Materie prime per costruire un portafoglio
Marco Caprotti | 2007-09-27
Gli investitori stanno riscoprendo le commodity come mezzo per diversificare le scelte e aumentare i ritorni. Peter Fanconi, amministratore delegato di Harcourt Investments Consulting spiega quali sono i motivi e le strategie per utlizzarle.
Le commodity, complice la crisi dei mercati, stanno correndo. Ma come si investe nelle materie prime?
Ci sono due strade: o in maniera diretta comprando dei contratti future, o in maniera indiretta puntando sulle azioni o sugli Etc (Exchange Traded Commodtiy).
Perché le commodity sono interessanti per un investitore?
La scarsità di risorse naturali farà crescere inevitabilmente i prezzi. Le società quotate che lavorano in questo comparto, inoltre, hanno buone valutazioni. Basti pensare che il rapporto prezzo/utili, negli ultimi mesi è passato da 28 a 10,5. I guadagni di questi gruppi, inoltre non sono legati all'andamento macroeconomico. Questo permette di ottimizzare il rapporto fra rischio e rendimento di un portafoglio.
Quale scenario si presenta a chi vuole investire sulle commodity?
Partiamo dall'energia. Più della metà delle riserve sono state consumate. La domanda inoltre resterà alta. Secondo le nostre previsioni crescerà del 40% nei prossimi 25 anni. I prezzi, di conseguenza resteranno a livelli elevati.
Per quanto riguarda i metalli?
Faccio l'esempio del rame. Nel 2009 le società minerarie saranno in grado di coprire il 72% della domanda ed eventualmente di aumentarla di un altro 23%. Nel 2016, invece, potranno fare fronte al 46% delle richieste. La capacità in eccesso resterà ferma al 23%.
Due parole anche sui prodotti agricoli.
In questo caso bisogna tenere conto di alcuni fattori. Sta crescendo la domanda di fonti alternative di energia come l'etanolo, prodotti dal granoturco. Dall'altra parte si sta assistendo a un aumento del Pil mondiale che, di solito coincide con un aumento del consumo di carne. E i bovini vengono nutriti con derivati del granoturco e del mais.
Parliamo di azioni legate alle commodity. Perché sono interessanti, soprattutto per i risparmiatori?
Le azioni sono più semplici da trattare rispetto ai contratti future. Riprendiamo l'esempio dell'energia nella quale ci sono la maggior parte dei gruppi quotati. Il prezzo del petrolio dal 2002 è raddoppiato e cresce a ritmi del 15,6% all'anno. E proprio l'andamento del barile è la forza che spinge questo tipo di titoli. Non dimentichiamoci, inoltre che, nonostante l'indice Msci abbia raddoppiato il suo valore negli ultimi cinque anni, le azioni del comparto energetico, rispetto al 2002 sono tre volte meno care. Quando poi parliamo di società energetiche abbiamo a che fare con aziende dai solidi risultati finanziari.
Solo vantaggi quindi?
Un avvertimento è d'obbligo. Le commodity sono caratterizzate da un'alta volatilità. Noi le consigliamo a chi ha un obiettivo di investimento di lungo termine.
Ci spiega come ottimizzare un portafoglio utilizzando le materie prime?
Nel momento in cui si costruisce un portafoglio non bisognerebbe inserire materie prime. Dopo qualche mese si può iniziare a esporsi, con un 5%, sui diversi settori delle commodity. Questo permette di aumentare i ritorni. Poi si può passare al 10%. Se si vuole aumentare ancora, bisogna tenere conto che, contemporaneamente, crescerà il rapporto fra rischio e rendimento.