato, per il prossimo biennio Presidente della Federazione delle Borse Europee (FESE) da parte dell'Assemblea Generale dei membri della FESE tenutasi il 31 ottobre a Amsterdam. L'assemblea ha inoltre eletto Jukka Ruuska, presidente della Borsa di Helsinki, vicepresidente rimpiazzando Capuano che ricopriva tale carica dal 2000. Entrambe le cariche saranno operative dal 1 gennaio 2004.
La Federazione delle Borse Europee con sede a Bruxelles é l'associazione dei mercati regolamentati e dei mercati dei derivati europei. Vi aderiscono 30 membri e tra le sue finalità vi sono lo sviluppo e l'armonizzazione dei mercati mobiliari in Europa
Massimo Capuano ha espresso "soddisfazione per il riconoscimento da parte delle Borse europee nel ruolo che la Borsa Italiana svolge in ambito internazionale e dei risultati che ha costruito nei suoi primi cinque anni di attività".
Durante il discorso di ringraziamento all'Assemblea Generale il neo presidente ha sottolineato "L'impegno a rafforzare l'attività della Federazione delle Borse Europee in vista dell'integrazione dei mercati dei capitali in Europa e dell'evoluzione del quadro regolamentare previsto dal Financial Services Action Plan e a monitorare gli sviluppi dei mercati internazionali valorizzando sempre più il ruolo della Federazione".

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Investor-Relations.it premiato da Assorel quale miglior progetto di comunicazione finanziaria in Italia

Mercoledì 29 ottobre a Palazzo Mezzanotte si è svolta la sesta edizione del premio Assorel.Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali  ha vinto il premio per la migliore campagna di relazioni pubbliche nella sezione 'comunicazione finanziaria' con Investor-Relations.it; assegnati anche gli altri premi di categoria comunicazione di Prodotto (Edelman), Istituzionale (Eidos), Interna (Merloni), Sociale e Ambientale (Peliti e associati e Adn Kronos), B2B e on-line(Brodeur Imagetime).

Prima della premiazione ha avuto luogo la Tavola Rotonda sul tema: "Comunicare, dialogare, ascoltare” con la partecipazione di:

- Francesco Pugliese, il manager
- Enrico Finzi, il sociologo
- Fulvio Zendrini, il provocatore
- Enrico Bertolino, l’animatore
- Marco Mele, l’opinionista
- Franco Guzzi, il moderatore

 

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La FSA si concentra sugli studi delle banche d’investimento.
La nuova e severa proposta della FSA (Financial Services Authority), l’Authority inglese di controllo sui mercati finanziari, contro il conflitto di interessi potrebbe implicare un maggior impegno delle banche d’investimento nel garantire che il proprio senior staff non offrirà avvisi pregiudiziali ai clienti. La proposta obbligherebbe, inoltre, le banche a divulgare le proprie politiche atte ad evitare questo primario problema.
L’obiettivo del FSA è di incrementare la fiducia dei clienti e allo stesso tempo la qualità dei avvisi in circolazione. L’Autority inglese, inoltre, non vuole alcun legame tra i salari degli analisti e i servizi corporale, che la banca potrebbe offrire ai suoi clienti a completamento dei servizi offerti.
Hilary Cook della Barclays Stockbrokers sostiene che gli obiettivi della FSA, pur essendo ammirevoli,  comporteranno molti costi, con il rischio di non vedere più pubblicata alcuna ricerca.

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Investor Relations Magazine Eurozone Award
La scorsa settimana il palazzo Brongniart di Parigi ha ospitato la quinta edizione degli ir Magazine Eurozone Award. I premi sono stati il culmine del lavoro di Mary Maude Research che ha intervistato più di 600 managers e analisti per determinare quale società poteva essere giudicata la migliore in europa per l’attività di IR.
Molti riconoscimenti sono andati a Nokia che ha ottenuto cinque awards nella categoria delle prime 50 aziende europee: miglior investor relations, miglior comunicazione finanziaria ai media, miglior utilizzo di internet per le investor relations, miglior investor-targeted advertising e miglior uso di virtual conferencing.
Incetta di premi anche per la Total con 4 awards vinti: miglior comunicazione del valore per gli azionisti, miglior incontro e/o roadshow con gli investitori. Inoltre, Thierry Desmarest, ceo di Total, ha vinto il premio quale miglior investor relation CEO nella categoria del prime 50 società e Ladislas Paszkiewicz ha ottenuto il premio per miglior investor relations officer.
Un’altra impresa che si è fatta notare è Iberdrola, che ha vinto il gran premio per le migliori investor relations nella categoria delle società che non fanno parte delle top 50, Iberdrola ha ottenuto, inoltre, il riconoscimento per le migliori investor relations durante un'acquisizione o una fusione, mentre il vicepresidente e Ceo Ignacio Galàn ha vinto come miglior IR CEO nella categoria delle società che non fanno parte della top 50. Juan Pardo de Santayana Montes, IRO di Iberdrola afferma che ‘gli investitori e gli analisti hanno valutato sia i continui sforzi per comunicare la strategia d’impresa e i principali sviluppi, che l’accessibilità, la trasparenza e l’impegno mostrato dai manager di Iberdrola’.
Anche le società italiane si sono distinte in questa edizione degli IR Magazine Eurozone Award, le Assicurazioni Generali sono tra le prime quattro società nella categoria di imprese che hanno fortemente miglirato l’attività di comunicazione finanziaria nell’IR. Olivetti si è distinta nella sezione best investor relations durante un assorbimento o una fusione. Unicredit, con Alessandro Profumo ha ottenuto la nominations come miglior investor relations CEO nella categoria delle prime 50 società, mentre Pasquale Pistorio per STMicroelectronic per le società che non rientrano nella top 50.

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IRM: movimenti in Generali e Rcs.
Secondo quanto risulta a Investor-Relations.it ci sono dei cambiamenti negli
uffici IR di Rcs e Generali. Silvia Barettini, responsabile IR di Rcs, sta
spostandosi in Generali dove si occuperà sempre di investor relations.
Gianluca Colocci, responsabile corporate finance di Generali e IR manager ad
interim, si occuperà interamente di Corporate Finance mentre Barettini sarà
la responsabile investor relations del gruppo assicurativo.
Silvia Barettini arriva in Generali dopo aver lavorato nell'ufficio IR di
Pirelli. Barettini ha cominciato a lavorare nelle investor relations in Chl,
società toscana di e-commerce quotata al Nuovo Mercato, attualmente in
difficoltà finanziarie.

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Allo studio un nuovo decreto per recepire le nuove norme del tuf.
Entro fine anno verrà varato un decreto ad hoc che recepisce le nuove norme del codice civile e le leggi speciali del Testo unico della finanza e del testo unico bancario. Il decreto, permetterà di rendere compatibili i nuovi strumentii finanziari e i sistemi alternativi di corporate governance con la disciplina prevista attualmente per la società quotate.

La commissione di riforma sarà affiancata da un comitato composto anche da esperti del ministero dell’economia; il dacreto non modificherà le norme contenute nel Tuf ma verranno apportati dei correttivi circoscritti per il coordinamento della disciplina e non è da escludere quindi che nel 2004 arrivino altre modifiche.

La motivazione di questo decreto è stata fornita dal sottosegretario alla giustizia e presidente della commissione di riforma, Michele Vietti, “è impensabile” afferma “che le nuove norme non possano essere applicate alle società e alle banche”.

Franco Bonelli, componente della commissione di riforma, ha anticipato la possibilità di introdurre nel decreto in studio la previsione che nello statuto delle spa il consiglio di sorveglianza del sistema dualistico possa avere voce in capitolo sui piani strategici della società.

   

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I problemi dell’insider trading in Italia.
Le indagini di insider trading (abuso di informazioni privilegiate) del 2003 procedono a rilento: nove denunce di cui 5 contro ignoti e una sola richiesta di rinvio a giudizio.
Per Angelo Curto, capo del pool reati finanziari, “esistono oggettive difficoltà”  per perseguire questi illeciti per due motivi: sia perché spesso i reali committenti si celano dietro società off-shore sia perché è difficile ricostruire il collegamento del soggetto con l’informazione privilegiata. 
I tempi per procedere sono molto lunghi, soltanto la settimana scorsa la consob ha inviato in procura dei dossier relativi al 2002, questo ritardo si traduce in un minor tempo per giudicare i reati dato che ne servono solo 5 per la prescrizione. Oltre ai ritardi vi è una differenza tra gli standard d’istruttoria della consob e quelli probatori richiesti in tribunale. La legge, per Riccardo Targetti non funziona, a meno che l’indagato non confessi, il pm propone una soluzione nella quale si “immunizza” uno degli attori del reato se testimonia contro l’altro. Questi problemi, però, dovrebbero ridursi nel 2004 quando entrerà in vigore una nuova direttiva  europea che darà alla consob più poteri per le sue istruttorie.

I DATI CONSOB 
Nel 2003 nove pratiche trasmesse all’autorità:sette sull’insider trading e due sull’aggiotaggio
Nel 2002: 14 segnalazioni della consob, cinque per insider trading e nove per aggiotaggio


LA MAGISTRATURA

Su dodici segnalazioni sei sono state archiviate ed una è a rinvio a giudizio. Per indagini di insider trading del 2003 cinque sono verso ignoti e quattro a persone note.

LE DIFFICOLTA’
denunce effettuate in ritardo
tempi lunghi per le rogatorie
intercettazioni impossibili

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La Direttiva sui servizi agli investitori non trova molti consensi.
L’approvazione della nuova bozza di direttiva sui servizi agli investitori, recentemente presentata dalla Commissione Europea al consiglio dei ministri, danneggerà i piccoli azionisti europei, è quanto conclude l’AIPCIMS ( Association of Private Client Investment Management and Stockbrokers), una delle lobby che si oppone al progetto.
Secondo le disposizioni della nuova bozza, nella quale soltanto parzialmente sono stati inclusi gli emendamenti proposti precedentemente dalla commissione economia e finanza del Parlamento Europeo, i broker ‘di sola esecuzione’ saranno chiamati a riportare informazioni finanziarie agli investitori privati che ne faranno richiesta. Secondo Brian Mairs, haed of information di AIPCISM, le disposizioni della Direttiva porteranno ad un aumento dei costi per le transazioni ‘di sola esecuzione’, con notevole danno tanto per gli investitori tanto per gli stessi broker.
Mairs spiega, inoltre,  che la bozza presentata  è contraria ai principi di privatizzazione degli anni ‘80 e di ‘demutualizzazione’ degli anni ’90, i quali prevedevano che gli azionisti che volevano realizzare il valore delle proprie azioni potevano farlo in modo semplice e veloce’.

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Movimento in un ufficio IR .
Secondo quanto risulta a Investor-Relations.it una società quotata in Italia appartenente al settore ‘moda’ è alla ricerca di un responsabile investor relations. Si tratterebbe di una assunzione a tempo indeterminato. Per chi è interessato, buona caccia!

 

 

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Cosa cambia per il Nuovo Mercato.
In questi giorni si sono moltiplicati i rumors sui possibili cambiamenti per il listino del Nuovo Mercato.
Le uniche notizie che ormai paiono certe sono che i cambiamenti ci saranno e verranno annunciati in occasione del prossimo road show del Nuovo Mercato in programma per fine novembre.
Borsa Italiana ha iniziato prima dell’estate i colloqui con le società per verificare il loto punto di vista sul mercato e le possibile modifiche per migliorare la situazione e l’immagine del listino high tech milanese.
Non saranno creati uno o due mercati, così sembra, ma una certificazione (o bollino, secondo quanto riportato oggi su ‘Il Mondo’) per specificare l’appartenenza di una società del NM a un gruppo piuttosto che a un altro. Non sono ancora stati definiti i requisiti che selezioneranno le aziende per questo si attende il Road Show con molta impazienza.
Per fare parte del gruppo ‘ad alti requisiti’ le promozioni potrebbero essere semestrali o annuali, per permettere alle società attualmente in difficoltà di riprendere rapidamente e tornare nella ‘top class’.
Investor-Relations.it segue attentamente lo sviluppo delle modifiche ritenendo opportuna e molto positiva la decisione di Borsa Italiana di procedere a cambiamenti sul Nuovo Mercato che rendano il listino ancora più interessante per gli investitori e selettivo per le società. Evidentemente i rumors non fanno bene, per questo si attenderà fino al Road Show per i primi giudizi.


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Iosco: nuova disciplina sui conflitti d'interesse.
Il Comitato Tecnico dello IOSCO (International Organization of Securities Commissions), l'Organizzazione Internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari ha recentemente pubblicato due documenti che hanno l'obiettivo di gettare le basi per la regolamentazione dei rapporti tra analisti finanziari e investitori istituzionali. 
In particolare, le motivazioni di tale iniziativa sono riconducibili al ruolo che gli analisti giocano per il buon funzionamento dei mercati finanziari, in termini di trasparenza, efficienza ed alla conseguente possibilità che una migliore gestione delle informazioni finanziarie permetta ai prezzi di mercato di incorporare il valore intrinseco delle imprese.
Il comunicato stampa, focalizza il caso degli analisti sell-side, ovvero coloro che operano all'interno delle società di intermediazione mobiliare e delle banche d'investimento. Per risolvere il problema del conflitto d'interessi, esistente tra queste due categorie professionali, il Comitato Tecnico propone una serie di interventi di fondo (Core measures) che dovrebbero permettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati, con particolare riferimento all'integrità ed all'autonomia dei giudizi degli analisti rispetto alle società da cui dipendono.
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Il secondo lavoro è invece un vero e proprio report che esamina i provvedimenti e le misure che le autorità di garanzia e controllo dei mercati finanziari dovrebbero attuare per risolvere il problema del conflitto d'interessi tra analisti e investitori. 
Il Comitato Tecnico di IOSCO ha istituito un'apposita commissione "Analyst Project Team", che vede CONSOB come rappresentante italiano, con il compito di attivarsi per individuare e regolamentare gli aspetti problematici dell'attività degli analisti finanziari. 
Il documento offre, inoltre, un quadro d'insieme delle tipologie di conflitti d'interesse che coinvolgono tale categoria di operatori del mercato finanziario.
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Quotazioni in vista per Piazza Affari
Il 2004 sarà l’anno delle IPO. Questo è quello che emerge dopo l’incontro tenutosi ieri tra i vertici di Borsa Italiana S.p.a. e la City londinese, durante il quale è stata presentata l’ultima ricerca effettuata a Palazzo Mezzanotte su 1200 società che avrebbero i requisiti per entrare in Piazza affari. Si tratterebbe di società con capitalizzazione inferiore a 800 milioni di euro, leader di settore e con forti potenzialità di crescita che andrebbero ad arricchire il segmento STAR, segmento che prevede rigorosi controlli contabili e regolamentari al fine di garantire il mantenimento dei requisiti di liquidità, trasparenza e di governance.
Il prossimo appuntamento di Borsa, in calendario per il 25 novembre a Milano, sarà dedicato alle imprese del Nuovo Mercato, ed avrà in agenda la presentazione del progetto di Capuano di rilanciare le migliori società del listino tecnologico con l’assegnazione di una sorta di “Marchio d’eccellenza”.

