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Michele Bertacco, ceo di Investor-Relations.it, intervista Claudia Carloni, consulente per le Investor Relations presso la merchant bank Livolsi & Partners.
[...segue da pag. La_notizia.htm]

Bertacco: "Gli analisti e gli investitori istituzionali hanno atteggiamenti diversi quando hanno a che fare con un consulente esterno per le IR rispetto a quelli tenuti verso professionisti interni all'azienda?"
Carloni:"Con gli analisti direi di no. Anche perché, come dicevo, sono io a contattarli per sollecitare il coverage e quindi il rapporto diretto si instaura da subito, lo stesso tipo di rapporto che avevo quando ero all'interno della società. Forse gli investitori sono inizialmente poco inclini a rivolgersi al consulente, ma, una volta verificato che il rapporto non è di quelli superficiali ma che il consulente è al di dentro dei fatti aziendali ed ha la piena fiducia del management, allora il rapporto migliora. In generale poi direi che apprezzano molto la disponibilità e la reperibilità. Se l'IR Manager della società e' ad esempio il CFO o l'AD, è molto facile non riuscire a contattarlo telefonicamente perché in riunione o fuori sede, mentre possono chiamare me praticamente 24 ore su 24".

Bertacco: "Quali sono le qualità che deve possedere un consulente esterno per le IR?" 
Carloni: "Bella presenza..NO scherzo! Deve avere le stesse qualità di un Investor Relations Manager: ovviamente una predisposizione alla comunicazione; capacità analitica, per poter collaborare bene con gli analisti e strutturare delle richieste appropriate alle funzioni interne; delle doti di mediatore, per far comprendere tanto le ragioni del mercato ai managers della società quanto quelle della società quotata agli analisti o agli investitori; buona dose di pazienza e altrettanta di determinazione... spiegando e rispiegando, si arriva al traguardo".

Bertacco: "La Borsa in Italia non si è ancora trovata di fronte a casi Enron nostrani. Ritiene che il nostro mercato sia più trasparente e corretto nella comunicazione dei dati finanziari oppure considera probabile un caso Enron italiano?"
Carloni: "Guardi, mi era sempre stato insegnato che il mercato americano era il benchmark, il mercato trasparente e corretto per eccellenza…Mi è crollato un mito! Finora il sistema italiano ha tenuto, pur con le sue lacune. E' stata spesso rivolta a certi imprenditori italiani la critica di tenere in poca considerazione il mercato, di comportarsi come se non si fossero mai quotati, d'avere scarsa attenzione all'informazione…invece, magari, semplicemente non erano ossessionati di deludere i target fissati dagli analisti, dell'ebit sempre in crescita, la politica del dividendo ecc.. chissà, magari questi sono gli imprenditori o i manager che hanno saputo fare il loro mestiere, è solo mancato un bravo Investor Relation Manager capace di far comprendere le reciproche ragioni, dell'impresa e del mercato.. Comunque mi pare che ora questa figura professionale stia assumendo il giusto peso nelle società quotate italiane ".

 
     

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