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Altre notizie - News dall'Europa

La IOSCO progetta un Project Team per gestire le conseguenze dell’11 settembre.

La IOSCO, dopo la riunione di Roma del 12 ottobre, ha annunciato la creazione di un Project Team per la gestione delle conseguenze dei tragici eventi dell’11 settembre. A guidare i lavori del Team sarà Michel Prada, presidente dell’autorità francese di vigilanza del mercato. Durante la conferenza si è discusso delle misure regolamentari adottate a seguito degli eventi dell’11 settembre e di come coordinare tali interventi: per quanto concerne tale punto si sono identificate tre aree per ulteriori indagini:
-Pianificazione dell’emergenza. La IOSCO, già come avvenne in occasione del millenium bag, intende esaminare tutti gli elementi essenziali dei piani di emergenza per i mercati, per gli operatori del mercato e le autorità di vigilanza, nonché l’eventuale adozione di provvedimenti atti a fronteggiare le anomalie del mercato.
-Maggiore cooperazione e scambio di informazioni. Per garantire un’effettiva cooperazione è necessario che le informazioni vengano scambiate tra tutte le autorità di vigilanza, a qualsiasi giurisdizione appartenenti e con la collaborazione di altre autorità (forze di polizia, autorità giudiziarie, ecc.). Finalità del Project Team sarà quello di verificare la volontà delle varie autorità di aderire a determinati standard di scambio delle informazioni.
Identificazione dei clienti. È di basilare importanza che le imprese d’investimento identifichino i loro clienti ai fini di perseguire più efficacemente i crimini finanziari; il Project Team si impegnerà a individuare gli elementi necessari per un efficace sistema di identificazione, tenendo in debito conto le implicazioni pratiche per l’industria del settore.
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Consiglio dei ministri economici e finanziari: oggetto dell’incontro  fondi pensione e abusi di mercato. 

Il Consiglio dei ministri economici e finanziari europei si è tenuto a Lussemburgo il 16 ottobre con la finalità di discutere alcune problematiche di rilievo, tra cui quelle inerenti al riciclaggio di denaro, ai fondi pensione e agli abusi di mercato. Tra coloro che sono intervenuti, il Commissario per il Mercato Interno, Bolkestein, ha espresso le sue profonde preoccupazioni in merito alla proposta di direttiva sui fondi pensione, presentata dalla Commissione un anno fa. Secondo Bolkestein la direttiva “assicurerebbe un elevato grado di protezione dei diritti dei futuri pensionati e, nel contempo, permetterebbe alle istituzioni di godere della libertà di sviluppare una consistente politica di investimenti”. Inoltre, ha continuato Bolkestein “Alla proposta é stata data massima priorità dal Consiglio Europeo di Lisbona e il Parlamento Europeo ha già dato la sua Opinione; ma ora, nel Consiglio dei Ministri, la Proposta sembra essersi arenata. Senza questa direttiva i futuri pensionati potrebbero ricevere un trattamento ingiusto”.
Per quanto concerne gli abusi di mercato, Bolkestein ha sottolineato la necessità che si raggiunga al più presto, prima della fine del 2001, un’intesa sulla proposta di direttiva che andrà a sostituire quella del 1989. La nuova direttiva, se sarà adottata, permetterà di perseguire una più ampia gamma di abusi e manipolazioni del mercato. Secondo il Commissario per il Mercato Interno “La direttiva permetterà non solo di incrementare la fiducia degli investitori, ma permetterà di contrastare anche i tentativi dei terroristi di lucrare guadagni attraverso la manipolazione dei mercati finanziari”.
Anche il CESR è convinto che l’adozione di tale direttiva sia la condizione basilare per contrastare efficacemente gli abusi di mercato, compresi quelli di potenziali terroristi.
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Pubblicata la ricerca dell'Economist sul rapporto CEO-CFO.