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Più trasparenza per le small cap.
Secondo Guy Eastman, European investment director presso Schroder Ventures International Investment Trust, le società a bassa capitalizzazione sono state spesso ignorate dagli analisti e dalla comunità finanziaria in genere. Ciò è accaduto a causa delle particolarità delle performance borsistiche di tale categoria di titoli: come l’elevata volatilità o i bassi rendimenti, conseguenza soprattutto delle difficoltà che queste società trovano nel processo di raccolta dei capitali di rischio.Di contro, le elevate potenzialità di crescita insite nelle small cap e la loro più semplice struttura finanziaria, hanno fatto si che gli investitori istituzionali individuassero in tali titoli un’utile alternativa per la diversificazione dei loro portafogli. Inizialmente i gestori trovano nei loro analisti di fiducia la principale fonte di informazioni finanziarie. Inoltre, come sottolinea Alex Traver, market analyst e portfolio analyst di Fidelity, la natura essenzialmente economico-finanziaria degli indici usati per selezionare i titoli da sottoscrivere, obbliga le divisioni IR delle small cap ad un primo ed indispensabile compito: rendere sempre e tempestivamente disponibili i principali dati finanziari delle proprie società.Tarver aggiunge inoltre che gli analisti finanziari costituiscono un ottimo canale per poter sollecitare l’interesse degli investitori istituzionali. Le divisioni IR di ogni società, devono, quindi, individuare gli analisti maggiormente interessati alle società a bassa capitalizzazione e, tramite questi, riuscire a contattare i diversi money manager interessati ad inserire tali società all’interno dei loro portafogli.Anche il direttore finanziario di Recordati, Fritz Squindo, afferma che la strategia perseguita per incrementare la copertura degli analisti e degli invetitori istituzionali mira ad identificare gli specialisti delle small cap, così come avviene per gli specialisti delle società a più elevata capitalizzazione.Altro parametro fondamentale per analisti e investitori è costituito dalla qualità del management e delle loro strategie. Per convincere i propri interlocutori della solidità dei piani aziendali e della coerenza di questi con i risultati economico-finanziari, sono necessarie delle elevate capactà di comunicazione. Ciò conferma la crescente importanza delle investor relations e delle skills dei professionisti che operano in questo campo.. 
Per approfondire l’argomento
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Novità per la sezione IR di Datamat.
Nella ferma convinzione dell'importanza di migliorare continuamente la comunicazione finanziaria on line, Datamat ha apportato alcune importanti migliorie alla sezione IR del proprio sito societario.
Nello specifico, nella sezione "Analyst Coverage", sono stati resi scaricabili i report su Datamat, redatti dagli analisti che seguono la società 
Nel menu "Azionariato" è stata migliorata l’informativa, fornendo la situazione precisa e continuamente aggiornata degli azionisti della società.Per visitare la sezione IR del sito di Datamat clicca qui

 

 

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Nuova corporate image e nuovo sito Internet per Buongiorno Vitaminic
E’ completamente rinnovato il sito Internet di Buongiorno Vitaminic, società che nasce dalla fusione per incorporazione di Buongiorno SpA in Vitaminic SpA, e che si posiziona come principale azienda in Europa nel settore della ideazione, produzione e/o aggregazione e distribuzione di contenuti multimediali principalmente nel campo dei servizi di intrattenimento, via posta elettronica e telefonia.
Il nuovo sito web - raggiungibile all’indirizzo http://www.buongiorno.com - è caratterizzato da una grafica accattivante e da soluzioni innovative in grado di guidare il navigatore in maniera semplice ed intuitiva alle due sezioni principali del sito: business e consumer, rispecchiando l’ampio portafoglio prodotti (da suonerie e mobile gadget, a MP3, a soluzioni interattive per i media) e la necessità del Gruppo di rispondere a target differenti nei vari Paesi in cui è presente (Italia, Spagna, UK, Francia, Germania e Austria).
Il progetto grafico del sito Buongiorno Vitaminic è strettamente collegato alla nuova corporate image del Gruppo: “Il progetto di fusione ha reso necessario ripensare l’immagine di Buongiorno e di Vitaminic, online così come offline, con l’obiettivo di stabilire continuità rispetto alla brand awareness e al lavoro svolto in passato dalle due aziende, riflettendo al tempo stesso i valori della combined entity”, ha commentato Lucia Predolin, Direttore Marketing e Comunicazione di Buongiorno Vitaminic SpA.
La nuova corporate image - realizzata in collaborazione con White Cell – risponde, con un design innovativo e lineare, alla sfida di fondere le esperienze e le esigenze delle diverse aziende che compongono il gruppo (Buongiorno, Vitaminic, MyAlert e Peoplesound), tutte attive nell'ambito dell’offerta di contenuti digitali ampi e diversificati a target sia consumer sia business.
Per la sua nuova immagine grafica, Buongiorno Vitaminic ha deciso di focalizzarsi su un unico elemento grafico principale, la “B!”, seguita dal nome completo e per esteso della entità congiunta.
“Siamo molto soddisfatti della nuova brand identity. La scelta di conferire un’importanza di primo piano alla lettera “B!” seguita da un punto esclamativo, si basa sia sull’utilizzo passato di questo simbolo come elemento unificante ed identificativo di Buongiorno Vitaminic, in tutti i Paesi in cui siamo presenti, sia sui suoi forti attributi grafici: i due colori, rosso e blu, che catturano immediatamente l’attenzione; il punto esclamativo che stimola interesse e curiosità; l’insieme omogeneo di linee rigide – come il quadrato in cui la B! è inscritta – con il cerchio, capaci di racchiudere gli attributi emozionali all’interno di un solido quadro di riferimento”, prosegue Lucia Predolin. “Siamo certi che le nuove soluzioni grafiche e creative siano in grado, con semplicità e linearità, di rendere immediatamente riconoscibile il brand Buongiorno Vitaminic, così come i brand collegati, in tutte le applicazioni, dal cartaceo al nuovo sito Internet. Questa scelta sarà sicuramente di supporto alla strategia e alla leadership del nostro gruppo in tutta Europa”.
Il rinnovamento grafico del sito web Buongiorno Vitaminic ha incluso anche l’ottimizzazione della sezione Investor Relations, pensata per rispondere in modo chiaro, veloce, ampio ed efficiente alle richieste di informazioni aggiornate sul Gruppo da parte di un target di investitori sia retail sia istituzionali. Raggiungibile alla URL http://www.buongiorno.com/it/corporate/investor.html?434966188:, la sezione IR rilancia quella già valutata come la migliore dallo studio condotto nel maggio 2003 dal gruppo di lavoro AIAF* sulla ”Comunicazione Finanziaria online”. 

Informazioni su Buongiorno Vitaminic SpA

Buongiorno Vitaminic (Nuovo Mercato: BVIT) leader nei Servizi Mobili Interattivi, si posiziona come principale azienda in Europa nel settore della ideazione, produzione e/o aggregazione e distribuzione di contenuti multimediali principalmente nel campo dei servizi di intrattenimento, via posta elettronica e telefonia.
Oltre che in Italia, Buongiorno Vitaminic opera attraverso proprie controllate in Spagna, UK, Francia, Germania e Austria.
Il Gruppo stima per il 2003 un fatturato tra i 52 e i 56 milioni di Euro nel 2003, il break-even in termini di EBITDA entro il 2003, e una crescita organica di fatturato di oltre il 30% per il 2004.
La società articola la propria attività su due linee di business - i servizi di marketing digitale (marketing services) e i servizi a valore aggiunto per gli utenti di telefonia mobile e fissa (consumer services) - che  valorizzano in modo sinergico le competenze di aggregazione di contenuti, marketing digitale e gestione della tecnologia di un team di oltre 300 professionisti in Europa.

Per ulteriori informazioni su Buongiorno Vitaminic SpA consultare il sito web http://www.buongiorno.com 

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Bilanci sociali: in Inghilterra sempre più società pubblicano questi report.
Secondo un recente studio di Context and Salterbaxter, società attiva nel settore della CSR, è notevolmente cresciuto il numero di società inglesi che pubblicano report sui temi ambientali e sociali. Dieci anni fa, infatti, solo sei società, tra quelle incluse nell’indice di borsa FTSE 250, pubblicavano bilanci sociali mentre ora più della metà pubblica bilanci sociali.

La ricerca evidenzia un dato molto interessante: non solo è cresciuto il numero di società che forniscono informazioni non finanziarie, ma si è anche ampliata la tipologia di informazioni rispetto a quelle tradizionali, legate ai temi ambientali e sociali.

Tra le società incluse nell’indice FTSE100 ben 84 pubblica report legati ai temi della CSR (Corporate Social Responsability); di queste 84 società, 12 hanno pubblicato questo tipo di report  per la prima volta solo quest’anno.

Secondo Simon Propper, managing director della Context, ciò che spinge queste società a pubblicare più dati sui temi socio/ambientali è il crescente potere che hanno assunto le istituzioni attive nel settore del Socially Responsible Investing, come la Henderson, la Morley e la Jupiter. Tali istituzioni, infatti, rivolgono alle società specifiche richieste, che riflettono i principali interessi degli investitori sui temi in questione. Questo maggiore interesse sui temi sociali, ha commentato Propper, non deve preoccupare le società ma deve spingerle a discutere con le istituzioni preposte su cosa si stia facendo per osservare i principi della Corporate Social Responsability.

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Assegnati i premi per le IR delle società inglesi.
Sono stati recentemente assegnati in Inghilterra gli IR Magazine UK Awards 2003, il riconoscimento per i migliori uffici IR delle società quotate. Quest'anno a fare incetta di premi sono stati Unilever e Hammerson, vincitrici di sette awards ciascuna. Tra i premi assegnati ad Unilever quello per le migliori IR in assoluto e quello per il miglior utilizzo di internet nelle IR. Ad Howard Green di Unilever è stato assegnato il premio quale per il migliore IRO tra quelli delle società del FTSE 100. Ad Hammerson, invece, sono andati i premi per le migliori IR tra le società del FTSE 250, quello per la migliore disclosure e il migliore annual report.
Al direttore per gli affari societari di Hammerson il riconoscimento di migliore IRO tra quelli delle società non incluse nel FTSE 100.
Tra le società non inglesi vincitrici di premi troviamo Colgate-Palmolive (migliore ufficio IR tra le società Nord Americane) e Novartis (migliore ufficio IR tra le società dell'Europa Continentale presenti nel mercato inglese).
Per la determinazione dei vincitori è stata condotta una ricerca da parte di Richard Davies Investor Relations, agenzia di consulenza in IR, intervistando 640 fund manager e analisti. Sono state tenute in considerazione anche le indicazioni pervenute da parte degli investitori retail attraverso WILink's.

Per conoscere ulteriori particolari sulle premiazioni clicca qui


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Nuova sezione IR per Ras.
Ras ha messo on-line questa settima la nuova versione della sezione Press office e Investor relation del sito societario. Le novità più importanti riguardano la navigazione, facilitata rispetto alla precedente versione, e i contenuti, ampliati. Migliora anche l'interazione con gli utenti, che potranno ricevere, a richiesta, e-mail ed sms per ogni documento pubblicato. I navigatori avranno la possibilità di creare una lista di argomenti preferiti da poter richiamare con facilità, ed è prevista anche una versione inglese, dedicata al pubblico internazionale che abbia necessità di reperire informazioni sul gruppo. La rielaborazione ha coinvolto alcuni giornalisti e analisti internazionali, che hanno dato vita ad un focus group a Londra e a Milano.

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Le IR europee secondo il Thomson Extel Survey award.
Sono stati recentemente pubblicati i risultati per l’anno 2003 del Thomson Extel Survey award, relativo alle investor relations delle società quotate europee. La classifica vede in testa Unilever, seguita da Diageo e Nokia. Tra le società meglio classificate incontriamo al quinto posto Vodafone, al sesto Bp, all’ottavo Royal/Dutch. A difendere i colori nazionali ci pensano l’italo-francese StMicroelectronics, anch’essa classificata all’ottavo posto, e Telecom Italia Mobile che, pur essendo quattordicesima nella classifica generale, risulta essere la seconda società in Europa nel settore TLC.
Per la ricerca di quest’anno sono stati raccolti i voti di 913 società di gestione, di cui il 90% comprese nelle prime 200.

Per maggiori dettagli clicca qui

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I fondi inglesi ignorano corporate governance & Csr. 
Una recente ricerca di Cubitt Consulting and Equity Culture ha rilevato come la metà delle 20 principali società di gestione del risparmio inglesi non tengano in considerazione i temi della corporate governance durante la fase di selezione degli investimenti. Anche quando l'attenzione per i temi della governance è esplicitamente richiesta, gli investitori professionali tendono a darle una bassa priorità. Nonostante ciò, la governance acquista una maggiore rilevanza in occasione di violazioni dei suoi principi cardine e di sistematica mala amministrazione.
Più trascurati sono i temi della corporate social responsability, con un 63% dei rispondenti che ha dichiarato di non prenderli in considerazione nel processo di selezione degli investimenti. 
Leggendo più attentamente i risultati della ricerca appare subito chiaro che la situazione è peggiore di quanto emerga dalla realtà dei numeri. Ben due delle società intervistate (Morley Fund Management and Henderson Global Investors), infatti, sono specializzate nel settore della 'finanza etica'; escludendo queste, quindi, il numero di società attente ai temi della governance e della csr è ancora più basso.

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Lamberto Cardia designato alla presidenza della Consob.
Lamberto Cardia, classe 1934, è stato designato presidente della Consob. Cardia, commissario anziano dell'organo di vigilanza sui mercati, è entrato in Consob nel 1997, designato dal Governo Prodi. Nel 1998, dopo le dimissioni di Padoa Schioppa, aveva sfiorato la nomina alla presidenza ma in quell'occasione prevalse Luigi Spaventa. Lamberto Cardia, magistrato della Corte dei Conti, è anche professore di contabilità di stato presso l¹Università Luiss di Roma. Numerosi gli incarichi governativi ricoperti, tra i quali spicca il Sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio durante il Governo Dini.
Il nuovo commissario che sostituirà il posto lasciato da Cardia è Paolo Di Benedetto, avvocato e professore  di diritto del mercato finanziario presso l'Università Luiss di Roma.

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L'Unione Europea pronta a riformare corporate governance e diritto societario.
L'UE ha predisposto un Piano d'azione per riformare il diritto societario e la corporate governance, temi divenuti centrali dopo gli scandali finanziari degli ultimi due anni. Frits Bolkestein, Commissario per il Mercato Interno, presentando il Piano d'azione ha spiegato che "Diritto societario e corporate governance sono elementi centrali nelle agende politiche delle due sponde dell'Atlantico. L'economia, infatti, può funzionare solo se le società operano in modo efficiente e trasparente", diversamente si rischia la perdita di posti di lavoro e di opportunità d'investimento. 
Il Piano d'azione promosso dalla Commissione Europea intende facilitare l'esercizio dei diritti degli azionisti di minoranza e istituire una sorta di 'responsabilità congiunta' del cda sulle false dichiarazioni; si richiede, inoltre, una maggiore trasparenza informativa circa le strutture piramidali di controllo e sulla remunerazione di manager e membri del cda. In tema di corporate governance è previsto l'obbligo per le società quotate di redigere una relazione annuale sul proprio sistema di 'governo societario' e un sistema di regole volto a regolamentare competenze e poteri degli amministratori indipendenti e dei vari comitati (di controllo, per le remunerazioni e per le nomine).
Novità anche per quanto riguarda il mondo dell'auditing, con misure volte ad incrementare l'indipendenza dei revisori. Il Piano d'azione, sul quale le parti interessate potranno formulare le proprie osservazioni sino al 31 agosto, sarà esaminato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo.

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Top Manager: salgano del 70% i licenziamenti per i Ceo.
Un recente studio della società di consulenza Booz Allen Hamilton riferisce che, visti i cattivi risultati, il numero dei ceo licenziati nel 2002 è salito del 70% rispetto al 2001. Studiando le 2.500 maggiori corporation di tutto il mondo, risulta che i cambi al vertice registrati nel 2002 sono stati 253, il 10,1% del totale. Il dato più sorprendente è quello relativo al numero di licenziamenti decisi dai cda a causa della scarsa capacità gestionale dei top manager: il 39% del totale rispetto al 25% di un anno fa.
La situazione è particolarmente difficile per i ceo europei. Nel vecchio continente, infatti,  si sono riscontrati, negli ultimi sette anni, i tassi di crescita del turnover più elevati: +192% contro il +140% dell'area Asia-Pacifico. In termini assoluti, invece, nel 2002 in Europa si è registrato il 28% del turn over mondiale, contro il 48% del Nord America.
Esaminando i dati degli ultimi 5 anni, risulta che il settore in cui cadono più teste è quello dell'IT, dove il tasso di licenziamento ha raggiunto il 4,3%, subito dietro le tlc, con un tasso del 4,2%. Situazione tranquilla per i ceo del settore 'servizi finanziari', che ha registrato un tasso di licenziamento dell'1,5%.

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Borsa Italiana, significativa ripresa dei corsi azionari.
Nel mese di aprile il mercato borsistico italiano è stato caratterizzato da una forte crescita dei corsi azionari e da una sostanziale stabilità dei volumi di negoziazione. Sull'Idem, gli scambi di Idem stock futures hanno raggiunto nuovi massimi storici.

L'indice Mib è stato interessato da una costante crescita (più pronunciata nella fase iniziale, in concomitanza con l'evoluzione degli eventi bellici in Irak) che - con 13 sedute positive e 6 negative - lo ha portato a chiudere il mese a quota 17.282, +10,5% rispetto a fine marzo (la performance mensile più elevata dal febbraio 2000) e a risalire oltre i livelli di fine 2002 (+1,9%). Rispetto al minimo annuale del 12 marzo, il recupero è stato del 16,2%. 

L'indice Numex del Nuovo Mercato ha manifestato una dinamica analoga, con una crescita nel mese del 13,2% (+0,8% rispetto a fine 2002 e +18,4% rispetto al minino annuale del 12 marzo). 
Gli indici continui hanno evidenziato un andamento omogeneo: Mibtel +10,2% (+1,4% rispetto a fine 2002), Mib30 +10,6% (+1,7%), Midex +10,9% (+2,0%). L'indice MibSTAR ha evidenziato in aprile una performance del +7,3%, superando anch'esso i livelli di fine 2002 (+0,2%).

