 |
Il manager dell'anno fa scuola
Sara Silano | 10/1/2008
Negli Stati Uniti, dove Morningstar fa analisi dei titoli azionari, è stato nominato come miglior amministratore delegato 2007 Robert Silberman. Ecco la sua lezione.
Robert Silberman è il manager dell'anno eletto da Morningstar negli Stati Uniti. Qualcuno potrebbe pensare a un Bill Gates in erba, a un giovane rampante dell'industria delle biotecnologie o a un magnate del petrolio. Niente di tutto questo. Mr Silberman fa scuola, o meglio corsi di istruzione per chi normalmente non vi ha accesso (minoranze, lavoratori, studenti con basso tasso di scolarizzazione).
Strayer education, società di cui è presidente e amministratore delegato, ha sede a Arlington in Virginia ed è quotata al Nasdaq dal 25 luglio 1996. L'anno scorso il titolo è salito del 64% e dal 2000 è aumentato di più di otto volte. Tra le principali aziende che operano nel settore e sono quotate è quella con i tassi di crescita dei profitti maggiore e i migliori margini operativi. Nel 2007 il numero degli iscritti si è incrementato del 16,5%, mentre molti dei concorrenti hanno registrato un declino. In tutto ha 51 campus negli Stati Uniti e fornisce programmi online in trenta Paesi a livello mondiale.
”E' difficile immaginare come una società che non è focalizzata sui profitti possa essere così redditizia, finché non si conosce Strayer education e il suo amministratore delegato”, dice Paul A. Larson, strategist azionario di Morningstar negli Stati Uniti. I dati di bilancio non bastano a spiegare il motivo per cui è stato nominato manager dell'anno. Aggiunge Larson: “Silberman ha creato un'azienda che mette al centro la qualità dell'istruzione, piuttosto che i risultati di breve termine. E la missione altruistica si è rivelata vincente nel lungo termine, offrendo generosi ritorni per gli investitori”.
Morningstar, che negli Stati Uniti fa analisi fondamentale sulle azioni e attribuisce un Rating, analogamente ai fondi, è convinta che Strayer abbia un considerevole vantaggio competitivo per le alte barriere normative all'ingresso di nuovi operatori nel settore, per la scarsa concorrenza e soprattutto il forte brand che la società ha costruito nel tempo, mantenendo elevati livelli di qualità in un'industria dove molti tendono a impacchettare corsi per gli studenti con l'unico obiettivo di riempire i posti disponibili nelle aule.
Ma c'è un altro fattore che ha reso definitiva la nomina di Silberman, la capacità di allineare gli interessi dell'azienda a quelli degli azionisti, quello che in termini tecnici si chiama “stewardship”. Come Warren Buffet, il manager non vuole che il capitale dell'azienda sia frammentato tra una molteplicità di azionisti, ma ricerca investitori che credano realmente nel progetto. Inoltre, la società ha scelto di non dare stock option ai dipendenti, ma le cosiddette restricted stock, che sono più vincolanti e li espongono, analogamente agli investitori, al rischio di ribasso. Infine, Silberman ha creato una struttura che evita conflitti tra gli interessi degli studenti e quelli dei vertici della società, grazie alla netta separazione tra la funzione accademica, che ha sempre l'ultima parola, e quella finanziaria.
Molto si potrebbe obiettare sull'istruzione a pagamento, che, quindi, è solo per chi se la può permettere, mentre il diritto allo studio è di tutti. Però, questa società è la prova che si può fare formazione di qualità e nello stesso tempo ottenere profitti e che gli interessi dei vertici aziendali non sono necessariamente in contrasto con quelli degli azionisti. In Italia, dove da un lato sono noti i mali della scuola e dall'altro le operazioni societarie talvolta scavalcano i piccoli investitori e i conflitti di interesse sono molteplici, forse qualche corso di ripetizione non farebbe male.
|