Borse del Sud America giù, ma l'economia va
Marco Caprotti | 2007-09-03
L'indice Msci dell'area perde il 2,5% in un mese, dopo un rialzo a tre cifre nell'ultimo triennio. Ma la situazione congiunturale continua a migliorare, creando nuove opportunità di investimento.
Bella, misteriosa, ricca di storia e risorse naturali. Ma soprattutto famosa per le sua instabilità politica. Sono queste le cose che vengono in mente pensando all'America latina. L'area tuttavia, secondo gli analisti, quando si parla di investimenti è un forziere pieno d'oro. Bisogna solo stare attenti a come si apre.
E' vero, nell'ultimo mese (fino al 31 agosto e calcolato in euro), complice la crisi dei mutui americani subprime, l'indice Msci della zona ha perso il 2,5% (al 3 settembre). Ma in tre anni ha guadagnato più del 212% contro il +42% fatto segnare dall'Msci World. La timida ripresa dei mercati di questi giorni, inoltre, sta facendo tornare l'appetito per gli asset più rischiosi quali sono ad esempio, le obbligazioni del Sudamerica. Nei giorni scorsi il rendimento del bond argentino trentennale denominato in dollari, a causa della grande richiesta, è sceso di 24 punti base. Merito anche dei segnali di ripresa arrivati dagli Usa a cui i vicini, almeno dal punto di vista finanziario, sono legati a doppio filo.
L'andamento a lungo termine dei listini, comunque, secondo gli operatori non è l'unico motivo per essere ottimisti. A luglio, per esempio, Standard&Poor's ha alzato le previsioni sul Messico alla luce della migliorata situazione debitoria del Paese. L'Argentina, che per anni, almeno dal punto di vista congiunturale, è stata considerata una specie di barzelletta, è riuscita a migliorare la sua fama con una crescita annuale che ormai supera l'8%. Il Brasile, l'economia più grande della regione, quest'anno, secondo le stime governative (confermate peraltro dalle maggiori istituzioni finanziarie internazionali) dovrebbe registrare un aumento del Prodotto interno lordo (Pil) del 4,33%. Il Pil del Perù, nel primo semestre dell'anno, secondo l'Istituto nazionale di Statistica, è cresciuto del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2006.
In questa situazione di generale miglioramento della situazione economica, spiegano gli analisti, si aprono nuove opportunità di investimento. Nuove, almeno, per quanto riguarda l'area. I Paesi dell'America latina sono sempre stati famosi soprattutto per le materie prime. Il clima di crescente ricchezza sta facendo aumentare la vendita di immobili e automobili con ricadute positive, per esempio sui gruppi assicurativi e, in genere, finanziari.
Dal punto di vista operativo, sottolineano, però gli analisti, l'area non è per investitori alle prime armi. Trattare direttamente in azioni latinoamericane è un lavoro che richiede esperienza per quanto riguarda la normativa fiscale dei singoli Paesi, regolamenti di Borsa e movimenti valutari. Tanto che anche i più scafati come gli Spread better (che scommettono sul risultato preciso di un indice in un determinato momento) preferiscono affidarsi a Etf (Exchange traded funds) che, peraltro sono molto più liquidi, per esempio, delle azioni di privilegio brasiliane (l'asset più trattato sulla piazza di San Paolo).
Senza contare che quando si parla di Sudamerica ci si riferisce a un mercato emergente in cui le condizioni economiche e politiche possono cambiare all'improvviso senza preavviso.