In ambito europeo, il mercato italiano ha evidenziato un andamento in linea con quello dei principali mercati (Parigi +12,8%, Madrid +10,5%, Zurigo +11,2%, Londra +9,0%) a eccezione di quello tedesco, caratterizzato da una crescita più marcata (+21,4%). 

I tre macrosettori hanno evidenziato un andamento differenziato: Finanziari +13,4%, Servizi +9,8% e Industriali +7,6%. L'andamento si riflette in una variazione rispetto a fine 2002 di +9,4% per Finanziari, di +2,8% per Servizi e di -9,4% per Industriali. In aprile tutti i principali settori (pari ad almeno l'1% della capitalizzazione) hanno fatto registrare variazioni positive, particolarmente accentuate per Auto (+17,9%), Banche (+14,0%) e Assicurazioni (+13,5%). Rispetto alla fine dell'anno precedente le variazioni più significative sono state da un lato quelle di Trasporti-Turismo (+19,2%) e Immobiliari (+18,6%), dall'altro quelle di Tessili (-13,4%) e di Minerari-Metall.-Petroliferi (-14,7%).

Tra i principali titoli del Mib30, tutti positivi, nel mese si sono distinti da un lato Banca Fideuram (+25,7%), Banca Nazionale del Lavoro (+25,4%), Banca Monte Paschi Siena (+24,6%), Parmalat Finanziaria (+23,8%) e Fiat (+23,0%), dall'altro Snam Rete Gas (+1,6%), Enel (+2,6%) ed Eni (+4,6%).
Dopo la crescita del periodo precedente, la volatilità è scesa al 16,0% per la Borsa (dove rimane sensibilmente più contenuta quella del segmento STAR, pari al 7,0%) e al 22,4% per il Nuovo Mercato. 

La crescita dei corsi azionari ha fatto crescere anche la capitalizzazione delle società nazionali quotate, passata dai 414,3 miliardi di euro di fine marzo a 460,8 (pari al 35,3% del Pil e superiore ai 458,0 di fine 2002). Nel dettaglio, la ripartizione dei mercati vede la Borsa a quota 449,9 miliardi di euro, il Nuovo Mercato a 6,1 e il Mercato Ristretto a 4,9.
Il listino dei mercati azionari di Borsa Italiana non ha subito alcuna variazione: il numero di società quotate è pertanto rimasto pari a 287. Nel dettaglio le società quotate sono 229 per la Borsa (di cui 6 estere), 44 per il Nuovo Mercato (2 estere) e 14 per il Mercato Ristretto. 
A seguito di 368 ammissioni e 22 revoche, il numero degli strumenti quotati su MCW è salito da 2.652 a 2.998 (3.571 a fine 2002).

Gli scambi azionari (158.200 contratti e 2,78 miliardi di euro al giorno) sono stati interessati da un lieve calo rispetto al mese precedente (-6,86% i contratti, -3,9% il controvalore). Il confronto con l'aprile 2002 evidenzia un calo dell'1,0% per i contratti e una crescita dello 0,9% per il controvalore. Nei primi quattro mesi dell'anno la media giornaliera si è attestata a 156.200 contratti e a 2,67 miliardi di euro (-1,8% e +8,5% sul corrispondente periodo del 2002).
Nel dettaglio, la media giornaliera è stata di 148.200 contratti e 2,75 miliardi di euro per le azioni quotate in Borsa (-7,9% e -4,1% rispetto a marzo, -0,2% e +1,0% rispetto all'aprile 2002) e di 9.800 contratti e 31,8 milioni di euro per quelle del Nuovo Mercato (+12,0% e +23,3% rispetto a marzo, -12,2% e -9,6% rispetto all'aprile 2002). 
La dimensione media dei contratti su azioni (Borsa, fase diurna) è in crescita dai livelli di marzo (da 18.100 euro a 18.800 euro), mantenendosi superiore al dato medio 2002 (17.100 euro).
Eni è l'azione più scambiata per controvalore, con il 14,3% degli scambi totali, seguita da STMicroelectronics (12,8%) e Tim (10,2%). 

Gli scambi di covered warrant hanno evidenziato una lieve flessione dell'attività di trading in termini di contratti negoziati (media giornaliera 19.600, -6,0% su marzo, -22,0% su aprile 2002) e una crescita del controvalore (media giornaliera 38,1 milioni di euro, +8,9% su marzo, -55,5% su aprile 2002). Nei primi quattro mesi dell'anno la media giornaliera si è attestata a 19.400 contratti e a 35,4 milioni di euro (-20,0% e -54,9% sul corrispondente periodo del 2002).

Gli scambi dell'after hours hanno registrato una media giornaliera di 5.900 contratti (-4,5% su marzo e -4,4% su aprile 2002) e 29,9 milioni di euro (-6,7% e -5,8%). L'intensità dell'attività di negoziazione rispetto alla fase diurna è rimasta sostanzialmente stabile tanto per i contratti (12,7%) che per il controvalore (3,7%). Nei primi quattro mesi dell'anno la media giornaliera ha raggiunto i 5.800 contratti e i 28,3 milioni di euro (-12,8% e +19,8% sul corrispondente periodo del 2002). 
L'attività di negoziazione dei derivati azionari dell'Idem ha evidenziato una flessione dai livelli record del mese precedente (interessato anche dalla scadenza trimestrale). I futures sul Mib30 hanno fatto registrare una media giornaliera di 18.000 contratti standard (-24,8% rispetto a marzo, +9,1% su aprile 2002); il miniFIB si è attestato al suo secondo risultato di sempre, con 12.600 contratti standard al giorno (+89,9% su aprile 2002); le opzioni sul Mib30 hanno registrato una media di 10.800 contratti standard (+ 70,6%). 
Gli scambi di Idem stock futures - negoziati dallo scorso luglio - sono cresciuti raggiungendo il nuovo massimo storico con una media di 3.700 contratti standard giornalieri (+188,7% sul mese precedente).
Le opzioni su azioni hanno negoziato 30.600 contratti standard al giorno (+11,9% su aprile 2002). 
Considerando l'intero Idem, il dato medio di 75.800 contratti standard al giorno evidenzia una crescita del 33,4% sull'aprile 2002. Nei primi quattro mesi del 2003 la media giornaliera dell'Idem si è attestata a 76.300 contratti standard, con una crescita del 30,5% sul corrispondente periodo del 2002.

Per leggere anche le altre statistiche visita il sito di Borsa Italiana 

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Recruitment nell'area controllo di gestione.   

Riferimento posizione: 31923-002  
Società parte di un importante gruppo industriale con attività diversificate nelle aree costruzioni e meccanica. Cerca un giovane manager per elevare il livello professionale del controllo di gestione attraverso accurate analisi finanziarie e la definizione di procedure in linea con le esigenze del Top Management.  La sede di lavoro è a Bologna

 
Responsabilità 
Imposta l’attività di controllo di gestione secondo le metodologie più moderne ed efficaci per il business di riferimento, proponendo soluzioni migliorative. Assicura una precisa e tempestiva reportistica corredata delle necessarie osservazioni qualitative e quantitative sugli scostamenti rispetto al budget, assistendo la Direzione nelle attività di pianificazione e budgeting.* Gestisce le attività relative al controllo finanziario e alle operazioni di finanza ordinaria. In particolare supporta, con strumenti analitici, calcoli finanziari quali progetti di project financing, analisi di break even, di ritorno degli investimenti, ecc. 
Riporta all’Amministratore Delegato. 

Esperienze e capacità
30/35 anni; laurea in discipline economiche o titolo equipollente, idealmente completato con corsi di specializzazione in business administration. Esperienza di almeno 5 anni in area controllo di gestione, pianificazione e finanza in società industriali o in società di auditing. Idealmente ricopre la posizione di Controller Industriale ed ha un’esperienza specifica nella impostazione procedurale dell’attività di pianificazione e controllo. Si richiede, inoltre,  la residenza o il domicilio in Emilia Romagna o regioni limitrofe. Sono gradite doti di intraprendenza, dinamicità, determinazione, flessibilità.
 
Per maggiori informazioni contatta:
contactitalia@spencerstuart.com.

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In Borsa la contendibilità è ancora lontana. 
Dalla Relazione Consob 2002, recentemente presentata da Spaventa, emerge una forte tendenza alla cristallizzazione del controllo all'interno delle società quotate. Queste ultime sono caratterizzate da una elevata concentrazione proprietaria e dalla scarsa presenza di società il cui controllo sia contendibile sul mercato. Spaventa ha rilevato come questa situazione, ormai caratteristica del mercato italiano, si sia solo in parte attenuata negli ultimi due anni. La quota della capitalizzazione complessiva, diffusa sul mercato, cioè non in mano ad azionisti che detengono partecipazioni superiori al 2 per cento del capitale, è aumentata alla fine del 2002 al di sopra della soglia del 50 per cento.
Il peso sulla capitalizzazione di borsa delle società controllate con quote di partecipazioni di controllo superiori al 50 per cento del capitale ordinario, si è ridotto, passando dal 49,7 per cento del 2001 al 46 per cento del 2002, a fronte però di un leggero aumento del numero di queste società. Secondo Spaventa, la cristallizzazione dell'azioniariato delle società quotate in Italia riflette fattori strutturali e culturali, presenti peraltro nella maggior parte dei paesi dell'Europa continentale, legati a una diffusa resistenza da parte dei soggetti che controllano le società quotate ad accettare diluizioni delle proprie quote di proprietà che possano compromettere la stabilità del controllo. In tale contesto, per le società italiane è da rilevare in particolare lo scarso rilievo di due fattori che negli altri paesi hanno favorito la diffusione della proprietà: l'entrata di nuove società sul mercato, per le quali di solito si registra un più esteso ricorso alla raccolta di capitale di rischio per finanziare accelerazioni del loro processo di crescita; la realizzazione di operazioni di acquisizione di società quotate attraverso offerte pubbliche di scambio, che comportano, qualora abbiano successo, una diluizione delle quote di proprietà nella società offerente. 

Sul sito della Consob è disponibile la versione integrale della relazione.
Clicca qui

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TIM lancia nuovi servizi per le IR online.
Nuovi servizi, una sempre maggiore attenzione ad investitori ed analisti finanziari ed un accurato caring al "cliente": questi gli obiettivi che ci siamo prefissati per il 2003, non solo per TIM ma a livello di Gruppo.

Una particolare considerazione è rivolta agli investitori retail che ci contattano prevalentemente via web: attualmente sono 13.000 i fruitori che visitano il nostro sito www.investor.tim.it.

Questi in breve i nuovi servizi già on line:

- Grafici interattivi del titolo più facilmente fruibili e arricchiti di informazioni finanziarie, storiche e comparative in uno scenario internazionale in cui l'andamento di TIM e dei main peers viene messo a confronto con il trend del DJ STOXX TLC (indice di riferimento settoriale). Anche la veste è nuova, ma garantiamo, come sempre, un accesso user friendly per fornire a tutti indistintamente lo stesso flusso di informazioni.
- "Sector performance settimanale" offre un'analisi delle performance borsistiche delle telecomunicazioni rispetto agli altri settori merceologici ed un particolare focus sull'andamento dei principali operatori mobili europei.
- Mappa del Mercato permette di valutare una singola azione in termini di capitalizzazione e di volumi rispetto al resto del Mercato italiano.
- Portfolio consente di calcolare il rendimento attualizzato di un investimento in TIM
- Cambiavalute per convertire 44 valute internazionali on daily basis.

Velocità nell'interazione e massima trasparenza rappresentano sempre i nostri valori nella comunicazione finanziaria on line.

Per visitare la sezione IR del sito di TIM clicca qui

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Il Cesr pubblica il documento di consultazione sul secondo pacchetto di misure attuative della direttiva sugli abusi di mercato.
Il Committee of European Securities Regulators (Cesr) ha pubblicato recentemente un documento di consultazione sulla proposta di parere alla Commissione europea sul secondo pacchetto di misure tecniche di attuazione della direttiva in materia di abusi di mercato, concetto all'interno del quale sono inclusi l'insider trading e la market manipulation.

Questo parere, nella sua versione definitiva, integrerà quello già pubblicato sulle prime misure tecniche di attuazione raccomandate dal Cesr alla Commissione alla fine dello scorso anno in conformità alla procedura Lamfalussy per la regolamentazione dei mercati finanziari.

Il documento copre altre cinque aree della direttiva che richiedono misure tecniche di attuazione: la definizione di accepted market practices; la definizione di informazione riservata per gli strumenti finanziari derivati sulle commodity; la redazione da parte degli emittenti, ovvero dei soggetti che operano per loro conto, di elenchi di persone in possesso di informazioni riservate; la comunicazione da parte di coloro che hanno responsabilità di direzione in emittenti quotati delle proprie operazioni sui titoli stessi; la segnalazione alle autorità competenti delle operazioni sospette da parte di coloro che si occupano professionalmente delle transazioni in strumenti finanziari.

Il parere è stato elaborato dal gruppo di esperti che ha già curato il primo parere per la Commissione, presieduto da Stavros Thomadakis, presidente della Hellenic Capital Market Commission. Nell'elaborazione della proposta il gruppo si è a sua volta avvalso dei suggerimenti giunti dagli operatori, oltre che del parere di un gruppo consultivo di lavoro paneuropeo e di un gruppo ad hoc di esperti in prodotti derivati sulle commodity.

Il periodo di consultazione si protrarrà fino al 15 giugno 2003. Il Cesr organizzerà a Parigi, il prossimo 12 maggio, un'audizione pubblica sul documento per consentire alle parti interessate di chiarire o discutere i singoli punti del documento direttamente con il gruppo di esperti. Sono inoltre previste consultazioni organizzate a livello nazionale.

Il Cesr formulerà la versione definitiva del proprio parere sulla base delle indicazioni fornite dalle parti interessate nel periodo di consultazione e in stretto rapporto con la Presidenza. La Commissione europea ha richiesto la trasmissione del documento finale entro il 31 agosto 2003.

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Hera inizia a prepararsi. 
Questa settimana Hera, multiutility dell'Emilia Romagna, dovrebbe aver depositato il prospetto informativo, con l'obiettivo di approdare a Piazza Affari nella seconda meta' di giugno. E' quanto dichiara una fonte vicina all'operazione.
 
Hera intende quotarsi sul segmento Star della Borsa, attraverso il collocamento del 40% del pacchetto azionario; l'operazione non prevede un aumento di capitale, quindi il 60% della proprieta' rimarra' nelle mani dei comuni attualmente azionisti. 
Dopo il collocamento, il Comune di Bologna scendera' al 25%, contro l'attuale 37,5%, seguito da Cesena e Forli' con il 15% e Ravenna con un ulteriore 11%. 
Sul piano dello sviluppo industriale, Hera, che per fatturato e' la seconda multiutility italiana dopo Acea, ha intenzione di continuare a concentrarsi su tutti i settori di attivita', e prevede di investire entro il 2006 500 milioni di euro nei servizi acqua, nergia e ambiente.  
Per quanto riguarda il bilancio, per il 2003 Hera prevede un aumento del fatturato del 6% (mentre nel 2002 la crescita e' stata del 3,2%, per complessivi 1,13 miliardi di euro),e un aumento significativo del margine operativo lordo (nel 2002 pari a 192 milioni di euro, mentre l'utile netto e' stato di 33,2 milioni di euro).
 
Secondo la fonte, e' possibile che al momento dell'IPO o successivamente, Hera realizzi delle integrazioni con altre multiutility limitrofe, come la Aps di Padova, con la quale ci sono gia' contatti in corso, che potrebbero estendersi anche a Treviso, Vicenza e Venezia.

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In linea il nuovo BNL IR web site.
Come ogni anno, la BNL ha rinnovato la propria sezione Investor Relations nel sito corporate, tenendo ben presente l’obiettivo di un continuo aggiornamento sia dei contenuti  sia del look and feel, in linea con l’evolversi delle Best Practice internazionali correnti e con le esigenze di un pubblico sempre più attento e presente come visitatore del sito.

Per rendere più efficace ed efficiente la fruizione dei numerosi contenuti (tra cui spicca in particolare l’aggiornata area della Corporate Governance, con la pagina dedicata alla prossima Assemblea degli Azionisti), il nuovo BNL IR Site si concentra sul redesign della navigazione. L’applicazione del concetto di “one click navigation” (o, più tecnicamente, Dynamic HTML navigation) permette ora all’utente di raggiungere con un solo click tutte le informazioni presenti sul sito.

La presenza del Download Centre evita ai visitatori, che necessitano solo di scaricare i documenti, di dover cercare negli archivi o di dover ripassare l’intero contenuto esplicativo.