CFO Europe, mensile edito dal gruppo Economist, ha condotto recentemente una ricerca sui rapporti tra CEO e CFO. La ricerca è stata condotta selezionando i CEO da intervistare tra le aziende di maggiori dimensioni a livello europeo; più specificatamente sono state prescelte le aziende con un fatturato di almeno 500 milioni di euro e con sede in Svizzera, Germania, Francia, Inghilterra, Svezia e Spagna.
Le risposte degli intervistati hanno dimostrato che i CEO sono molto interessati a collaborare proattivamente con i CFO della propria azienda; il 65% dei CEO, infatti, preferisce scegliere personalmente i direttori finanziari, e, nella maggior parte dei casi, tra soggetti esterni all’azienda (63% degli intervistati). Molta importanza viene data, dai CEO, al feeling con il CFO: il 41% degli intervistati lo ritiene, infatti, un fattore ‘importante’ ed il 14% lo ritiene ‘cruciale’. Tali risposte trovano conferma nel fatto che il 71% dei CEO ritiene che il CFO sia la principale persona di fiducia all’interno della società e che il 63% ritiene che il CFO possa essere il proprio successore.
Elevata è la frequenza con cui i due manager intrattengono i propri rapporti: il 42% lo fa costantemente e il 24% giornalmente; elevato è anche il numero di CEO che prende in considerazione le opinioni dei propri CFO: il 65% degli intervistati ha dichiarato che ‘regolarmente’ cambia idea ascoltando i pareri dei direttori finanziari.
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Conferenza IIRF: al centro dell’attenzione Reg. F.D. e tutela degli azionisti
L’IIRF (International Investor Relations Federation) ha tenuto a Vienna, nei giorni 24 e 25 settembre, la sua 12° conferenza sul tema delle investor relations. Nel primo dei due giorni si intendeva raggruppare un gran numero di IRO, di service provider e di funzionari degli organi di regolamentazione dei mercati, ma la partecipazione dei professionisti del settore e l’umore generale della conferenza sono stati, inevitabilmente, influenzati dai tragici eventi di questi giorni e dalla presenza di Karl-Heinz Grasser, Ministro delle Finanze austriaco e membro del criticato Partito della Libertà.
Nella prima giornata al centro dell’attenzione è stata la Regulation F. D., considerata inefficace a garantire un incremento delle comunicazioni promananti dalle società quotate. A tal proposito Andrew Clearfield, amministratore delegato del fondo pensione statunitense TIAA-Cref, ha dichiarato “c’è la preoccupazione che la Regulation F.D. possa creare una situazione in cui ognuno è ‘ignorante’ in eguale misura”.
Si è anche discusso delle disposizioni europee in tema di disclosure (paragonate per gli effetti alla Regulation F.D.), della tendenza di alcuni mercati finanziari europei a fondersi, dell’assenza di una legislazione base che garantisca l’effettiva integrazione dei mercati finanziari nell’Unione Europea e delle problematiche relative alla community degli investor relations officer.
Nel secondo giorno si è trattato il tema della tutela degli azionisti, con l’intervento di Guy Wyser-Pratte, presidente della Wyser-Pratte & Co. Wyser vede straordinarie opportunità d’investimento in quelle società europee che, non avendo una buona corporate governance, sono valutate meno rispetto ad altre società similari. L’intento di Wyser è di fare degli investimenti proattivi accettando il valore dato dal mercato; per raggiungere tale obiettivo, ha detto Wyser, esistono due metodi: assumere quote di partecipazione nelle società per indurre il management a ristrutturare o citare il management in tribunale.
In Europa, ha detto Wyser, ci sono molte aziende trattate a sconto e molte che, in mano a gruppi familiari, difettano di correttezza nei confronti degli azionisti di minoranza: “Qualche volta ci imbattiamo nell’ostilità del management, così non vediamo possibilità di accordo e andiamo semplicemente avanti facendo quello che vogliamo.”
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L'integrazione dei mercati europei: una necessità sempre più vicina.
Il 13 settembre Frits Bolkestein, Commissario europeo per il Mercato Interno, è intervenuto a Roma dinanzi al gruppo di valutazione del Forum per gli affari economici e legali di USA ed Unione Europea. Nell'incontro si è discusso delle politiche da intraprendere per i mercati finanziari e il futuro sviluppo economico dell'Unione Europea. A Lisbona, lo scorso anno, il Consiglio Europeo aveva fissato un obiettivo molto ambizioso per l'Unione: diventare, entro il 2010, la 'locomotiva' dell'economia mondiale, il che implica essere più competitivi di Usa e Giappone. "Per raggiungere tale obiettivo ", ha riferito Bolkestein, "Gli Stati Membri non hanno molti strumenti macroeconomici: da quando è stato introdotto l'Euro, nel 1999, la politica monetaria dell'area Euro è stata affidata alla BCE. Inoltre, l'adozione, a Dublino, del Patto di Crescita e Stabilità non permette un ampio utilizzo dello strumento della politica fiscale. Diventa così essenziale spingere, da un punto di vista microeconomico, sulle riforme strutturali dell'offerta". Il Commissario europeo ha aggiunto che per raggiungere la piena integrazione dei mercati europei, è necessario operare dei cambiamenti, come ad esempio eliminare tutte le barriere agli investimenti oltre frontiera: solo attraverso una perfetta integrazione sarà possibile beneficiare del benessere economico per un lungo periodo. Qualche passo in avanti è già stato fatto: lo scorso autunno, infatti, è stata fatta dalla commissione una proposta di direttiva sui fondi pensione che attribuisce ai fund manager una maggiore libertà di scelta nella gestione dei fondi, senza pregiudicare la posizione dei beneficiari. La Commissione ha anche adottato una proposta di regolamento sull'applicazione in Europa degli International Accounting Standards; la proposta di regolamento, sulla quale secondo Bolkestein si potrebbe trovare un accordo entro la fine dell'anno, imporrebbe a tutte le società europee quotate di predisporre, a partire dal 2005, i prospetti contabili consolidati in base ai criteri previsti dagli IAS. Per garantire il successo nell'integrazione dei mercati finanziari europei c'è anche bisogno di un più efficiente sistema di regole: anche in questa direzione la Commissione ha preso delle iniziative istituendo due organismi: 'The European Securities Committee' e 'The Committee of European Securities Regulators, che si é riunito qualche giorno fa a Parigi per stilare il proprio statuto.
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