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Professione Investor Relations Manager. Mib30 e Nuovo Mercato:
il 2003 è l'anno della svolta
Le società quotate hanno nel responsabile delle relazioni con gli investitori il punto dove azienda e mercato s'incontrano quotidianamente: sta a lui spiegare al mercato le ragioni delle scelte aziendali e 'sostenere' ogni giorno il titolo, cercando di convincere analisti e gestori di fondi. Più spazio ai senior, maggiore preparazione nel campo dell'analisi finanziaria, crescente richiesta di professionisti capaci di parlare non solo con gli analisti ma anche con i gestori: sostenere il titolo richiede queste caratteristiche e i responsabili IR nel Mib30 e nel Nuovo Mercato devono averle. Per questo motivo, nel valutare la capacità aziendale di creare o, visto come va la Borsa, mantenere il valore, i risparmiatori devono tenere conto anche di chi sono i manager preposti alla difesa del titolo sul mercato.
Questa figura professionale, relativamente recente per la Borsa Italiana, ha dovuto aggiornare in poco tempo il proprio profilo per rispondere alle esigenze della comunità finanziaria. La crisi dei mercati ha coinvolto anche questa professionalità: una ricerca di Investor-Relations.it (www.investor-relations.it), il consulente di riferimento per le investor relations on line gestito da SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali, ha messo in luce chi sono e quali caratteristiche hanno gli Investor Relations Manager delle società del Mib30.
Il profilo dei responsabili IR del Mib30 ottenuto dall'indagine è questo:
l'IRM è un uomo (come risulta dal 79% delle società Mib30), con età media pari a 38 anni, Laurea in Economia e Commercio (71% dei casi), un Master in Analisi Finanziaria (60%) o Mba (20%). La professione risulta piuttosto giovane, gli anni di esperienza sono mediamente 4: i due più esperti hanno 8 anni di attività di IRM alle spalle, si tratta
Alberto Borgia (Olivetti, ex IRM di
Telecom, ex Pirelli) e
Larry Kay (IRM di Capitalia, ex
Telecom).
Al Nuovo Mercato, al responsabile IR è spesso demandata anche la carica di direttore finanziario o controller (nel 40% dei casi): l'IR Manager sul listino high tech milanese è di sesso maschile (76%) con un'età media di 37 anni, laureato in discipline economiche (84%). Tra le donne, spiccano per
maggiore esperienza i nomi di Michaela Carboni
(Vitaminic), Florance Delmas (Datamat) e
Paola Burzi (nella foto a
sinistra)
(Finmatica), tra gli uomini
Valerio Casari (Esprinet).
Tutte le società Mib30 sono dotate di un team espressamente dedicato alle relazioni con gli investitori. Dalle interviste con i responsabili investor relations tenute da
SEC/Investor-Relations.it, risulta sempre più evidente che questa professione si trova attualmente in un passaggio-chiave. La crisi del mercato ha portato le case d'investimento a ridurre i ranghi, mantenendo per lo più gli analisti
'senior'. Le ricerche degli analisti 'sell side' (riconoscibili dalle valutazioni
'buy' o 'sell' che ogni giorno leggiamo sui giornali) hanno perso molta della credibilità che avevano negli anni della bolla speculativa. Gli IRM devono sempre più saper parlare con i gestori di fondi e con gli analisti
'buy side', poiché le ricerche sviluppate da questi ultimi possono portare i gestori
con maggiore probabilità all'acquisto del titolo: "Il mercato-
dice Valeria
Leone (nella foto), IRM di Tim, una delle poche donne-manager tra le IR del Mib30- dopo la bolla chiede un contatto istituzionale con l'azienda che abbia un'approfondita conoscenza del business e che sappia confrontarsi sui trend emergenti del mercato e sui driver di valore".
Oltre alla laurea, in molti casi è risultato utile un master in finanza (60% dei casi), se non un MBA (è il caso, tra gli altri, di
Tom Lucassen, Banca Popolare di Verona e Novara,
Luca Torchia (nella foto) ,
Enel, e
Cristina Finocchi, Fineco). Dopo il master, il responsabile investor relations passa attraverso l'analisi finanziaria o la pianificazione e controllo. Le competenze richieste non sono solo quelle di analista finanziario: "Inizialmente si trattava di semplice comunicazione finanziaria- dice
Fabio Massimo Storer, IRM di
Bnl-, ora si richiedono competenze in area giuridico legale sul tema dell'informativa societaria e della corporate
governance".
Quali sono le prospettive di questa così delicata professione?
Alberto Borgia, uno dei più esperti IRM in circolazione (non a caso Tronchetti Provera gli ha affidato le IR in Telecom dopo un analogo incarico in Pirelli e ora lo ha fatto passare in
Olivetti per un importante incarico) presenta la possibile evoluzione: 'La funzione IR è nata per un'esigenza di più continui rapporti con gli azionisti. Si è poi evoluta seguendo i modelli degli analisti, ora la vedo migrare verso persone più senior con una maggiore specializzazione verso analisti e investitori. Il 2003 sarà un anno decisivo- conclude
Borgia-, visti i tagli dei broker sugli analisti: é la prima crisi in cui la funzione IR si trova, ne uscirà purgata ma più strutturata, perché dovrà metterre in evidenza i punti di forza dell'azienda rispetto al suo mercato di riferimento".
La presenza di un responsabile investor relations preparato è sempre più un aspetto strategico: "La trasparenza informativa- dice Fiorenzo
Tagliabue, presidente di SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali- passa sempre di più attraverso questi professionisti: la decisione di Borsa Italiana di rendere necessaria la presenza di un IR Manager, come è nel caso ad esempio delle società presenti sul segmento STAR, rende ancora più evidente l'importanza che questa figura va sempre più acquistando sul mercato finanziario".
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