L’arricchimento funzionale degli strumenti interattivi e una presentazione di ogni area di contenuto della sezione IR, oltre alla rivisitazione della grafica e della “palette” cromatica, completano il “nuovo BNL IR site”. Clicca qui per andare all’IR Homepage di BNL.

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Annunciati i vincitori degli IR Best Practice Practice Website Awards.
Al Royal Lancaster Hotel di Londra sono stati annunciati  i vincitori degli IR Best Practice Website Awards. Andrew Hawkins, Chief Executive dell’Investor Relations Society, si è detto molto contento della partecipazione delle società agli awards di quest’anno. Sono state, infatti, più di 500 le nomination  per le otto categorie previste. “ Non c’è dubbio – ha concluso Hawkins – che le società hanno ormai una maggiore consapevolezza dell’opportunità offerta da Internet per la gestione dei contatti con gli investitori".

Di seguito l’elenco dei vincitori:

Grand Prix IR Best Practice Website FTSE 100 Award
SAB Miller plc (winner)
Gallaher Group plc (commended)

Grand Prix IR Best Practice Website FTSE 250 Award
Geest plc (winner)
Pilkington plc (commended)

Grand Prix IR Best Practice Website Smaller Quoted Company Award
Intec Telecom Systems plc (winner)
NCipher plc (commended)
Propan Homes plc (commended) 

IR Best Practice Website Institutional Investor Award
Aviva plc (winner)
The British Land Company PLC (commended)
SAB Miller plc (commended)

IR Best Practice Website European Award
SCA (winner)
Adidas-Salomon AG (commended)
Bayer AG (commended)
ICI plc (commended)

IR Best Practice Website Analyst Award
BAT plc (winner)
ICI plc (commended)
Adidas-Salomon AG (commended)

IR Best Practice Website Private Investor Award
BAT plc (winner)
Geest plc (commended)
Cadbury Schweppes plc (commended)

IR Best Practice Website Most Improved IR Website Award
Gallaher Group plc (winner)
ICI plc (commended)
Shanks plc (commended)

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La Consob stringe sulle GPF e GPM
La Consob, l’organo italiano di vigilanza sui mercati finanziari, ha introdotto una nuova norma, in base alla quale gli istituti che offrono gestioni patrimoniali mobiliari e gestioni patrimoniali in fondi sono tenuti a comunicare con cadenza semestrale contenuto e movimentazione dei portafogli. La decisione della Consob, adottata con delibera 14015, dovrebbe entrare in vigore già a partire dalla fine di giugno. Le comunicazioni degli intermediari finanziari dovranno avvenire entro i 30 successivi alla chiusura di ogni semestre. Rimane ferma la norma che prevede, per gli intermediari finanziari che svolgono l’attività di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi (GPF e GPM), la comunicazione trimestrale a Banca d’Italia della composizione dei portafogli.  Nelle more della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e della definitiva entrata in vigore della nuova norma la Consob acquisirà le informazioni direttamente da Banca d’Italia.
Per quanto, invece, concerne i fondi comuni la disclosure prevede già la comunicazione dei singoli titoli alla Banca d’Italia. Dati che anche in questo caso Consob ottiene da Bankitalia.

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Europa Centro-Orientale: le sezioni IR delle società quotate insufficienti nella governance.
Nelle sezioni IR dei siti delle società quotate nell’Europa Centro-Orientale è molto difficoltoso reperire informazioni sugli organi societari, anche se le società dell’area in questione hanno preso coscienza dell’importanza delle investor relations online. Questi sono i principali risultati di una ricerca condotta da Partners for Financial Stability (PFS) program del Budapest’s East-West Management Institute.
Sulla scia di similari ricerche condotte da PFS nel 2001 e nel 2002, questa ricerca ha esaminato le sezioni IR delle prime 10 società dei seguenti paesi: Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Ungheria, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca e Slovenia.
Geoffrey Mazullo, direttore del PFS program, ha spiegato che molte società, spinte dalla prospettiva dell’integrazione nell’Unione Europea, hanno iniziato a migliorare il proprio livello di disclosure. Si avverte, inoltre, nell’area esaminata una crescente competitività, che le società vedono diventare più dura non solo nel mercato dei capitali ma anche a livello commerciale per i loro prodotti. Per questa ragione molte aziende hanno compreso che il sito societario è uno strumento necessario al 100%.
Stando ai risultati della ricerca i siti più ricchi di informazioni sono quelli delle società, monitorate nell’indagine, ceche, ungheresi, polacche e slovene. Tutte le aziende in questione, infatti, hanno un sito societario, ricco di informazioni e la disponibilità di accedere alle medesime in lingua inglese. In tutte le altre regioni si raggiunge una media del 90% di società in possesso di un sito societario, con informazioni sugli organi societari disponibili in lingua inglese in modo non sempre approfondito.
A livello globale si nota che le informazioni sul management sono messe online solo dal 60% delle società esaminate, mentre per le informazioni sugli organi di controllo interni si riscontra una percentuale addirittura più bassa (40%). Questi dati sono peggiori rispetto a quelli delle precedenti ricerche; questo è dovuto alla quotazione di nuove società che sono andate a sostituire quelle delistate perché acquistate da società occidentali

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Rese note le nomination per gli IR Best Practice Awards.
Nella giornata del 19 marzo sono stati resi noti i nomi delle società candidate agli IR Best Practice Awards, iniziativa sponsorizzata anche dal London Stock Exchange e dall'associazione degli investor relations officer Investor Relations Society. Obiettivo della manifestazione è quello di incoraggiare un migliore uso di internet nella diffusione dell'informativa societaria, rendendo tali informazioni prontamente disponibili per gli investitori. Andrew Hawkins, ceo dell'Investor Relations Society, annunciando le società candidate alla fase finale degli Awards, si è vivamente complimentato con le stesse. Le selezioni quest'anno, infatti, sono state più che mai dure, dal momento che ben in 500 società si sono candidate per le otto categorie previste. I nomi dei vincitori saranno resi noti durante la cena del 10 aprile.
Di seguito le categorie e le nomination:

IR Best Practice Website Private Investors Award
Adidas-Salomon
BAT plc
Bayer AG
Cadbury Schweppes plc
Geest plc
Propan Homes plc

IR Best Practice Website Institutional Investors Award
Adidas-Salomon
Aviva plc
British Land Co. plc
Gallaher Group plc
SAB Miller
SAP AG

IR Best Practice Website Analysts Award
Adidas-Salomon
BAT plc
Geest plc
ICI plc
Propan Homes plc
SAB Miller

IR Best Practice Website Most Improved Award
BAT plc
Gallaher Group plc
Geest plc
ICI plc
Reuters Group plc
Shanks Group plc

IR Best Practice Website European Award
Adidas-Salomon
BAT plc
Bayer AG
SAP AG
SCA
Stora Enso Oyj

Grand Prix IR Best Practice Website Award for a Smaller Quoted Company
Hemscott plc
Intec Telecom Systems plc
James Cropper plc
John Menzies plc
nCipher Plc
Propan Homes plc

Grand Prix IR Best Practice Website Award FTSE 250
AMEC plc
Geest plc
Holidaybreak plc
Pilkington plc
Signet Group plc
Taylor Nelson Sofres plc

Grand Prix IR Best Practice Website Award FTSE 100
BAT plc
BHP Billiton plc
Exel plc
Gallaher Group plc
J Sainsbury plc
SAB Miller

Per ulteriori dettagli clicca qui

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Opportunità di lavoro per IR Assistant.
Gruppo internazionale, operante nel settore consumer e quotato in Borsa, ricerca un neolaureato o junior da inserire nella propria struttura in qualità di Assistant Investor Relations. La persona prescelta collaborerà alla preparazione degli annunci al mercato dei risultati di bilancio e infrannuali e delle operazioni straordinarie, nonché delle assemblee degli azionisti. Curerà l'espletamento degli obblighi informativi periodici e price sensitive nei confronti delle autorità di Borsa. Assicurerà la regolarità e la tempestività degli aggiornamenti riguardanti la sezione Investor Relations del sito corporate e tutti i database a supporto dell'attività. Avrà compiti di analisi dell'andamento del titolo azionario e consensus di mercato, identificazione dell'azionariato e monitoraggio del settore di riferimento. Collaborerà inoltre ad attività di ricerca e analisi finanziaria, anche a supporto del Direttore Finanziario.
Il candidato ideale proviene da Economia e Commercio con indirizzo di studi in finanza aziendale/intermediari finanziari, ha un'ottima conoscenza della lingua inglese e padronanza nell'uso del pacchetto Office. Completano il profilo l'avere approfondito temi di analisi di bilancio, doti di affidabilità e precisione, attitudine ai rapporti interpersonali, forte interesse per le tematiche legate alla comunicazione finanziaria.  La sede di lavoro è Milano. 
Si prega di inviare CV a: info@investor-relations.it e well@loriga-associati.it

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Mib30 e Midex: dal 24 marzo operativa la revisione dei panieri.
Borsa Italiana, in occasione della revisione del mese di marzo, ha recentemente annunciato la nuova composizione degli indici Mib30 e Midex,  operativa dal 24 marzo. Con riferimento al Mib30 si segnala che, rispetto alla composizione dell'indice attualmente in vigore, escono dal paniere le azioni FinecoGroup che verranno sostituite nel nuovo paniere dalle azioni Banca Popolare Bergamo - Cr. Varesino. I tre “titoli di riserva” sono, nell’ordine: Autogrill, FinecoGroup e Bulgari. 
Con riferimento all'indice Midex, si segnala in particolare che, rispetto alla composizione dell'indice attualmente in vigore, escono dal paniere le azioni Banca Popolare Bergamo - Cr. Varesino, Cassa di Risparmio di Firenze e Snia che verranno sostituite nel nuovo paniere dalle azioni Banca Popolare
Commercio e Industria, FinecoGroup e Interbanca 1. I tre “titoli di riserva” sono, nell’ordine: Banca Popolare di Cremona, Autostrada TO-MI e Saeco Group.
Pertanto dal 24 marzo 2003 le azioni Cassa di Risparmio di Firenze e Snia
cesseranno di essere negoziate sul Mercato "After Hours" (TAH) mentre, a partire dalla stessa data, saranno negoziate le azioni Banca Popolare Commercio e Industria e Interbanca1.

Per maggiori informazioni visita il sito di Borsa Italiana: clicca qui

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Opportunità di lavoro per gli Investor Relations Officer.
La Banca Europea degli Investimenti cerca degli investor relations & marketing officer. I candidati ideali sono preferibilmente laureati in discipline economiche, finanziarie o marketing. Sono, altresì, richiesti alcuni anni di esperienza professionale nel settore delle investor relations e del marketing nel settore finanziario. Indispensabile anche la conoscenza molto buona della lingua inglese e buona del francese, costituisce titolo preferenziale la conoscenza di un'altra lingua dell'Unione Europea.
Si richiedono forti capacità di comunicazione, eccellenti qualità nella scrittura, capacità di lavorare in team e di lavorare sottopressione, elevato senso di responsabilità e di iniziativa.
Se vuoi saperne di più sul profilo richiesto e spedire il tuo CV alla Bei: 
clicca qui

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I gestori europei riscoprono l’America.
Secondo uno studio di Thomson Financial e Kuhn Partners, i fund manager europei hanno ritrovato la fiducia nei mercati azionari americani, nonostante la debolezza economica e il drastico calo dei prezzi azionari.
Lo studio dimostra che le severe norme adottate dalle autorità americane stanno aiutando gli investitori europei a superare l’avversione al rischio dimostrata durante l’ultimo anno. Un importante contributo in questo senso è stato dato dal Sarbanes–Oxley act, che ha dato la sensazione agli investitori che, almeno sotto il profilo della corporate governance, il peggio sia passato.
Jamil Aboumeri, della Thomson Financial, sostiene che per questa tendenza in atto ci sono diverse spiegazioni: la forza dell’euro, il più basso valore delle azioni quotate negli USA e la convinzione degli investitori europei che le azioni dei mercati statunitensi siano ancora essenziali per i loro portafogli.
Un altro dato interessante, citato da Jamil Aboumeri, è che le società americane stanno cercando sempre più di attirare gli investitori europei, conducendo maggiori roadshow rispetto al passato: “I fund manager americani non hanno più risorse da investire e le società necessitano di ‘nuova cassa’.” Durante l’ultimo anno sono anche cambiati i ‘pesi’ attribuiti ai singoli mercati, con un 23% (contro il 22% di un anno fa) di istituzionali europei  che sovrappesa le azioni statunitensi. Il 44% degli istituzionali sottopesa le azioni americane, mentre il 33% è neutrale; ben il 51% dei rispondenti ha dichiarato l’intenzione di non sottopesare l’attuale peso attribuito agli investimenti negli USA.

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Migliorano le IR delle società belghe.
Secondo i risultati di una ricerca condotta dalla Bira (Belgian Investor Relations Association), la maggior parte delle società quotate nel mercato azionario belga ha nettamente migliorato le proprie IR. La ricerca ha comparato il modo in cui sono gestite le relazioni con gli investitori in 17 delle società incluse nell'indice Bel20 e in 29 società a media capitalizzazione.
Il presidente della Bira, Guy Elewaut, ha commentato "Noi siamo stati abituati a guardare al modello anglosassone come l'esempio da seguire, ma questo studio conferma il nostro sentore sull'impegno delle società belghe a migliorare le proprie IR".

Quattro anni fa solo una manciata di società avevano nel proprio organigramma un investor relations officer, mentre ora tale figura risulta presente in ben 17 delle 20 principali società incluse nel Bel 20. "Sono rimasto molto sorpreso - dice ancora Elewaut - nel vedere così tante società investire in questa direzione". Ma un ostacolo allo sviluppo delle IR delle società belghe è rappresentato dalla presenza di tre diversi idiomi: tedesco, francese e olandese. Per molte società, infatti, risulta costoso e gravoso comunicare con i propri stakeholders utilizzando tutte e tre le lingue; così mentre i bilanci sono stampati dalla maggior parte delle aziende utilizzando le tre lingue, per il sito societario 7 delle 17 società del Bel20 esaminate utilizza la sola lingua inglese.

Un altro dato interessante emerge dalla constatazione del tempo investito nella conduzione di roadshow: mentre le società del Bel20 impiegano in media 28 giorni all'anno in road show, più della metà delle 29 mid cap esaminate non ne conduce affatto.

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Le classifiche di Investor-Relations.it sbarcano in Inghilterra.
L'ultima ricerca di Investor-Relations.it, con focus sulle IR on line delle utilities italiane, è stata ripresa da IRonthenet, il sito inglese di riferimento per le IR. IRonthenet cura inoltre la pubblicazione periodica 'Investor Relations Mgazine', testata di riferimento sul tema IR. Nel prossimo numero verrà pubblicata un'intervista a Valeria Leone, IRM di Telecom: "L'Inghilterra- commenta Michele Bertacco, responsabile generale di Investor-Relations.it-guarda con sempre maggiore attenzione allo sviluppo della cultura finanziaria in Italia: in particolare il mercato inglese sta osservando con crescente interesse lo sviluppo della qualità delle IR in Italia. Consideriamo questo interesse un incoraggiamento ulteriore a proseguire con sempre maggiore decisione sulla strada della trasparenza".
Nell'articolo apparso su Ironthenet.com è stata ripresa anche la Top Five, la classifica delle 5 migliori sezioni IR italiane, che vede in testa Tim, seguita da Enel, Bnl, Campari ed Esprinet.
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E' morto Gianni Agnelli

La notizia è stata diffusa questa mattina dalla famiglia.

Dopo una lunga malattia, Gianni Agnelli, presidente onorario della Fiat, è morto.

Ne dà notizia la famiglia con un laconico comunicato, dove si specifica che l'avvocato, 81 anni, è morto nella sua casa torinese assistito dalla moglie Marella e la figlia Margherita.

Proprio stamani gli eredi della dinastia torinese si incontrano per l'assemblea della Giovanni Agnelli & C., convocata alle 9, in cui si doveva decidere il modo per affrontare la crisi di vendite auto e di debito del Lingotto.

Alla sede storica della Fiat, in via Chiabrera, sono arrivate le sorelle Susanna e Maria Sole, il nipote John Philip Elkann. Presente, tra gli altri, il presidente di Fiat Paolo Fresco. Nessuno ha fatto commenti.

"Gianni Agnelli è spirato nella sua casa torinese," dice la nota di tre frasi della famiglia.

Fonti torinesi aggiungono che l'Avvocato, come veniva chiamato con un misto di affetto e rispetto, si sarebbe spento alle 8 di stamani.

Gianni Agnelli era nato il 12 marzo 1921.

La sua lunga malattia ha coinciso con la crisi dell'azienda che ha guidato per decenni.

