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a cura di Morningstar   


Etc per correre con le commodity
Marco Caprotti | 20/12/2007

Gli Exchange traded commodity permettono anche agli investitori privati di sfruttare i movimenti delle materie prime, ma con i vantaggi di un normale titolo azionario. Negli ultimi tre anni su questi strumenti sono arrivati 33 miliardi di dollari.

Prezzo del petrolio che arriva a sfiorare i 100 dollari al barile. Oro ai massimi degli ultimi 20 anni. Domanda di palladio in crescita per l'utilizzo nelle marmitte catalitiche. E, alla fine di tutto, la difficoltà per l'investitore privato ad investire in questi comparti. Per tali motivi la corsa delle commodity ha reso sempre più interessanti gli Exchange Traded Commodities (Etc): strumenti finanziari emessi a fronte dell'investimento diretto dell'emittente (Special Purpose Vehicle) in materie prime o in contratti derivati su materie prime. Con in aggiunta il vantaggio, così come gli Etf, di poter essere trattati come una qualsiasi azione. Magari per potersi proteggere dalla tempesta che sta attraversando i mercati.

“C'è stato un forte aumento della domanda globale di Etc, con un investimento di oltre 33 miliardi di dollari negli ultimi tre anni, di cui circa due terzi si sono diretti sui metalli preziosi”, spiega in una nota Nik Bienkowski, direttore Listing and Research di Etf Securities. “Diverse ricerche indipendenti dimostrano che la correlazione dei metalli preziosi con le azioni varia da bassa a negativa e, ciò che è importante, in momenti difficili questa correlazione resiste bene”.

Il prezzo degli Etc è legato direttamente o indirettamente all'andamento della commodity sottostante. Questi strumenti rispondono all'esigenza dei risparmiatori di poter prendere posizione su una singola materia prima, possibilità preclusa agli Etf che, in quanto fondi, devono garantire un certo grado di diversificazione per ragioni di natura regolamentare.

In particolare gli Etc fisici o physically-backed sono strumenti garantiti da materie prime depositate presso i caveau di una banca incaricata dall'emittente. Il loro valore, quindi, è strettamente legato all'andamento del prezzo spot della materia prima eventualmente convertito in euro nel caso in cui la valuta di negoziazione di quest'ultima sia diversa dalla divisa europea.

Gli Etc fisici consentono quindi agli investitori di ottenere un'esposizione simile a quella che potrebbero conseguire comprando e conservando autonomamente la materia prima fisica, ma con il vantaggio di evitare i rischi e i costi legati alla loro gestione (ad esempio l'immagazzinamento).

Gli Etc fisici, secondo gli operatori, rappresentano la scelta tecnica ottimale nel caso in cui la commodity sottostante abbia un elevato valore intrinseco, non sia deperibile e risulti facilmente stoccabile. Per questo motivo sono generalmente utilizzati per replicare la performance di metalli preziosi come oro, argento, platino e palladio e non di prodotti agricoli, metalli industriali o materie legate all'energia per i quali si pongono problemi di conservazione o di stoccaggio.



 
     

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