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Interviste

Michele Bertacco, responsabile di Investor-Relations.it, intervista Nicola Fiore, IRM di Engineering.

 

Bertacco: “Il 25 novembre si è tenuto il 4° Road Show del Nuovo Mercato. Cosa pensa di questo evento? Ritiene che la partecipazione della business community alla ‘manifestazione’ sia stata significativa e attenta? È cresciuto, in termini di incontri one to one durante la manifestazione, l’interesse verso Engineering da parte degli operatori presenti? ”
Fiore:
“I numeri sulla partecipazione, diffusi dalla Borsa a conclusione della manifestazione, evidenziano in modo inequivocabile il successo dell’evento. Il roadshow è utile perché è un momento di sintesi nel quale si possono abbinare i numeri alle persone; se ci si incontra per la prima volta è l’occasione per avviare una relazione, altrimenti è un momento di verifica. Nel caso nostro caso posso dire che la comunità finanziaria ci ha riservato grande attenzione, sia durante la presentazione collettiva, nella quale erano esauriti anche i posti in piedi, sia per il numero di incontri singoli. Ho avuto modo di illustrare risultati e  prospettive a 10 operatori istituzionali e ieri sono tornato a Milano per incontrarne altri 5 che erano rimasti fuori dall’agenda.
Dal mio punto di vista, quindi, il giudizio è positivo, ma indipendentemente da questo non riesco a pensare ad un mercato che almeno una volta all’anno non si incontri per fare il punto della situazione. Credo anche che sia un momento atteso, al quale le aziende, se possono, riservano le notizie importanti".
 

Bertacco: “Il fallimento della prima società del Nuovo Mercato rappresenta un’occasione per fare selezione o costituisce soprattutto uno spauracchio per i risparmiatori?”
Fiore:
“E’ un tema delicato ma, prescindendo dai casi specifici, vale la pena ribadire che la selezione basata su buoni fondamentali dovrebbe sempre orientare l’investimento azionario. Lo spauracchio non serve a nessuno, né alle aziende, né ai risparmiatori. Oggi i  dati societari sono alla portata di tutti e quindi è più facile farsi un’idea dello stato di salute dell’azienda su cui si vuole puntare. Colgo l’occasione per promuovere alcune iniziative, come i bilanci on-line dell’AIAF, che aiutano a comparare le aziende tra di loro grazie uno schema univoco di riclassificazione. I bilanci riclassificati delle aziende che hanno aderito, e noi siamo stati tra i primi, sono sul sito AIAF gratuitamente a disposizione di chi li voglia consultare. In pillole, più razionalità e meno emotività a supporto dell’investimento".

Bertacco: “Quali sono le prospettive di Engineering per la chiusura dell’anno? Ci sono delle divergenze tra le previsioni degli analisti e quelle della società?” 
Fiore:
“Divergenze non credo, perché con gli analisti che ci seguono abbiamo sempre mantenuto un buon allineamento; lo testimoniano i rapporti di ricerca scritti di recente dopo l’ultima trimestrale che confermano quanto asserito".
Le prospettive del Gruppo Engineering per la chiusura dell’anno sono buone, nonostante il 2003 sia stato un anno di vacche magre nel settore dei servizi per l’Information Technology. Secondo Assinform nel primo semestre i ricavi del mercato sono diminuiti più del 6% e secondo IDC nell’ultima parte dell’anno c’è una ripresa di poco superiore all’1%, quindi si assiste ad un calo generalizzato del settore. I clienti non hanno investito e hanno ridotto le spese in tecnologia ricorrendo all’esternalizzazione, tanto è vero che nei nostri ricavi è cresciuta la percentuale derivante dall’ outsourcing. Per il 2004 si prevede una ripresa, ma i tassi di crescita degli anni passati sono da dimenticare, anche perché erano il frutto concomitante di tre fattori: l’euro, l’anno 2000 e Internet; tutti e tre assieme non potranno tornare.
In questo contesto Engineering ha rafforzato la sua posizione sui mercati emergenti, dapprima nella sanità e recentemente nelle utilities e nella consulenza per i settori energia e telecomunicazioni. Quest’anno è stata acquisita Neta che vanta una presenza capillare tra le ex municipalizzate ed è stata varata Business Integration Partners, tramite spin-off dalla Deloitte Consulting. E’ stata inoltre razionalizzata la struttura interna del Gruppo e sono state varate iniziative che, centralizzando la gestione dei costi, ne facilitino il contenimento.
A fine anno, quindi, registreremo complessivamente una crescita nei ricavi e con molta probabilità manterremo lo stesso livello di redditività dell’anno scorso che è stato un anno eccezionale.

Bertacco:
“Come giudica la qualità della comunicazione finanziaria delle società del Nuovo Mercato? Ci sono delle differenze nella comunicazione di queste ultime rispetto alle altre società del mercato ufficiale?”
Fiore:
“Non voglio dire una banalità, ma la qualità dipende molto dal budget che ciascuna azienda riserva alla comunicazione; quindi  più si sale nella dimensione e più cresce in media la qualità. A parte ciò, più che il mercato di appartenenza credo che conti la storia; più sono gli anni trascorsi da inizio quotazione, maggiore sarà la qualità della comunicazione cresciuta a seguito dell’esperienza acquisita. ”

Bertacco: “Quali sono gli strumenti che utilizza più frequentemente per comunicare con gli investitori?”
Fiore:
“Analizzando la composizione del nostro flottante, emerge la forte prevalenza degli investitori istituzionali che ne posseggono più dei due terzi; per questa ragione sfrutto ogni occasione che consenta il dialogo diretto con l’interlocutore. Lo faccio anche indipendentemente dalla struttura dell’azionariato, perché sono convinto che l’interazione sia la forma migliore per esporre un modello di business e, come dicevo all’inizio, per associare i numeri alle persone. Quest’anno ho partecipato in più occasioni ai roadshow in Italia e all’estero e mi è capitato di interloquire più volte con lo stesso analista o con lo stesso investitore. Già al secondo incontro la forma cede il passo alla sostanza; si va direttamente al cuore di ciò che nel periodo ha interessato l’azienda e si percepisce la preferenza al dialogo da parte di chi si ha di fronte.
Ovviamente Engineering non trascura l’investitore retail e cerca di raggiungerlo prevalentemente tramite due canali: il sito web e le ‘e-mail alert’, tramite i quali rende disponibili a tutti lo stesso patrimonio informativo.

 

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