Agnelli aveva ammesso nel maggio 2002 di avere problemi di salute, parlando di "acciacchi tipici di una certa età", alla vigilia di un viaggio per cure negli Stati Uniti. Tornato in Italia dopo alcune settimane, aveva rarefatto nei mesi estivi la presenza in pubblico, dando spazio in Borsa a voci ricorrenti sul suo stato di salute.

Da alcuni era visto come un'ostacolo ai cambiamenti necessari alla casa torinese per riprendersi da una fase di pesante calo delle vendite e delle quote di mercato.

Alla Borsa di Milano le azioni Fiat hanno aperto in rialzo.

Agnelli è stato una figura chiave e per certi versi unica dell'economia italiana e uno dei pochissimi industriali italiani ben conosciuti all'estero. Il suo ruolo in Fiat, simbolo e volano del boom industriale del paese nel dopoguerra, era iniziato con l'ingresso nel consiglio di amministrazione nel 1943, poco più che ventenne. Si attese fino al 1966 per vederlo nel ruolo di presidente, ruolo che Agnelli ricoprì fino ai 75 anni assumendo poi la presidenza onoraria della casa torinese.

A rappresentare la famiglia fondatrice nel gruppo succedono a Gianni il fratello Umberto e il nipote John Philip Elkann che già fa parte del board della Fiat.

Per molti è stato l'emblema vivente del capitalismo italiano. 
Porta lo stesso nome di suo nonno, il fondatore della Fiat. Ma, quasi a sottolineare uno stile meno austero, si fa da sempre chiamare Gianni. Nel 1945 il creatore dell'impero muore e presidente diventa Vittorio Valletta. Gianni è vicepresidente. Sono anni di apprendistato e di lavoro. L'Italia è appena uscita con le ossa rotte dalla Seconda Guerra Mondiale. E' un Paese da ricostruire e per la Fiat è un'occasione da non perdere. Valletta incoraggia l'immigrazione dal Mezzogiorno e conduce con pugno di ferro le trattative con i sindacati. A fatica, in una quindicina d'anni, l'Italia conosce uno sviluppo insperato. I primi simboli del boom economico sono la Lambretta prima e la Seicento poi. La Fiat pone il proprio sigillo sullo sviluppo economico. Nel 1966 Gianni diventa Presidente della Fiat. Di lì a poco scoppierà l'autunno caldo della contestazione studentesca e delle lotte operaie. Situazioni difficili che Agnelli affronterà sempre in prima persona.

Dal 1974 al 1976 è Presidente della Confindustria. Gli industriali hanno bisogno di essere rappresentati nel modo più autorevole possibile. La situazione politica è delicatissima. Il compromesso storico tra Democrazia cristiana e Partito Comunista fatica a decollare e il Paese deve affrontare due emergenze: la crisi economica e il terrorismo. Sono questi gli anni dell'austerità. La concertazione tra governo, sindacati e confindustria diventa un sistema consolidato di gestione delle scelte economiche fondamentali. Non è più possibile un atteggiamento come quello di Valletta.

Alla fine del decennio l'azienda conosce un momento di crisi. La produttività cala spaventosamente e la Fiat annuncia 14mila licenziamenti. Si apre il più duro scontro sindacale del dopoguerra. Sciopero per 35 giorni. Ai cancelli degli stabilimenti di Mirafiori il segretario del Partito comunista Enrico Berlinguer promette il sostegno del Pci in caso di occupazione delle fabbriche. Il braccio di ferro si conclude il 14 ottobre, con la "marcia dei quarantamila". A sorpresa, i quadri della Fiat scendono in piazza contro il sindacato. La Fiat rinuncia ai licenziamenti e mette in cassa integrazione 23mila dipendenti. Per il sindacato e la sinistra italiana è una sconfitta storica. Per la Fiat è una svolta decisiva.

Agnelli, affiancato da Cesare Romiti, rilancia la Fiat in campo internazionale e, in pochi anni, la trasforma in una holding con ramificazioni nel campo dell'editoria e delle assicurazioni. Non più solo auto, ma un colosso globale. Nel 1987 la Fiat assorbe l'Alfa Romeo. Nel 1988 la Ferrari. Per Gianni Agnelli gli anni Ottanta sono un periodo d'oro. L'azienda va a gonfie vele e lui è sempre più un personaggio nazionale. Non solo per la erre moscia o il vezzo dell'orologio sopra il polsino. Caustici alcuni suoi giudizi sugli uomini politici. Definisce il segretario Dc Ciriaco De Mita "un tipico intellettuale della Magna Grecia". E gli intellettuali non sono mai stati molto di casa tra gli Agnelli. Segue sempre da vicino la sua Juventus. Guardando sempre metà partita.

Nel 1991 è nominato senatore a vita da Francesco Cossiga. Come senatore ha un atteggiamento pragmatico. Sostiene l'Ulivo al momento dei sacrifici per l'ingresso nell'euro. Nel 2001 si schiera invece con il centrodestra di Silvio Berlusconi. Il tempo dei sacrifici è finito e l'industria ha bisogno di flessibilità e libertà d'azione.

Nel 1996 passa la mano a Cesare Romiti che rimane in carica fino al 1999. E' poi la volta di Paolo Fresco presidente e del ventiduenne John Elkann (nipote di Gianni) consigliere d'amministrazione. Scomparso prematuramente il nipote Giovannino (figlio di Umberto e Presidente Fiat in pectore), è difficile fare ipotesi sul futuro della Fiat. 

Gianni Agnelli conservava ancora un potere enorme. 
Nei prossimi giorni si parlerà di successori (Umberto?), di come andrà avanti la Fiat senza il suo leader carismatico, di come cambia l'economia italiana con la morte dell'Avvocato. 
Si vedrà.
Di sicuro, oggi, qualcosa è cambiato.

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Più donne e minoranze etniche nei consigli d’amministrazione.
Il rapporto sulla corporate governance di Derek Higgs porterà sicuramente delle enormi novità nella composizione dei consigli d’amministrazione. Le novità, seppur non esplicitamente trattate nel codice, riguarderanno il modo di elezione degli amministratori indipendenti.
Nelle società incluse nell’indice FTSE 350, tra gli amministratori indipendenti ci sono soltanto due donne e solo l’1% dei componenti il consiglio d’amministrazione proviene da minoranze etniche. La maggioranza, infatti, è rappresentata da uomini bianchi vicini all’età del pensionamento.
Un nuovo gruppo guidato da Laura Tyson, ex consulente senior di Bill Clinton e decano della London Business School, sta per apportare profondi cambiamenti allo status quo; Laura Tyson è stata incaricata di creare una lista di potenziali amministratori non esecutivi, provenienti da settori non commerciali per ampliare il range di ‘talenti’ all’interno dei consigli d’amministrazione.
Altra area critica è costituita dal fatto che gli amministratori indipendenti sinora sono assunti senza il ricorso ad un sistema competitivo, risiedendo spesso all’interno dei consigli d’amministrazione di più società.
Secondo Stuart Bell, responsabile ricerca presso la Pensions & Investment Research Consultants (Pirc), la disponibilità di posti di amministratore indipendente andrebbe comunicata pubblicamente e i candidati dovrebbero sostenere un colloquio prima della loro nomina. In questo modo “Le aziende potrebbero constatare le capacità dei candidati e questi potrebbero constatare la professionalità dell’azienda”. Bell ritiene anche che l’esperienza in campo economico non dovrebbe costituire un requisito essenziale, essendo sufficiente aver lavorato come senior manager in settori pubblici o l’avere un background accademico. “In questo modo le società potrebbero inserire nel proprio organico più donne e rappresentanti di altre minoranze”.

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La FSA vuole maggiori poteri.
L’organo inglese di vigilanza sui mercati finanziari, Financial Services Authority, ha richiesto al governo l’ampliamento dei propri poteri per essere in grado di indagare in modo più proattivo sulle violazioni delle regole contabili. Sebbene non vi siano state dichiarazioni ufficiali la tendenza dovrebbe essere quella di portare la FSA allo stesso livello dell’americana Securities and Exchange Commission, che gode di più ampi poteri, investigativi e coercitivi, sulla disciplina del reporting finanziario.
Negli ambienti finanziari sono nate alcune perplessità sull’efficacia degli attuali poteri del Financial Services Authority per contrastare scandali come quelli di Enron e Worldcom. Questi dubbi sono corroborati dalla non perfetta gestione della crisi di Equitable Life. 

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Approvato in Inghilterra il rapporto Higgs sulla corporate governance.
La business community inglese ha accolto con soddisfazione l’attesa approvazione del rapporto Higgs sulla corporate governance, che disciplina in modo specifico la figura degli amministratori non esecutivi.
Il rapporto, promosso dall’ex banchiere d’investimento Derek Higgs, ha l’obiettivo di fissare delle nuove linee guida in merito alla composizione dei consigli d’amministrazione e, soprattutto, sul ruolo degli amministratori indipendenti e non esecutivi. Rispetto agli encomiabili obiettivi del rapporto, l’attuale situazione della governance delle società inglesi non è molto incoraggiante. I consigli d’amministrazione inglesi sono spesso caratterizzati da intrecci e complicità; sono poche, infatti, le quotate che attualmente divulgano informazioni sulle riunioni dei cda e solo un terzo delle società incluse nel FTSE 100 ha un numero di amministratori indipendenti pari al 50% del totale dei componenti il cda stesso.
Secondo Colin Melvin, responsabile per la corporate governance presso la Hermes Pension Management, “Molte società rispettano già i concetti base contenuti nel codice. Quest’ultimo, comunque, è un strumento prezioso per i nostri rapporti con le società e supporta l’atteggiamento da noi già intrapreso, soprattutto sul ruolo degli amministratori non esecutivi”.
È, infatti, il ruolo degli amministratori non esecutivi a rappresentare il tema più controverso di tutti. Secondo l’Institute of Directors la previsioni di nominare dei senior director indipendenti potrebbe determinare, in alcune occasioni, dei disorientamenti. Le società di minori dimensioni, inoltre, potrebbero incontrare notevoli difficoltà nella ricerca di una sufficiente elevata qualità degli amministratori indipendenti.

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Il Parlamento Europeo approva una proposta di direttiva sui sistemi contabili.
Il Parlamento Europeo ha approvato il 14 gennaio 2003 una proposta di Direttiva che va a modificare tutta la disciplina europea sui sistemi contabili. Le disposizioni della nuova Direttiva allineeranno l’Europa alla Best Practice internazionale in materia di regole contabili. Esse, inoltre, completeranno il Regolamento sugli International Accounting Standards, adottato nel giugno 2002, che impone alle società quotate europee l’utilizzo delle regole IAS a partire dal 2005 e permette agli stati europei  di estendere la disciplina a tutte le altre società. Le modifiche alla vecchia normativa europea della Direttiva in questione permettono a quegli stati, che non estendono gli IAS a tutte le società, di far applicare ugualmente delle norme di reporting finanziario di alta qualità. 
Il commissario per il Mercato Interno, Frits Bolkestein, ha commentato la notizia dell’approvazione di questa Direttiva esaltando il suo significato politico “L’apporto del Parlamento a questa proposta di Direttiva dà un forte segnale politico, nel senso che l’Unione Europea è seriamente impegnata  non solo per raggiungere l’integrazione dei mercati dei capitali entro il 2005 ma anche per il miglioramento dei sistemi di reporting finanziario e di auditing per tutte le società europee. Un elevata qualità dei sistemi di reporting finanziario, infatti,  è essenziale ai fini di consentire agli investitori e ai consumatori di effettuare delle scelte fondate su queste aziende”.
Per raggiungere l’obiettivo del raggiungimento della best practice in materia contabile, la nuova direttiva eliminerà tutte le norme incompatibili con i principi IAS. Sarà così più difficile per una società nascondere delle passività creando delle strutture artificiali (società veicolo), di fatto controllate ma apparentemente con larga base azionaria. 

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BNL adotta il codice di Internal Dealing.
Anche la Bnl ha adottato le nuove regole sull’Internal Dealing. Il codice di comportamento per disciplinare la comunicazione al mercato delle operazioni effettuate su strumenti finanziari emessi dalla società o su loro derivati, è stato approvato martedì 17 dicembre dal cda di Via Veneto.
In base al nuovo Codice di Internal Dealing, BNL individua complessivamente 39 manager: oltre agli Amministratori e ai sindaci effettivi della Banca, i componenti del Comitato di Direzione della Banca, i Dirigenti Centrali, i Direttori delle Funzioni Centrali, i Responsabili del Servizio Affari Generali e Legali, del Servizio Sviluppo Organizzativo nonché, nell’ambito della Divisione Wholesale Banking, i responsabili delle attività di Intermediazione Mobiliare, Portafoglio di proprietà, Officina Finanziaria e Capital Market; per le società del gruppo, il direttore generale di BNL Gestioni SGR e l’amministratore delegato di BNL Fondi Immobiliari. 
A commento dell'adozione del codice,  l'IR Team di Bnl ha dichiarato: "In linea con la politica di trasparenza e con l'applicazione di principi e norme fondamentali per un buon governo della società e in ordine al trattamento delle informazioni riservate, BNL ha adottato un Codice di Internal Dealing per gestire la comunicazione all'esterno delle informazioni relative ad operazioni su strumenti finanziari compiute dalle persone che a causa dell'incarico ricoperto hanno accesso ad informazioni rilevanti. 
Per tenere conto degli auspici formulati dal mercato e dalle diverse associazioni di settore,gli importi previsti dalla normativa della Borsa Italiana sono stati ridotti ad Euro 20.000 per le comunicazioni trimestrali e ad Euro 100.000 per le operazioni c.d significative da comunicarsi senza indugio”.

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Focus ipo a Piazza Affari.

Fiera Milano ha esordito ieri confermando il prezzo di collocamento (che era stato fissato nella parte bassa della forchetta) con volumi elevati ma con piccoli ordini. Alcuni operatori considerano la società milanese un titolo di scarso interesse per gli inestitori istituzionali perché non contendibile e di non elevato flottante. Staremo a vedere. Socotherm, l’altra ipo di questi giorni a Piazza Affari, ha dovuto invece ‘virare’ sul segmento ordinario di classe 1, dopo aver puntato allo Star.
S
econdo una ricerca pubblicata ieri da Borsa Italiana il mercato borsistico italiano è stato interessato negli ultimi anni da una forte crescita in termini di capitalizzazione, volume degli scambi e numero di società quotate ed è riuscito a rappresentare in modo più adeguato la dimensione economica del Paese. 
Quarto in Europa per capitalizzazione, la dimensione del nostro mercato è tuttavia, per numero di società quotate, ancora inferiore a quella dei principali mercati europei. A fine 2001 erano quotate in Italia 288 società domestiche, contro le 1.923 del Regno Unito, le 791 della Francia e le 749 della Germania.
E' partendo da questi numeri che Borsa Italiana ha tracciato una panoramica delle società quotabili in Italia per dimostrare come, sebbene il numero di società con caratteristiche dimensionali idonee alla quotazione sia inferiore a quello di Francia, Germania e Regno Unito e la propensione alla quotazione abbia storicamente espresso numeri inferiori nel confronto con i mercati azionari dei principali Paesi europei, nel nostro Paese ci siano notevoli margini per azioni e iniziative finalizzate alla crescita del listino.
Lo studio di Borsa Italiana evidenzia infatti come il bacino di società quotabili italiane sia ampio: le imprese non controllate da gruppi già quotati o da gruppi esteri che operano nei settori industriali e dei servizi non finanziari, idonee a una possibile quotazione (fatturato superiore a 50 milioni di euro, oltre 50 dipendenti e un margine operativo lordo positivo in almeno uno degli anni 1998, 1999 e 2000) sono 1.200, operano principalmente nell'industria (69,8% del totale), sono di piccole dimensioni (il 75,9% delle imprese fattura meno di 150 milioni di euro) e comprendono diversi casi di leadership all'interno dei distretti produttivi tipici del made in Italy (settori tessile, conciario, della ceramica, produzione di mobili, macchine industriali e gioielli).

