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Interviste

Michele Bertacco, responsabile generale di Investor-Relations.it, intervista Jens Klint Hansen, Investor Relations Manager di Art’è.

Bertacco: “Art’è è una società attiva nel settore dell’arte, che è quotata in un mercato, come il Nuovo Mercato, costituito quasi prevalentemente da società attive nel settore High Tech. Quali sforzi sono stati necessari, al momento della quotazione, per spiegare il business della società alla business community? Come è percepita oggi la società, da analisti e investitori?”
 Hansen: “Durante l’IPO abbiamo organizzato un roadshow internazionale incontrando numerosi investitori per illustrare le caratteristiche peculiari del business model di Art’è: un business model unico capace di instaurare un rapporto diretto tra arte e cultura e i propri consumatori finali che ha generato una forte crescita sia in termini di fatturato che di profittabilità fin dalla costituzione della società nel 1992.
La società suscita interesse tra gli operatori, ed è dimostrato dalla copertura del titolo anche da parte di banche d’investimento internazionali che continuano ad attribuire ad Art’è giudizi positivi con un valore stimato in media superiore al doppio rispetto all’attuale. Art’è viene percepita come società High Growth, altra caratteristica distintiva delle società quotate sul nuovo mercato, con buoni fondamentali e cash generating. 


Bertacco: “Il terzo trimestre 2002 ha visto il fatturato e la raccolta ordini di Art’è in netta crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche la posizione finanziaria netta è risultata positiva per 15 milioni di euro, mentre i risultati reddituali hanno degli investimenti volti a sostenere il piano di crescita della società. Come è stata presentata questa situazione ad analisti e investitori istituzionali? Quali sono state le loro reazioni?

Hansen:
“La trasparenza e il continuo dialogo con il mercato hanno fatto sì che analisti e investitori comprendessero le strategie sottostanti gli investimenti che se da una parte hanno portato a tali risultati reddituali dall’altra hanno consentito un forte incremento degli ordini e quindi una crescita sostenibile per la società.
Tali investimenti già nel corso di questo secondo semestre hanno fatto registrare i ritorni attesi e per fine esercizio ci aspettiamo un ritorno alle consuete redditività.


Bertacco: “Il Nuovo Mercato ultimamente ha scontato un certo disinteresse degli operatori istituzionali, dovuto anche a fattori internazionali. In che modo cercate di incrementare l’interesse degli operatori sul titolo della vostra società? Come cercate di ‘differenziarvi’ dalle altre società High Tech, italiane e internazionali?”

Hansen:
“Lo strumento più efficace per incrementare l’interesse di investitori ed analisti è sicuramente l'incontro one-to-one grazie al quale si riesce a instaurare un rapporto tale da permettere la migliore comprensione del business e delle sue specificità. Creare rapporti continuativi è sicuramente il miglior modo di dialogare con il mercato. Art’è si distingue dalle società high tech quotate grazie ai suoi caratteri distintivi, alle prospettive di crescita e al basso profilo di rischi: la nostra società è una high growth company non high tech o internet company.
Dieci anni di risultati in crescita, la leadership in un mercato con enormi potenzialità e la solidità finanziaria dimostrata dalla capacità di generare flussi di cassa positivi sono le variabili principali su cui puntare per farci apprezzare dal mercato. Nel 2002 sono state concluse operazioni di finanza straordinaria che hanno contribuito a rafforzare le quote di mercato del Gruppo nell’editoria di pregio (3 player in Italia) che è complementare a quello dell’arte in cui già occupava una posizione di leadership.


Bertacco:
“Al Terzo Road Show del Nuovo Mercato, Borsa Italiana ha presentato le future proposte di modifiche regolamentari per le società che vogliono quotarsi al Nuovo Mercato. Le indicazioni, se diverranno norme, non sono applicabili in modo semplice dalle quotate attuali. Non si rischierebbe secondo Lei di creare un Nuovo Mercato diviso in società di serie A e B proprio in forza di queste modifiche?”
Hansen:
“Non sono le norme a differenziare le imprese ma i loro risultati: norme più severe per l’ammissione a quotazione possono garantire maggiormente gli investitori che tuttavia non potranno prescindere da un’attenta analisi delle peculiarità di ogni società. Art’è risponde già a tutti i requisiti richiesti dalle nuove regole in particolar modo quelli relativi all’adozione della corporate governance con l’adozione di un comitato di controllo interno e uno per la remunerazione oltre alla presenza all’interno del CdA di amministratori indipendenti.”

  
 

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