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Ritornano
gli istituzionali sul mercato
italiano, ma pochi studi per il Nuovo
Mercato.
Mentre
tra 2003 e 2004 aumenta il numero di
studi sul
Mib30, Midex, Star,
nel Nuovo Mercato si registra un calo di
circa l’11%
Milano,
maggio
2004 –
Segna il passo il Nuovo Mercato negli
interessi degli analisti, come dimostra
il calo di circa l’11% nel numero di
studi pubblicati dalle case
d’investimento. Situazione decisamente
migliore per gli altri segmenti del
mercato, dove l’incremento medio di
studi pubblicati è compreso tra il 52%
e il 58%.
Investor-Relations.it
(www.investor-relations.it),
il primo consulente in Italia per
servizi in investor relations on line
gestito dall’agenzia SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali,
ha condotto una ricerca che, utilizzando
i dati relativi agli studi societari
presenti sul sito di Borsa Italiana,
ha misurato il grado di interesse delle
case d’investimento verso le quotate
italiane del Mib30, Midex, Star e Nuovo
Mercato. La raccolta dei dati è
stata condotta tra il 15 marzo e il 15
aprile 2004. Nelle more della
conduzione della ricerca è avvenuta la
revisione degli indici, quindi alcune
società potrebbero ancora risultare in
un indice anziché in un altro. Questo
dato non inficia la validità della
ricerca, in quanto l’obiettivo
perseguito è stato quello di verificare
la variazione dell’interesse degli
operatori finanziari verso le società
quotate nei vari segmenti di Borsa.
La
crescita
del numero di studi pubblicati su tutte
le società del Mib
30 tra 2003 e 2002 è stata del 52,76%,
da 1393 a 2128. Il numero medio di studi
per società è stato di 69,87 nel 2003
e di 46,43 nel 2002. Al momento della
chiusura della ricerca (15 aprile 2004),
per l’80% delle società risultava
pubblicato almeno uno studio. La società
che ha registrato la maggiore crescita
è stata Edison,
che passando da 3 a 50 studi pubblicati
ha avuto un incremento del 1566,67%; a
seguire con un +313,04 troviamo Telecom
Italia, passata da 23 a 95 studi.
StMicroelectronics ha registrato un
incremento tra 2003 e 2002 del 102,63%,
che in valori assoluti si traduce in un
passaggio da 38 a 77 studi.
Da segnalare Enel, che con un balzo in avanti del 100% passa dai 70 studi del
2002 ai 140 del 2003.
Nel
Midex
il numero degli studi è passato da
620 a 981, con una crescita del 58,23%. Il numero medio di studi per società nel 2002
e 2003 è stato rispettivamente di 24,8
e 39,24. Solo il 56% delle società (80%
nel Mib30) ha avuto almeno uno studio
pubblicato nel 2004, entro la data di
chiusura della ricerca. La società che
ha visto crescere più di tutte il
numero di studi pubblicati è stata Lottomatica,
che con un +766,67% è passata da 3
(2002) a 26 studi (2003); grande
attenzione anche per Pirelli
& C. che passando da 4 a
18 studi pubblicati ha fatto
registrare un incremento del 350%. Buono
anche il risultato di Fondiaria-Sai,
passata da 10 a 38 studi, con un balzo
del 280%.
Positivo
il risultato del segmento Star, anche qui il numero di studi pubblicati è cresciuto,
passando da 407 a 620, con un incremento
del 52,33%.
Nello Star si nota un incremento del
numero medio di studi per società: 9,69
studi nel 2002 e 14,52 studi nel 2003.
Tra le società più seguite, Saeco Group, passata da 18 a 58 studi tra 2002 e 2003, ha segnato
un incremento del 222,22%. A seguire Navigazione
Montanari che con +160% è passata
da 5 a13 studi; incremento del 150% per
Banca pop. Etruria e Lazio, che con un +150% passa da 2 a 5 studi.
Il
Nuovo
Mercato fa eccezione rispetto alle
tendenze sin qui registrate e mette a
segno una riduzione degli studi
pubblicati tra 2002 e 2003 del 10,64%.
Il numero medio di studi per società si
attesta a 10,49 per il 2002 e a 9,37 per
il 2003. Tra le società sulle quali si
è concentrato il maggior interesse
degli analisti, c’é
Inferentia DNM, che passa da 1 a 4
studi, Chl,
Datalogic, Dmail, e Eplanet. Contribuiscono,
invece, al calo registrato nel listino
tecnologico Gandalf
(-100%), Cto (-66,67%), e Mondo TV
(-64,29%).
Nonostante
il calo degli studi, ci sono alcune
small cap che hanno fatto registrare
notevoli performance in Borsa durante il
2003. Tra le migliori spiccano i nomi di
Poligrafica
S.F. e Esprinet,
che, a fronte rispettivamente di un
–57,14% e –38,46% nel numero di
studi, hanno sovraperformato il mercato,
guadagnando in borsa il 104% l’una e l’87,6%
l’altra. Non male le performance
borsistiche 2003 di CDC (+52,81%), Cairo (+46,55%) e Stefanel (+45,08%), ognuna delle
quali aveva avuto un calo nel numero di
studi pubblicati rispettivamente pari
a –50%, -4,17% e -80%.
Sicuramente
se qualche analista avesse scommesso su
una di queste società, avrebbe fatto
fare affari d’oro al proprio cliente e
alla propria Sim. Purtroppo non sempre
si punta sulle società più performanti
ma si bada troppo spesso a garantire la
copertura delle società con più ampi
flottanti, per ammortizzare più
facilmente il costo della ricerca.
“La
ricerca –
commenta Fiorenzo Tagliabue,
presidente di SEC Relazioni Pubbliche e
Istituzionali – conferma
la poca attenzione degli analisti per
società a bassa capitalizzazione e con
scarsi volumi giornalieri: una research
su società di questo tipo non permette
ai clienti di operare con volumi
importanti, dando quindi poco indotto in
termini di commissioni: le case
d’investimento stanno per questo
allentando
l’impegno. Questo aspetto mette
in luce, da una parte, la non
sufficiente presenza di operatori
specializzati sui singoli settori,
dall’altra, il rischio delle case di
investimento di ‘perdere’ importanti
occasioni di investimento, viste le
ottime performance borsistiche
registrate da diverse mid/small cap a
Piazza Affari . Credo che le mid/small
cap dovrebbero potenziare le proprie
attività di comunicazione con gli
stakeholder, perseguendo l’obiettivo
di rafforzare il proprio marchio
finanziario e il proprio
posizionamento”.
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tutti i dati, clicca
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