Le regioni con un bacino di aziende quotabili più ricco sono Lombardia (389 società), Emilia Romagna (176), Piemonte (119), Veneto (181), Lazio (62) e Toscana (57).
La stima della capitalizzazione complessiva che queste società italiane apporterebbero al mercato quotandosi è nell'ordine di 200 miliardi di euro
.
La ripartizione del campione per capitalizzazione potenziale evidenzia l'esistenza di 35 società potenzialmente blue chips (capitalizzazione superiore a 800 milioni di euro); le rimanenti società sono mid e small caps, di cui 780 con capitalizzazione potenziale inferiore a 100 milioni di euro.
Il contributo complessivo alla capitalizzazione di mercato che deriverebbe dalla quotazione delle società individuate nel campione vede un apporto rilevante proveniente dai settori dei beni di consumo non ciclici (che include i settori alimentare, farmaceutico e l'health care) e dei servizi ciclici (vale a dire distribuzione, entertainment, media, trasporti e servizi di supporto) pari in entrambi i casi al 27,7%. Seguono i settori dei beni di consumo ciclici (che include automobili, prodotti per la casa e abbigliamento) e delle industrie di base con quote rispettivamente pari a 16,2% e 11,4%.
Scendendo nel dettaglio dei singoli settori, gli apporti più consistenti proverrebbero da quello dei prodotti per la casa e del tessile (15,0%, caratterizzato da un numero notevole di società di dimensioni medio-grandi, anche se una sola di dimensioni tali da rientrare nelle prime 10 posizioni della classifica) dalla farmaceutica e le biotecnologie (12,7%), dai trasporti (10,6%) e dall'alimentare (9,6%).

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Novembre: crescono i volumi di negoziazione in Borsa.
Nel mese di novembre il mercato azionario è stato caratterizzato da una crescita dei volumi di negoziazione e da una forte ripresa degli indici; gli scambi di azioni hanno fatto registrare i maggiori volumi dell'anno in corso, mentre quelli della fase after hours hanno raggiunto il nuovo massimo storico, con scambi per 942 milioni di euro.

Andamento degli indici
In novembre l'indice Mib è stato interessato da una forte ripresa che ha proseguito il trend ascendente avviato nella seconda metà di ottobre. La serie di sedute positive (15 contro 6 negative) ha portato l'indice a chiudere il mese a quota 18.522, con una crescita del 9,0% rispetto a fine ottobre. Si tratta della crescita più elevata su base mensile a partire dal febbraio 2000, periodo in cui furono raggiunti i massimi storici. Anche l'indice Numex del Nuovo Mercato ha evidenziato una performance mensile ampiamente positiva: +16,4%, che segue il +17,2% registrato in ottobre. Gli indici continui hanno evidenziato un andamento differenziato, con il Mib30 (+10,0%) più brillante del Mibtel (+8,6%). L'indice MibSTAR è cresciuto del 3,3%; rispetto a fine 2001 il MibSTAR continua a evidenziare un andamento migliore degli altri indici, con un calo del 3,6% a fronte del -16,7% del Mib e del -18,9% del Mib30.
Tutti i tre macrosettori hanno evidenziato un andamento mensile positivo: Finanziari +10,9%, Servizi +7,9% e Industriali +5,4%; su fine dicembre 2001 permangono performance negative e diversificate: Industriali -9,9%, Servizi -12,3%, Finanziari -23,7%. Tutti i principali settori (rappresentativi almeno dell'1% della capitalizzazione) hanno registrato variazioni mensili positive (in particolare evidenza Media-Editoriali +17,9% e Auto +16,9%), con l'eccezione di Tessili (-3,4%) e Immobiliari (-1,7%). Nei primi undici mesi del 2002 il solo a evidenziare una crescita è Impianti-Macchine (+14,8%), mentre continuano a risaltare le flessioni di Auto (-41,0%) e Assicurazioni (-30,0%).
La volatilità, in calo dai livelli elevati dei mesi precedenti, si è attestata al 21,3% per la Borsa (dove rimane sensibilmente più contenuta quella del segmento STAR, pari al 7,9%) e al 37,5% per il Nuovo Mercato.

Capitalizzazione e listino
Il recupero dei corsi azionari ha fatto crescere la capitalizzazione delle società nazionali quotate, passata da 460,6 miliardi di euro di fine ottobre a 501,3 (pari al 40,0% del Pil). Nel dettaglio la ripartizione dei mercati vede la Borsa a quota 489,1 miliardi di euro, il Nuovo Mercato a 7,7 e il Mercato Ristretto a 4,4.

In novembre il Mercato Ristretto è stato interessato da due variazioni del listino: il 1° è stata revocata la Banca di Credito Popolare di Siracusa (incorporata in Banca Antonveneta, quotata in Borsa); il 27 è stata ammessa alle negoziazioni la Cit Spa, a seguito dell'offerta pubblica di sottoscrizione effettuata tra il 14 e il 20, che ha portato alla raccolta di 18,4 milioni di euro. Nel corso del mese sono state inoltre annunciate le ammissioni a quotazione di Tenaris, Fiera Milano e Socotherm, destinate a essere realizzate in dicembre.
Le società quotate sono 293: 236 per la Borsa (di cui 5 estere), 45 per il Nuovo Mercato (1 estera) e 12 per il Mercato Ristretto.
A seguito di 172 ammissioni e 94 revoche, il numero degli strumenti quotati su MCW è salito da 5.450 a 5.528.

Per conoscere tutte le altre statistiche visita il sito di Borsa Italiana Clicca qui

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TIM adotta Codice Etico e Codice di Insider Dealing.
Il Consiglio di Amministrazione di TIM (Gruppo Telecom Italia), presieduto da Carlo Buora, riunitosi al termine della riunione assembleare, ha adottato il Codice Etico ed il Codice di Comportamento in materia di "insider dealing".
TIM ha fatto proprio ed adottato il Codice Etico del Gruppo Telecom Italia, ispirato anche ai principi in materia di diritti umani, ambiente e lavoro contenuti nel "Global Compact", promosso dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, al quale il Consiglio di Amministrazione di TIM ha deliberato di aderire. Il Codice Etico si colloca idealmente a monte dell'intero sistema di corporate governance e - come tale - riveste un'importanza basilare, in termini programmatici, quale corpus di principi per una conduzione degli affari eticamente orientata. Si tratta di un documento agile che reca l'indicazione chiara degli obiettivi e dei valori informatori dell'attivita' d'impresa, con riferimento ai principali stakeholders con i quali TIM e le societa' del Gruppo si trovano quotidianamente ad interagire: azionisti, mercato finanziario, clienti, comunita', personale.
Il Codice di Comportamento in materia di insider dealing e' stato redatto in ottemperanza alla disciplina recentemente introdotta da Borsa Italiana che, come noto, comporta per le societa' quotate un obbligo di disclosure periodico, a partire dal 1° gennaio 2003, circa le operazioni effettuate sugli strumenti finanziari quotati dell'emittente, delle sue controllate, da soggetti che possono accedere ad informazioni price sensitive. Rispetto alla disciplina di riferimento elaborata da Borsa Italiana, il documento si caratterizza nei seguenti profili qualificanti:
- flessibilita' nell'individuazione del novero delle persone assoggettate ad obbligo di disclosure, al fine di poter tener conto anche di situazioni contingenti di accesso alle informazioni riservate;
- estensione dell'obbligo di comunicazione alle operazioni effettuate su strumenti finanziari quotati emessi dalle societa' controllanti (oltre che dalle controllate);
- sensibile riduzione delle soglie quantitative di rilevanza delle operazioni da segnalare al mercato con periodicita' trimestrale (da 50.000 a 35.000 euro) ovvero, immediatamente all'atto dell'effettuazione (da 250.000 a 80.000 euro);
- estensione dell'obbligo di trasparenza agli atti di esercizio di stock options o di diritti di opzione nonche' a tutte le operazioni su strumenti finanziari emessi dall'emittente, dalle sue controllate e dalle societa' controllanti, quand'anche realizzate nell'ambito di rapporti di gestione su base individuale di portafogli di investimento, in cui il cliente rinunci alla facolta' di impartire istruzioni;
- previsione di "black-out periods", cioe' di periodi predeterminati durante i quali le persone soggette alle previsioni del Codice non possono compiere operazioni.
Il Codice di Comportamento prevede poi un sistema sanzionatorio di particolare rigore che, per Amministratori e Sindaci, contempla la possibilita' di proporre all'Assemblea la revoca dell'incarico. Il Codice di Comportamento entrera' in vigore dal 1° gennaio 2003.
Per conoscere ulteriori informazioni visita la sezione IR di Tim Clicca qui

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Dovrebbero i rappresentanti dei lavoratori sedere nei comitati di controllo delle società tedesche?
All'interno della terza conferenza sulla corporate governance, organizzata in Germania dalla DSW (un'associazione di azionisti tedesca), si è svolto un interessante dibattito sul tema della presenza dei rappresentati dei lavoratori all'interno degli organi che controllano l'operato dei consigli d'amministrazione delle società tedesche, secondo il sistema tedesco basato su un doppio livello di controllo.
Secondo Theodor Baums, direttore dell'Istituto di Diritto Bancario presso l'Università di Francoforte, allo stato attuale non ci sono studi che comprovino una correlazione tra performance aziendali e la presenza dei rappresentanti dei lavoratori all'interno degli organi di controllo. Uno studio condotto dallo stesso Baums sul tema, infatti, non è giunto ad alcuna conclusione. Sino al 2001 Baums ha presieduto la Commissione del Governo Federale Tedesco sulla corporate governance e sulla riforma del diritto societario.

Una delle problematiche connesse al tema in questione è che solo i lavoratori tedeschi possono eleggere i rappresentanti che siederanno nei comitati delle società quotate; questo nonostante molte quotate tedesche abbiano dipendenti sparsi in tutta Europa, come ad esempio la Deutsche Bank, che ha dipendenti anche a New York. Il dibattito è ancora fortemente incentrato sull'effettiva influenza della presenza dei lavoratori nei comitati di controllo sul processo decisionale delle società tedesche, potendo essa agevolarlo o ostacolarlo. Questo problema sta diventando una patata bollente per i politici che, secondo il managing director della DSW Jella Benner-Heinacher, non sono molto preparati sul tema.

Per approfondire l'argomento e conoscere gli altri temi della conferenza
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I risparmiatori inglesi criticano la trasparenza delle società quotate.
Secondo una ricerca condotta durante il mese di settembre su 456 investitori privati inglesi le quotate non risponderebbero ai bisogni informativi dei risparmiatori. La ricerca, che aveva l'obiettivo di verificare e si fosse ripristinata la fiducia dei risparmiatori nel mercato, è stata commissionata da ProShare, organizzazione indipendente che promuove la proprietà diffusa delle azioni e l'educazione finanziaria.
Diane Hay, chief executive di ProShare, ha commentato i risultati della ricerca dinanzi ad una platea di amministratori e ha spiegato che i risparmiatori sono sempre più preoccupati per la possibilità che scandali finanziari possano annidarsi anche nel mercato azionario inglese.
D'altro canto solo il 19% degli intervistati ha dichiarato di aver preso seriamente in considerazione di trasferire tutti i fondi azionari in fondi di altra categoria, mentre quasi il 60% non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di venderli del tutto. Rispetto ai recenti scandali finanziari, più del 50% li ritiene casi isolati, con un altro 24% che ritiene tali accadimenti improbabili nel Regno Unito. 
Si deve tuttavia sottolineare che tali risposte sono state date prima degli eventi che hanno riguardato le società inglesi My Travel e SFI Group.
Sono molti gli investitori privati che ritengono inaccessibili i bilanci annuali: del 60% degli investitori che accede sempre a tale tipologia di informazioni e del 13% che accede solo qualche volta, solo il 25% legge approfonditamente il rendiconto annuale e solo il41% ritiene che dai conti della società si possano ricavare tutte le informazioni utili per conoscere lo stato di salute di una società.

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Il Nuovo Mercato nel terzo Road Show punta sulla selezione.

Dopo tre anni dalla nascita, il listino inizia a mettere in evidenza i risulti positivi di alcune aziende: il 63% delle società interpellate ritiene che stia tornando positivo il mood degli istituzionali mentre sono sempre più chiare le specifiche motivazioni della recente crisi.

Milano, 19 Novembre 2002- Torna positivo il sentiment degli istituzionali su alcune aziende del Nuovo Mercato: è il parere del 63% delle società del NM intervistate da Investor-Relations.it (www.investor-relations.it), il primo consulente in Italia per servizi in investor relations on line, gestito dall’agenzia SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali. Investor-Relations.it/SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali ha sottoposto in questi giorni un questionario alle 45 società quotate al Nuovo Mercato per fare il punto della situazione su questo listino che presenterà mercoledì 20 novembre 2002 i suoi risultati alla comunità finanziaria radunata a Palazzo Mezzanotte. 

1)
L’aspetto che offre maggiori motivi di speranza per questo listino sono i numeri di alcune società che puntano sulla selezione per mettersi in evidenza: proprio la ‘Selezione’ è il fenomeno che il 65% delle società intervistate si aspetta per il 2003, mentre il 32% delle società punta su una maggiore presenza degli istituzionali, a scapito del mercato retail, troppo orientato a logiche speculative. “La selezione si fa sui numeri di fatturato abbinati a una crescita della solidità finanziaria” dice Valerio Casari, direttore finanziario di Esprinet, società distributrice di IT che ha visto crescere i ricavi consolidati nei primi nove mesi del 9% a circa 600 milioni di euro, a fronte di un mercato informatico cresciuto nello stesso periodo del solo 1,3% (fonte: Sirmi, ottobre 2002).
Anche per Nicola Fiore, IRM di Engineering è arrivato per il Nuovo Mercato il momento della selezione. 

Leonardo Pagni, amministratore delegato di CDC, anticipa il contenuto
della presentazione della società al Terzo Road Show: “I numeri su cui punteremo saranno essenzialmente quelli del piano industriale di Gruppo per il periodo 2003-2005 già presentato alla comunità finanziaria lo scorso 6 novembre. In particolare prevediamo ricavi in crescita del 20% annuo durante il periodo del piano grazie alla crescita delle quote di mercato nei segmenti della P.A. e delle PMI, con utili netti consolidati previsti a quota 10 mln di euro nel 2003 per arrivare a 15,5 mln di euro nel 2005. Due sono fondamentalmente gli obiettivi strategici che ci prefiggiamo: aumentare la quota di mercato del gruppo nel settore della microinformatica (hardware e software) italiana dal 7,3% del 2002 al 10,5% del 2005 e accrescere la capacità di generare valore per gli azionisti, misurata dallo sviluppo degli utili netti”.


“Vitaminic- dice Michaela Carboni, IRM di Vitaminic- pur in una difficile situazione di mercato, ha chiuso il terzo trimestre con una crescita dei ricavi rispetto allo scorso anno e un miglioramento del MOL, segnale che le iniziative avviate nell’esercizio 2001 stanno portando i loro benefici. Si pensi alla scelta della Società di focalizzare le proprie attività nell’area Servizi Business – e “mobile” –, in attesa che il settore della musica digitale esprima le sue potenzialità nel medio-lungo periodo, e all’introduzione dei servizi a pagamento per gli artisti, che rappresenta un ulteriore passo teso a diversificare il portafoglio di offerta di Vitaminic e monetizzare g li asset aziendali, per rispondere in maniera efficace alla difficile congiuntura”.

2-
La composizione azionaria delle società del NM è rimasta sostanzialmente invariata: in particolare il 55% comunica che la presenza di investitori retail è rimasta praticamente indentica a quella di inizio anno, per il 56% la presenza di investitori istituzionali è invariata o diminuita (22%):
"Il problema che stiamo riscontrando in questi tempi- dice Chiara Roncolini, IRM di Prima Industrie - è che non sempre chi è attivo sul Nuovo Mercato lo è a lungo termine e così spesso si ha una copertura delle società per alcuni mesi, poi essa si interrompe per riprendere magari un anno più tardi”.

3- C’è un problema specifico nella crisi che il Nuovo Mercato ha appena attraversato? Investor-Relations.it ha chiesto alle società del listino se la difficile convivenza dei capisaldi su cui è stato fondato il listino, l’elemento ‘High Growth’ (società ad alto tasso di crescita) e quello ‘High Tech’ (società operanti nell’ambito delle nuove tecnologie), è un problema che mina alla base la composizione del mercato oppure è un tema che non è stato compreso al meglio dalla comunità finanziaria. Oltre il 69% ritiene che non ci sia un problema nella composizione del mercato, ma, dice Roncolini di Prima Industrie, “Sicuramente sarebbe stato necessario un maggiore sforzo di comunicazione volto ad evidenziare l’eterogeneità della storia e del business delle società quotate al Nuovo Mercato”. 

Secondo Stefano Salbe IRM di Digital Bros, come conferma anche Cesare Parachini di Novuspharma (nella foto a sinistra), è tutt’ora eccessiva la presenza di investitori retail che non sempre conoscono bene la realtà in cui le società operano: questo dato è confermato anche dal 56% degli intervistati, che pensa che il mercato non abbia capito tutte le caratteristiche delle società del NM e le conseguenze che queste caratteristiche hanno nell’ottica dell’investimento azionario. 



