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Analisti
e Investor Relations manager
d’accordo sulla divisione del
Nuovo Mercato.
Ottobre 2003 – Le
ipotesi avanzate nell’ultimo
mese e mezzo, sulla possibile
suddivisione interna tra le
aziende migliori e peggiori del
Nuovo Mercato, hanno incontrato
il parere favorevole della
maggioranza degli investor
relations manager e degli
analisti. In tal senso, infatti,
si sono espressi il 60% degli
IRM e il 52% degli analisti
contattati da
Investor-Relations.it. Molti
sono stati i giudizi negativi
sull’eccessiva e
ingiustificata volatilità, che
ha caratterizzato, durante il
mese di settembre, l’andamento
di alcuni titoli del listino
high tech. Gli analisti scelgono
E.Biscom, Mondo Tv ed Esprinet
come società che hanno sorpreso
più positivamente di altre per
i numeri, mentre gli IRM
scelgono Mondo tv, E.Biscom ed
Esprinet.
Investor-Relations.it
(www.investor-relations.it),
il primo consulente in Italia
per servizi in investor
relations on line, gestito
dall’agenzia SEC Relazioni
Pubbliche e Istituzionali, ha
sviluppato una ricerca
interpellando tutti gli IRM del
Nuovo Mercato e 40 analisti
attivi sullo stesso listino.
Obiettivo della ricerca è stato
quello di verificare le opinioni
sulle ipotesi di suddivisione
del listino tecnologico in due
gruppi.
Molto
condivisa da analisti e IRM,
dunque, è risultata l’ipotesi
di una divisione del Nuovo
Mercato in due gruppi di società,
tale da distinguere quelle che
hanno già vinto la loro
scommessa con il mercato da chi
ancora è alla ricerca della
‘formula’ vincente per
portare in utile i propri
bilanci. In tale direzione,
infatti, si è espresso il 60%
degli IRM e il 52% degli
analisti che hanno risposto al
questionario di
investor-Relations.it.
Per
quanto riguarda la tipologia dei
criteri da utilizzare per
effettuare tale suddivisione, il
33% delle preferenze degli IRM e
il 22% di quelle degli analisti
si sono concentrate sul
‘margine operativo lordo’
(MOL), molte preferenze sono
andate anche alla ‘crescita
del margine operativo’ (19%
delle preferenze espresse dagli
IRM e 20% di quelle degli
analisti). Il 22% delle
preferenze di entrambe le
categorie degli intervistati
sono andate alla ‘Posizione
finanziaria netta’, mentre la
crescita dei ‘cash flow’ ha
ricevuto il 22% delle preferenze
degli analisti e il 20% di
quelle degli IRM.
Non
certamente omogenee sono
risultate le opinioni degli
intervistati alla domanda che
chiedeva se, a parere del
rispondente, fosse già in atto
una
‘Selezione
Naturale’
delle migliori società
del listino tecnologico: il 65%
degli analisti e il 28% degli
IRM ha risposto affermativamente
alla domanda, mentre ha risposto
‘In parte’ il 64% degli IRM
e il 26% degli analisti.
Grande
maggioranza tra gli intervistati
(80% degli IRM e 74%
degli analisti) sugli effetti
negativi che l’ingiustificata
volatilità di un titolo (come
nel caso Poligrafica
San Faustino) può avere sul
Nuovo Mercato. Tra gli effetti
negativi più citatati il
rischio che il ‘Nuovo Mercato
diventi il regno degli
speculatori’, la ‘Perdita di
affidabilità del NM’ e la
possibilità di ‘perdere di
vista i fondamentali’.
Praticamente
nessuno degli analisti (92%)
ritiene utile l’inserimento
della regola del lotto
minimo. Tale percentuale
diviene notevolmente più bassa
considerando le risposte degli
IRM, il 52% dei quali ritiene
inutile l’inserimento di
questa regola, con un 26% che,
di contro, la ritiene utile e un
restante 20% che è dubbioso
sull’effettiva utilità.
Tra
le
cinque
società più positivamente
sorprendenti in
termini di risultati conseguiti,
analisti e IRM hanno citato le
seguenti:
Analisti
|
IRM
|
Società
|
Preferenze
|
Società
|
Preferenze
|
|
E.Biscom
|
12
|
Mondo
TV
|
15
|
|
Mondo
TV
|
10
|
E.Biscom
|
11
|
|
Esprinet
|
10
|
Esprinet
|
8
|
|
Tiscali
|
9
|
Tiscali
|
7
|
|
Engineering
|
6
|
Finmatica
|
6
|
“I
risultati della ricerca – commenta
Fiorenzo Tagliabue, presidente
di SEC Relazioni Pubbliche e
Istituzionali, seconda
agenzia italiana per fatturato
onorari nel mercato delle
relazioni pubbliche del nostro
Paese – confermano un
‘sentimento’ che già da
tempo aleggiava sui mercati. È
doveroso, infatti, premiare le
società che fanno utili e
distribuiscono dividendi o che,
comunque, presentano dei margini
in continuo miglioramento. È
inoltre apprezzabile che la
maggioranza degli intervistati
abbia preso una netta posizione
contro la volatilità non
supportata da notizie o
avvenimenti in grado di
giustificare le violente
variazioni dei prezzi. E’ a
nostro parere necessario un
salto di qualità nella
comunicazione finanziaria di
queste aziende per creare le
condizioni ideali all’ingresso
di un grande pubblico di
risparmiatori nel mercato”.
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