Florance Delmas
, IRM di Datamat aggiunge un altro aspetto, ripreso da altre aziende intervistate: “Quello che ci ha penalizzato è il misunderstanding sul fatto che il Nuovo mercato fosse un mercato per business plan e start-up e questo, purtroppo, ha avuto un effetto molto negativo sull’immagine di molte aziende: Datamat ad esempio ha 30 anni di esperienza in Italia ed all’estero”. “In effetti- conferma Casari di Esprinet- questo problema è molto sentito da parte di società come la nostra che hanno optato per il Nuovo Mercato a causa del proprio elevato potenziale di sviluppo e non certo per il fatto di essere una “start-up” o una società “high-tech” pura. Noi operiamo invece in un comparto, la distribuzione di prodotti hardware e software, che esiste da molti anni ma che solo nell’ultimo decennio ha assistito ad una vera e propria esplosione nei tassi di crescita”.


Michele Bertacco
, responsabile della divisione e-pr di SEC che gestisce Investor-Relations.it, commenta così i dati raccolti: “Per convincere il mercato della bontà dell’investimento in un’azienda quotata al NM occorre presentare numeri convincenti e un’equity story che possa testimoniare la validità delle strategie societarie: alcune aziende- conclude Bertacco- stanno mettendo in evidenza queste caratteristiche e su di loro si fondano le possibilità del NM di ripartire con le proprie gambe. Anche la comunicazione al mercato dovrà seguire sempre di più una strategia di selezione, senza temere, quando possibile, il confronto con il mercato di riferimento”.

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Dal rapporto Winter sulla corporate governance un solo monito: seguire il leader.
Nello sforzo di incrementare gli standard di corporate governance e di diritto societario, la commissione di esperti di diritto societario, guidata dal professor Winter, ha consegnato alla Commissione Europea il rapporto con le proprie raccomandazioni. Frits Bolkestein, Commissario per il Mercato Interno, ha commentato la conclusione dei lavori della commissione Winter dicendo che l’Europa ha una grande opportunità prima di raggiungere nel 2005 l’integrazione del mercato dei capitali, quella di creare i migliori standard al mondo in materia di corporate governance. Commenti favorevoli ai risultati raggiunti dalla commissione Winter sono arrivati dall’inglese Investor Relations Society:  “Riteniamo essenziale per i nostri partner europei adottare gli elevati standard in materia di corporate governance che già esistono in Inghilterra e diamo il benvenuto al rapporto Winter che inizia a muovere i primi passi nella giusta direzione”.
Il rapporto ha delle grandi implicazioni nell’attività degli investor relations officer europei. Tra queste il fornire una descrizione coerente ed esaustiva, sia negli annual report sia sul sito societario, della corporate governance societaria.
Andrew Hawkins, direttore generale dell’Investor Relations Society (IRS), ha notato come quasi tutte le raccomandazioni riportate nel rapporto Winter sono già utilizzate in Inghilterra o in fase di studio da parte dei competenti organi del Governo. L’Inghilterra, infatti, si ritiene il leader mondiale in tema di corporate goverance.
Il comunicato dell’IRS, oltre alle felicitazioni per la conclusione dei lavori della commissione guidata da Jaap Winter, contiene l’invito a che si adottino il prima possibile le migliori regole europee in tema di corporate governance, soprattutto alla luce dell’attuale crisi dei mercati e della scarsa fiducia degli investitori.

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Il FSA indaga sulle operazioni di spinning.
Il Financial Service Authority sta indagando, come ha già fatto negli USA la National Association of Securities Dealers, sulle operazioni di spinning condotte dalle società quotate sul listino inglese.
L'Autorità di controllo del mercato inglese, infatti, ha già scritto alle società d'investimento londinesi, per ricevere informazioni sulle modalità in cui conducono le IPO e sulle procedure di spinning. Gli operatori 'interrogati' dal FSA dovranno fornire le loro risposte entro il 22 novembre.

Il FSA, con la lettera inviata agli operatori del mercato inglese, intende verificare quali sono state le principali operazioni di spinning e comprendere il funzionamento del sistema di controlli interni. Agli operatori, inoltre, è stato richiesto se vi sia la necessità di creare delle nuove norme per regolare la distribuzione delle IPO, onde prevenire possibili abusi.

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Harvey Pitt si confronta con la Comunità Europea.
Mentre l’Unione Europea richiede agli Stati Uniti un’esenzione dall’applicazione della Sarbanes-Oxley Act per le società europee, gli USA richiedono un ammorbidimento delle norme europee sui conglomerati finanziari.
Harvey Pitt, presidente della Securities and Exchange Commission, ha recentemente espresso le proprie preoccupazioni sugli extracosti che sarebbero costretti a sostenere i grossi gruppi finanziari per operare in Europa, se la Proposta di Direttiva in questione fosse approvata così com’è.
Per questa ragione Harvey Pitt sta cercando di avviare un confronto con i Commissari Europei, per giungere ad un reciproco accordo di ammorbidimento delle rispettiva regolamentazioni.
Nella video presentazione della conferenza, tenuta a Londra, del Financial Times sul tema della regolamentazione e integrazione dei mercati finanziari internazionali, Harvey Pitt ha dichiarato di comprendere che “La proposta di direttiva ha il nobile scopo di consentire un più prudente controllo dei conglomerati” ma nel contempo, non è possibile ignorare gli interrogativi che sono sorti, sia all’interno dell’organo di vigilanza americano si tra le società che potrebbero essere interessate all’applicazione della norma,,sul possibile impatto extraterritoriale, che potrebbe derivare dall’applicazione della direttiva in questione.
Allo stesso modo, ha spiegato Pitt, gli emittenti europei hanno contestato le norme USA che impongono la presenza di amministratori indipendenti all’interno dei comitati di controllo. Per venire incontro alle esigenze degli emittenti europei, la Securities and Exchange Commission ha invitato i soggetti interessati ( emittenti e loro advisor) a presentare commenti sulle norme che la SEC sta per  adottare: “Non possiamo promettere – ha detto Pitt - che il testo definitivo delle nuove regole recepirà tutte le vostre proposte, ma promettiamo di ascoltarle e valutarle attentamente’.
Harvey Pitt si aspetta che la stessa cosa sia fatta da parte delle Autorità europee, perché la cooperazione tra le varie autorità internazionali è fondamentale per la globalizzazione dei mercati.
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Nuovo Mercato e Investitori Istituzionali: gli americani scappano, svizzeri e francesi anche, gli italiani stanno a guardare.
Gli investitori istituzionali stanno allontanandosi dal Nuovo Mercato, dopo che, negli anni del boom della new economy, avevano a furor di popolo mostrato attenzione al listino high tech. Le prime ad allontanarsi sono state le case d’investimento statunitensi (JP Morgan e Merril Lynch in primis, ma anche Goldman Sachs), seguite poi da diverse case d’investimento europee (Julius Baer e Bnp Paribas tra le altre). Attualmente le italiane nella maggior parte dei casi stanno a guardare; Banca San Paolo Imi, ad esempio, sta mantenendo in diversi casi un coverage ‘light’, senza impegnarsi in studi approfonditi sul listino high tech milanese. E’ quanto emerge, in sintesi, della ricerca sulla presenza degli investitori istituzionali sul Nm condotta da Investor-Relations.it, il consulente di riferimento per le investor relations in Italia gestito dall’agenzia SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali (www.secrp.it). La ricerca (chiusa mercoledì 3 settembre) è stata svolta intervistando direttamente i responsabili IR delle 45 società del Nm, utilizzando anche le informazioni contenute sui siti istituzionali delle società e di Borsa Italiana.

Uno dei primi obiettivi delle società quotate in Borsa, in particolare per le small e medium cap, è quello di aumentare la copertura del titolo da parte delle case di investimento (in termine tecnico ‘coverage’): il report stilato dagli analisti è infatti il viatico migliore per attirare l’attenzione degli investitori istituzionali. L’alta volatilità e lo scarso flottante non sono gli unici due nodi che rendono difficoltosa la permanenza degli istituzionali sul Nuovo Mercato, attesi come ‘salvatori della patria’ dalle aziende high tech: sono anche e soprattutto le ‘performance’ poco convincenti che hanno fatto calare l’attenzione delle case di investimento e le richieste degli investitori (istituzionali e retail) verso le quotatate al Nm. Dalla ricerca risulta infatti che molti analisti hanno deciso di non seguire più molti titoli high tech italiani o diminuirne la copertura, selezionando solo alcune delle società quotate al Nm, tra le quali Tiscali, E.Biscom, Finmatica, Reply, Cairo Communication, Engineering, Esprinet e Mondo Tv. Pochi studi completi significano poche possibilità che gli istituzionali decidano di investire. Diverse aziende del Nm non hanno ricevuto nemmeno uno studio completo da case di investimento dal maggio di quest’anno (si tratta di BB Biotech, Chl, Digital Bros, Freedomland, Gandalf); altre hanno avuto solo 1 studio completo (Acotel, Art’è, Cad.it, Cto, Dmail, Eplanet, Inferentia, I.Net, It Way, Onbanca, Opengate, Poligrafica San Faustino, Prima Industrie e Vitaminic). Le società sulle quali, in controtendenza, sono stati fatti il maggior numero di studi sono Dataservice (9), Cairo Communication (8), Tiscali (7), Esprinet (7), Reply (6), Aisoftware (6), Txt (5), El.En (5).

Esprinet sta riscuotendo negli ultimi mesi un crescente interesse da parte delle case d’investimento (in sette hanno cominciato a seguire attivamente la società dopo la sua quotazione): Le case di investimento- dice Valerio Casari, cfo di Esprinet, società che riscuote sempre più  l’interesse degli operatori  contrariamente all’andamento delle aziende del Nm attive nel settore dell’information technology- si sono fatte più selettive, per cui ciò che fa la differenza ora sono i numeri e la solidità dell’azienda, che deve presentare al mercato un business model serio e comprovato, senza lanciarsi in promesse sul futuro, spesso aleatorie ”.

Così come Esprinet, anche Tiscali, Cad.it, Cairo Communication, ed Engineering risultano sempre più attivamente ‘coperte’, con dati in crescita dalle rispettive date di quotazione.  Tiscali, Finmatica e E.Biscom sono le società attualmente più seguite dalle case d’investimento, anche in ragione della loro elevata capitalizzazione, per la quale sono comunemente definite le ‘big cap’ del Nuovo Mercato.

Le case d’investimento italiane si stanno dimostrando sempre più restie a impegnarsi attivamente in studi approfonditi sulle quotate al Nm, se non in rari casi e per poche società. Molte di esse partecipano agli incontri con gli analisti, alle presentazioni, ma tutto si ferma lì. Attualmente Intermonte e Euromobiliare sono le società che più di altre hanno interrotto la copertura di molte aziende del Nm, seguono Imi e Caboto.

“C’é ancora una forte presenza di day trader nella nostra composizione azionaria, – commenta Alessandro Petazzi Ir manager di E.Biscom – ma vedo anche crescere l’interesse degli istituzionali italiani nei confronti di E.Biscom, lo conferma l’aumento della copertura delle case d’investimento della nostra penisola.

In controtendenza tra le case d’investimento italiane c’è Twice Sim, che sta cercando di coprire sempre più aziende del Nm. Investor-Relations.it/SEC ha cercato di capirne il motivo: “Twice – dice Fiorenzo Tagliabue, presidente di SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali- ha una forte presenza di pubblico retail tra i suoi clienti, con un gran numero di day trader molto attivi, e dall’altra parte una bassa presenza di istituzionali. I day trader sono ancora attratti dall’alta volatilità del Nm ed ecco il motivo del crescente coverage di Twice su questo listino”.

Diverse aziende intervistate, hanno addotto due cause alla fuga delle case di investimento Usa dal Nm. Innanzitutto la scelta di aziende a più alta capitalizzazione, che permettano quindi volumi di scambio maggiori, e, in secondo luogo, la decisione di ridurre il personale degli analisti, a seguito della forte crisi sofferta dalle case di investimento dovuta all’andamento dei mercati e agli eventi legati all’undici settembre.

La casa d’investimento che ha abbandonato il maggior numero di aziende del Nm è stata la svizzera Jiulius Baer: “Sul finire del 2000- dice Michele Bertacco, responsabile di Investor-Relations.it-, in anticipo sulle altre case d’investimento, Julius Baer ha pubblicato un report intitolato ‘Gold rush or Fools gold?’, letteralmente ‘La corsa all’oro o la corsa degli stupidi?. In questo lungo studio – continua Bertacco- molte delle società del Numtel allora quotate venivano analizzate secondo tre aspetti: i cv del management (in alcuni casi considerati ancora inesperti), il business model e la valutazione dell’azienda. Alcune aziende risultavano più interessate ad assecondare le aspettative sproporzionate del mercato piuttosto che a sviluppare coerentemente il core business ”.

Oggi le società quotate sul Nm- conclude Tagliabue di SEC- hanno scontato la fase euforica iniziale e sembrano in gran parte orientate al consolidamento della propria struttura, dopo avere recuperato la giusta percezione delle loro dimensioni. Lo stesso si può dire delle case d’investimento che, anche a seguito della diminuzione della domanda, saranno sempre più selettive, premiando le società che rispondono con i fatti ai dubbi e alle domande del mercato”.

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La Confindustria inglese si oppone al box-ticking.
La Confederation of British Industry (CBI), la Confindustria inglese, non approva la proposta avanzata dalla Securities and Exchange Commission di rendere obbligatorio per fondi comuni e altri investitori istituzionali la comunicazione delle proprie politiche di voto nelle assemblee delle società di cui detengono le azioni. Secondo Rod Armitage, capo della divisione affari societari presso la CBI, tale provvedimento non favorirebbe il corretto dialogo tra i principali azionisti e il management di una società. Tali commenti sono stati esaminati dalla Commissione americana di vigilanza sul mercato, nell’incontro da questa tenuto per decidere circa l’adozione della norma, che imporrebbe a tutti gli investitori istituzionali di comunicare le strategie e le politiche di voto nelle assemblee.
Il punto di vista della CBI evidenzia le diverse interpretazioni, in USA ed Europa, della best practice in materia. “La comunicazione tra management e i principali azionisti – ha riferito Armitage – è un elemento necessario in un sano ambiente societario. Non è qualcosa su cui si possa legiferare. Ed ora sono gli stessi manager che chiedono una maggiore comunicazione da parte degli individui che effettivamente possiedono l’azienda, i maggiori azionisti”.
Armitage ha anche detto che la presenza, negli incontri tra società e azionisti, di un investor relations officer può contribuire al miglioramento dei flussi comunicativi e ha indicato nella paura di incappare in violazioni della normativa sull’insider trading la causa della scarsa quantità e qualità della comunicazione finanziaria.
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Promosse le IR delle blue chip spagnole.
Le blue chip spagnole hanno superato, sebbene con un punteggio medio, l’indagine promossa da Financial Dynamics per valutare la qualità delle loro IR. Per la conduzione della ricerca Financial Dynamics (FD) ha esaminato le risposte di oltre 120 analisti.
Le componenti dell’Ibex35 sono state premiate nel 65% dei casi per la loro trasparenza e nel 35% per la qualità delle loro IR: i migliori punteggi sono stati riportati da Grupo Ferrovial, Indra, Banco Popular, Endesa e Inditex. Coloro che hanno risposto alla ricerca valutano come elementi indispensabili di un efficiente ufficio IR la tempestività, la disponibilità di dati e la facilità di contattare il management. I due terzi degli intervistati hanno incontrato il management più di 4 volte durante l’ultimo anno e questo dato è più alto di quello riscontrato, nelle precedenti ricerche, per l’Italia, la Francia e la Germania.
Resta il dato negativo, però, che le società dell’Ibex35 difettano nella comunicazione finanziaria online, il che conferma il trend riscontrato da Financial Dynamics (FD) anche negli altri paesi europei. Secondo Scott Fulton, managing director di FD, il dato risulta preoccupante “Non usare internet non è più una scelta per le società europee”, considerando la lontananza geografica dei loro pubblici di riferimento. E questa affermazione è confermata dal fatto che le società spagnole sono seguite da case d’investimento estere, dislocate prevalentemente a Londra.
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Amministratori non esecutivi: l’Inghilterra necessita di una riforma.
Dalle recenti consultazioni del governo inglese, sul ruolo degli amministratori non esecutivi, è emersa la necessità di attuare in tempi rapidi una riforma, per permettere alle società inglesi di adeguarsi in modo efficace alle crescenti esigenze in materia di corporate governance. Stuart Bell, direttore della ricerca presso Pensions & Investment Investment Research Consultants, ha evidenziato come questo sia “Il momento giusto per verificare se la struttura unitaria del management risenta dei segni del tempo. Stiamo ponendo maggiore attenzione sugli amministratori non esecutivi e abbiamo bisogno di capire se una separazione legale dei ruoli sia necessaria per creare due differenti ordini di board”. Attualmente, infatti, in base alla legge tutti gli amministratori sono uguali. Anche Secondo Mark Goyder del Center for Tomorrow’s Company, è indispensabile riformare profondamente la materia. Ma a cambiare devono essere le competenze degli amministratori non esecutivi e non la legge.
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Il settore Telecom? troppo reticente!
Secondo una recente indagine di PricewaterhouseCoopers, le società del settore delle telecomunicazioni non forniscono agli investitori molte informazioni di carattere non finanziario. 
Secondo i dati della ricerca il 75% degli amministratori contatti ritiene che il titolo sia sottovalutato, mentre il 50% degli investitori istituzionali e il 71% degli analisti crede che le società comunichino solo quanto dovuto, secondo le disposizioni di legge, o poco di più. 
Solo il 10% degli investitori e degli analisti ritiene che le società del settore stiano iniziando a comunicare con il mercato in modo attivo.
Rolf Meakin, partner di PwC, ha spiegato come gli investitori necessitino di una maggiore quantità di informazioni di carattere non finanziario, dato che 'Al momento le informazioni diffuse non permettono agli investitoridi comprendere pienamente il business e così la società non comunica il suo valore".
Gli analisti e gli investitori intervistati, hanno indicato il brand, le nuove tecnologie e lla ricerca e sviluppo come dati, regolarmente non comunicati dalle società, fondamentali per misurare le performance aziendali.
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Una Securities and Exchange Commission tutta europea? Troppe le difficoltà.
Manfred Gentz, CFO di DaimlerChrysler, in un'intervista su un quotidiano tedesco, ha evidenziato la necessità che anche l'Europa abbia un'unica Authority di vigilanza sui mercati, sul modello dell'americana SEC. Gentz, nella sua intervista, ha fatto notare come l'adozione delle regole IAS dal 2005 potrebbe non avere molto successo, proprio per la mancanza di un'unica autorità di vigilanza.
La Commissione Europea si è guardata bene dal rilasciare ogni dichiarazione su una SEC Europea, evidenziando come il mercato prediliga delle autorità nazionali, pur garantendo una cooperazione transfrontaliera. Gli argomenti di Gentz hanno trovato l'approvazione anche di Shervin Setareh, senior consultant di Deminor Rating, società specializzata nel campo della corporate governance. Setareh, infatti, ha dichiarato: "È una grande idea e sarebbe molto vantaggioso per gli investitori, che avrebbero una tutela comune in tutta Europa, sia in termini di trasparenza sia sotto l'aspetto delle regole contabili. Si tratta, però, di un progetto di lungo periodo, ma sicuramente è qualcosa su cui lavoreremo con impegno".
Setareh ha, comunque, elencato una serie di elementi che al momento impediscono la nascita di una SEC europea: regimi fiscali differenti, diversità dei diritti riconosciuti agli azionisti e regole di corporate governance non uniformi. "C'è una grande diversità tra i paesi europei - ha aggiunto Setareh - Avremmo bisogno di una più ampia base comune, per ottenere la quale sarà necessario un grande lavoro a livello giuridico".
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La FSA propone alcune modifiche ai regolamenti del London Stock Exchange.
La Financial Services Authority (F.S.A.), l'autorità inglese di vigilanza del mercato, ha proposto un'ampia serie di modifiche ai regolamenti del London Stock Exchange. Il documento emesso dalla FSA evidenzia cinque aree di particolare rilevanza: corporate governance, informativa societaria, diritti degli azionisti, informativa finanziaria ed il ruolo degli sponsor.
Andrew Hawkins, direttore generale dell'Investor Relations Society (IRS), ha dichiarato di approvare con convinzione le proposte di modifica dei regolamenti, in quanto la modernizzazione delle norme che stanno alla base del funzionamento dei mercati permetterà una semplificazione delle regole e consoliderà il primato del mercato inglese in Europa per la qualità della regolamentazione.
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Direttive europee sul prospetto informativo e sul reporting bocciate dagli investitori.
Un gruppo di investitori professionali, in una lettera a Frits Bolkestein, il Commissario per il Mercato Interno della Commissione Europea, ha criticato le proposte di direttiva della Commissione, su prospetti informativi e sistemi di reporting finanziario. L'International Corporate Governance Network (ICGN), i cui membri hanno in gestione patrimoni per circa 10 trilioni di euro, ha espresso le proprie preoccupazioni in merito alle proposte di direttiva sopra citate, in quanto esse potrebbero causare più danni che benefici.
Secondo l'ICGN, infatti, in alcuni mercati potrebbe esserci un minore grado di protezione degli azionisti e una corporate governance di qualità peggiore. Le critiche dell'ICGN non sono delle voci isolate: all'inizio del mese, infatti, uno dei principali gruppi di fund manager, Hermes, aveva preso un'iniziativa analoga presentando a Frits Bolkestein le proprie perplessità circa le due direttive. 
Secondo Peter Butler, ceo di Hermes Focus Funds ed ex segretario di ICGN, ha dichiarato "Le direttive ridurranno la tutela degli investitori e questo è il momento meno opportuno per farlo". ICGN ha proposto alla commissione di predisporre una più ampia serie di regole standard e di lasciare ai singoli Stati membri la possibilità di inasprire le norme di base. "Vogliamo avere una più alta qualità di regole nel tempo, e non una più bassa" ha detto Butler.
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Piazza Affari tenta il recupero, novità da Borsa Italiana per il codice di autodisciplina. I risultati di Tim e Art'é.
Mentre le Borse Europee cercano di continuare il recupero, verificatosi nel pomeriggio di ieri ma non sufficiente per tornare in territorio positivo,  mentre la fiducia degli investitori verso i meccanismi di controllo delle società è ai minimi storici dopo una serie di scandali finanziari negli Stati Uniti, in Italia il comitato per la corporate governance delle società quotate approva la modifica di un codice di autodisciplina del 1999, fissando regole più severe per amministratori indipendenti, controllo interno e operazioni con parti correlate.
Una nota di Borsa Italiana spiega che si consigliano "criteri più precisi per la valutazione, da parte di ciascun consiglio di amministrazione, dell'indipendenza dei propri membri", e che in particolare si raccomanda la presenza di un numero di consiglieri indipendenti tale da consentire la costituzione di un comitato per il controllo interno formato da loro soltanto.
Sul controllo interno "sono stati precisati i compiti e le responsabilità del consiglio (...) Inoltre, viene richiesto che il comitato per il controllo interno, composto da amministratori non esecutivi la maggioranza dei quali indipendenti, esamini in via preventiva i principi contabili utilizzati anche a livello di gruppo".
Semestrale Tim: mol +4,7%, ricavi +5,2%. 
Il consiglio di amministrazione di Tim ha approvato ieri sera i risultati preliminari del primo semestre che si chiude con ricavi consolidati in crescita del 5,2% a a 5,2 miliardi di euro e un Mol in aumento del 4,7% a 2,5 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo rende noto un comunicato della società.Dalla nota emergono i primi risultati del programma con un miglioramento dell'indebitamento netto del gruppo, mentre quest'ultimo peggiora a livello di capogruppo.
La nota spiega che il rapporto fra mol e ricavi è stato pari al 48% "sostanzialmente in linea con quello registrata nel primo semestre del 2001 (48,2%)".Sotto il profilo finanziario l'indebitamento netto, pari a 0,6 miliardi di euro, "migliora sensibilmente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno riducendosi di 1,3 miliardi di euro anche grazie ai proventi derivanti dalla cessione di Bouygues Telecom e Mobilkom Austria".
La trimestrale di Art'é, in linea con le previsioni.
Nel II trimestre il fatturato di Art'e' e' cresciuto del 6% a 9,8 mln di euro rispetto a un anno prima, in linea con le previsioni del management. La raccolta ordini stimata per il mese di luglio superera' i 5 mln di euro (+40% rispetto a un anno prima) confermando il trend di sviluppo che vede un obiettivo di fatturato per fine esercizio 2002 nell'ordine del 20%. Ok del cda al progetto di conferimento del 100% di Fmr in Art'e' e l'acquisto della partecipazione pari al 25,928% in Civita Servizi. 

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TECHNOLOGY DAY: IL GRUPPO TELECOM ITALIA CRESCE E ANTICIPA GLI OBIETTIVI DEL PIANO INDUSTRIALE GRAZIE ALLA PROPRIA LEADERSHIP TECNOLOGICA
Il Gruppo Telecom Italia ha incontrato nello scorso fine settimana la comunità finanziaria nazionale e internazionale per mostrare loro quegli strumenti e quei progetti tecnologici indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi fissati nel Piano Industriale e Finanziario. 
A fronte del target triennale 2002-2004 di 2 miliardi di euro di risparmi, annunciato dal Presidente Marco Tronchetti Provera il 14 febbraio scorso, il Gruppo conferma un simile impegno e sta lavorando per raggiungere già alla fine del primo anno, il 2002, la metà dell'obiettivo, con un'efficienza sui costi per circa 1 miliardo di euro.
I servizi innovativi punto di forza di TIM 
La centralità dell'offerta di servizi è il tema sul quale si confronta TIM. Il mercato della telefonia mobile, infatti, riflettendo quanto avviene anche all'estero, è sempre più guidato da questa tipologia di offerta. 
"TIM, - ha sottolineato Marco De Benedetti, amministratore delegato di TIM-, è riconosciuta nel mondo della telefonia mobile come leader tecnologico e come azienda sempre tesa all'innovazione: un valore di importanza fondamentale non solo per il mercato della telefonia mobile, ma per l'intera collettività". 
Questo ruolo di leader, è stato riconosciuto a TIM anche dalla GSM Association, che nell'ultimo incontro a Cannes ha attribuito all'azienda ben due premi per l'impulso dato allo sviluppo della trasmissione dati. "Il settore, -ha proseguito De Benedetti-, risulta oggi guidato dall'offerta di servizi, oltre che dalla tecnologia". "In pratica, è importante non tanto avere le foto sul GPRS o sull'UMTS, quanto poter scattare e inviare foto. E' questo che il mercato chiede, ed è questo che TIM, prima in Italia e tra i primissimi al mondo, è in grado di dare" .
I servizi legati alla messaggistica, come gli SMS e, da poche settimane, anche gli MMS (Multimedia Messaging Services) sono infatti quelli che più di altri spingono la domanda. 
Per quanto riguarda i contenuti dei servizi offerti, soggetti alle evoluzioni del mercato, in considerazione anche della diffusione dei telefonini di ultima generazione, TIM è fortemente focalizzata sull'intrattenimento (giochi, musica, cinema/tv) e sulle informazioni (sport, news, info-mobilità) per quanto riguarda il mercato consumer e sulle applicazioni di tipo mobile office per il business. sulle applicazioni di tipo mobile ice pl business mercato.
La diffusione degli MMS e di tutto il mercato dei dati porterà ulteriori benefici per TIM e rappresenterà uno dei driver di crescita più significativi dei ricavi da Servizi a Valore Aggiunto (VAS). 
La rete di Telecom Italia: consistenza attuale e programmi di sviluppo 
Telecom Italia Domestic Wireline prevede di investire nello sviluppo della Rete, per i prossimi tre anni (2002-2004) 6,7 miliardi di euro. Questi investimenti possono essere sostenuti solo da operatori a diretto contatto con la domanda, cioè del cliente, e ciò consente di mantenere l'elevato livello qualitativo del servizio di accesso e la possibilità di rispondere con efficacia alle richieste della clientela. 
Telecom Italia gestisce una rete di accesso per la "voce" con circa 22 milioni di linee telefoniche e 5,4 milioni di linee Isdn molte delle quali per la clientela residenziale. Gli accessi Dsl sono attualmente 500.000. Voce e Dsl si basano sulla rete di distribuzione tradizionale in rame che sviluppa oltre 100 milioni di chilometri di doppini in rame. La rete voce gestisce ogni anno circa 130 miliardi di minuti di traffico retail dei quali, il 72% "voce" e il 28% inerente collegamenti Internet in dial-up. 
Scarica la presentazione di De Benedetti

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L'Europa vuole recuperare la fiducia degli investitori.
La sfiducia degli investitori verso i mercati finanziari, seguita all'esplosione degli scandali di Enron, Worldcom e Vivendi, ha spinto i Governi di alcuni paesi europei a migliorare le regole di corporate governance e di trasparenza, con l'obiettivo non solo di recuperare la fiducia dei risparmiatori, ma anche di proteggere in modo efficace i loro diritti. 
In Spagna, il Ministro dell'Economia sta considerando l'ipotesi di nominare un gruppo di esperti per migliorare il codice di corporate governance attualmente in vigore e di creare delle norme ad hoc per analisti, auditors e consulenti. L'intento è di rendere obbligatori qui comportamenti volontari, che costituiscono una good practice. Tra le altre idee allo studio vi è quella di abbassare l'età di 'pensionamento' dei manager a 70 anni e quella di incentivare le società ad utilizzare l'International accounting Standards, che saranno obbligatori solo a partire dal 2005.
Anche la Francia si muove nella medesima direzione, e punta, oltre al miglioramento delle regole di corporate governance, a separare le attività di consulenza e di revisione.
Secondo Miguel Tembury, IRM di Endesa, le decisioni del governo spagnolo sono necessarie per recuperare la fiducia degli investitori verso i mercati finanziari e le società quotate, anche se esiste il rischio che le misure, che saranno presto adottate, siano troppo stringenti.
Per ulteriori particolari clicca qui

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La Fed alza le stime sulla crescita Usa nel 2002. GM: trimestrale sopra le attese. Novità da Lottomatica e Sai.
Il rapporto semestrale presentato dal Presidente Alan Greenspan alla commissione bancaria del Senato prevede un ritmo di accelerazione del Pil del 3,5-3,75% quest'anno, rispetto al 2,5-3% stimato in precedenza. Per il 2003 il pronostico e' invece del 3,5-4%."L'economia Usa - ha detto Greenspan - sta crescendo piu' velocemente rispetto a quanto avevamo previsto sei mesi fa".
General Motors intanto presenta risultati confortanti: piu' che raddoppiato il profitto per le attivita' auto. Considerando in dettaglio le divisioni del gruppo Usa, le attivita' nell'auto (Gm Automotive) hanno piu' che raddoppiato l'utile a 1,1 miliardi di dollari, da 410 milioni, mentre la produzione complessiva e' cresciuta quasi del 7%. La buona performance
in Nordamerica (piu' che raddoppiato l'utile a 1,2 miliardi nel secondo trimestre, +14% la produzione) e' stato pero' controbilanciato dalle perdite in Europa e America Latina.
Sempre nel secondo trimestre la quota del mercato Usa e' salita al 28,1% dal 27,3% un anno prima grazie al successo dei nuovi modelli e al continuo andamento positivo delle vendite nel segmento dei veicoli commerciali e dei Suv. Il mercato dell'auto Usa e' stimato da Gm intorno a 16 milioni di unita' quest'anno, una cifra analoga a quella che dovrebbe essere registrata nel 2003. Sempre nel secondo trimestre le attivita' europee di Gm (Gm Europe) hanno registrato perdite per 115 milioni, in calo comunque dal 'rosso' di 154 un anno prima grazie alla continua
riduzione dei costi strutturali, che ha in parte contribuito a coprire il calo di quasi il 7% della produzione. 
In Italia, il cda di Lottomatica approva la fusione in Tyche: "Il rapporto di cambio proposto per la fusione - spiega una nota - fa si' che la compagine azionaria di Tyche post fusione rispecchi quella di Lottomatica nel momento precedente all'operazione di incorporazione. Il rapporto di cambio prevede infatti l'assegnazione in concambio agli azionisti di Lottomatica diversi da Tyche di una azione Tyche del valore nominale di 1 euro ogni due azioni Lottomatica del valore nominale di 0,5 euro e l'annullamento senza concambio delle azioni di Lottomatica attualmente detenute da Tyche. Tyche, con effetto dalla data di efficacia della fusione, assumera' la denominazione 'Lottomatica', adottera' uno statuto pressoche' identico e trasferira' la propria sede in quella attuale della societa' romana.  L'operazione, che dovrebbe passare al vaglio degli azionisti di entrambe le societa' nel prossimo mese di settembre, ha come obiettivi primari l'accorciamento della catena di controllo, attraverso l'eliminazione di un livello intermedio tra gli azionisti di riferimento e la societa' operativa, e la creazione di un'unica societa' attiva nel settore di riferimento.
Movimenti importanti invece sul titolo Sai. In mattinata e' infatti stato trattato un pacchetto di 1,5 milioni di azioni, pari a circa il 2,4% del capitale ordinario della compagnia. Lo scambio e' avvenuto al prezzo unitario di 18,5 euro, circa l'1% inferiore ai prezzi correnti. Agli stessi valori la scorsa settimana era passato un pacchetto del 2,6%. Il controvalore complessivo dell'operazione e' di 27,75 milioni di euro.
 

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