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IPO
dal 2001: più positivi che negativi i risultati in
Borsa,
ma
le ricerche dei broker preferiscono l’ottimismo.
Una
ricerca di Investor-Relations.it/SEC Relazioni
Pubbliche e Istituzionali sulle ipo: come sono
andate a Piazza Affari e cosa hanno detto i broker.
Il
97% dei giudizi espressi dalle case d’investimento
sulle
ipo, negli ultimi tre anni, esprime una valutazione
positiva o neutrale
ma
la
storia
in Borsa è spesso diversa
Milano,
giugno 2004
–
Non sono molte le società che, dal luglio 2001 al
20 giugno 2004, si sono quotate a Piazza Affari:
mentre alcune hanno visto crescere il loro titolo
rispetto al prezzo di ipo, altre hanno perso valore
borsistico. Nella ricerca condotta da
Investor-Relations.it, emerge che le case
d’investimento in alcuni casi sono state in grado
di ‘prevedere’ gli andamenti delle azioni, ma in
diversi altri sono risultate molto più
‘ottimiste’ rispetto ai risultati effettivamente
conseguiti in Borsa.
Investor-Relations.it
(www.investor-relations.it),
il primo consulente in Italia per servizi in
investor relations on line gestito dall’agenzia SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali, ha condotto
un’indagine che confronta l’andamento a Piazza
Affari delle ipo degli ultimi 3 anni con i giudizi
che i broker hanno emesso su queste società dal
2001 al 21 giugno 2004. Sono state considerate
quindi le ricerche delle case d’investimento
presenti sul sito di Borsa Italiana (www.borsaitalia.it).
La raccolta dei dati è stata condotta tra l’11 e
il 21 giugno 2004 considerando 499 studi.
Nell’analisi
dei dati sono state operate delle semplificazioni,
ai fini della più efficace presentazione dei
risultati: innanzitutto sono stati considerati
soltanto gli studi che propongono un giudizio
sintetico sulla società, in secondo luogo, per
ovviare alle differenze esistenti nei rating
assegnati dalle diverse case di investimento, sono
stati accorpati alcuni giudizi analoghi sotto
un’unica voce: è il caso di ‘accumulate’, che
contiene al suo interno ‘add’ e di
‘interessante’ e ‘molto interessante’
assimilati a ‘buy’.
Confrontando
il prezzo d’ipo con il prezzo di riferimento di
venerdì 11 giugno, si nota che 10 società su 15
(67%) hanno ottenuto delle performance positive:
Esprinet (la migliore ipo degli ultimi tre anni con
+74,43% dal prezzo di collocamento), Socotherm
(+64,03%), Lottomatica, Hera, Fiera Milano, Meta,
Snam R.G., Pirelli & C. RE, Trevisan e ASM
Brescia. Le 5
società che, invece, hanno fatto registrare
performance negative sono state Astaldi (-5,35%),
Isagro (-17,50%), Negri Bossi (-17,79%), Banca Ifis
(-18,43%) e Juventus F.C (-56,41%). Dall’analisi
dei dati raccolti è stato possibile individuare tre
macrocategorie di giudizi assegnati alle società:
il 76% degli studi esprime valutazioni positive,
considerando all’interno di questa categoria i
giudizi ‘buy’ (46%), ‘ouptperform’ (16%),
‘accumulate’ (13%), e ‘overweight’ (1%).
Il 21% dei rating, invece, esprime un
giudizio neutrale,
costituito dai giudizi ‘neutral’ (10%),
‘hold’ (9%) e ‘market perform’ (2%).
Le
valutazioni negative risultano essere di gran lunga
inferiori: si contano, infatti solo 6 ‘Sell’,
5 ‘underperform’, 2 ‘underweight’ e 2 ‘reduce’,
per un totale percentuale del 3%. I giudizi negativi
sono stati assegnati soltanto da alcune case di
investimento:, i 6 ‘sell’ sono stati assegnati
da Merrill Lynch (5 a Snam Rete Gas e 1 a Pirelli),
i 5 ‘underperform’ da Centrosim a Snam e i 2
‘reduce’ rispettivamente da Banca Akros a Snam e
da Banca Imi a Pirelli & C. Real Estate.
Le
ipo che negli ultimi tre anni hanno avuto le performance
migliori sono Esprinet e Socotherm. I 26 studi
realizzati dalle case di investimento su Esprinet
esprimono giudizi del tutto positivi, in particolare
25 risultano ‘buy’ (96%) e 1 ‘outperform‘
(4%). Anche per quanto riguarda Socotherm,
le case di investimento sono state ragionevolmente
ottimiste: su 17 studi analizzati 10 hanno espresso
un ‘buy’ (59%), 6 un ‘outperform’ (35%) e 1
un ‘accumulate’ (6%). In questi due casi,
dunque, le case di investimento sono risultate
lungimiranti, avendo giudicato correttamente le
possibilità di crescita delle società in
questione.
Non
si può dire lo stesso nel caso della Juventus
F.C., la cui performance è risultata di gran
lunga inferiore
alle aspettative (-56,41% dal prezzo di
collocamento). Le previsioni delle case di
investimento, invece, erano molto più ottimistiche
di ciò che effettivamente si è verificato: tutti
gli 11 studi analizzati, infatti, hanno riportato un
giudizio positivo sul titolo (‘buy’). Ciò
dimostra la necessità di un atteggiamento di
prudenza rispetto alle valutazioni di alcune case di
investimento, spesso eccessivamente ottimistiche
rispetto alla realtà dei fatti.
La
società che ha ricevuto l’attenzione maggiore
dalle case di investimento è Snam
R.G, per la quale sono stati rilevati 205 studi.
Di questi, 62 hanno espresso un ‘buy’ (30%), 36
un ‘outperform ‘ (18%), 29 un ‘neutral’
(14%), 21 un ‘hold’ (10%), 32 un
‘accumulate’ (17%), 9 un ‘market perform
‘(4%), 5 un Underperform (2%), 5 un Sell (2%),
mentre i giudizi ‘overweight’, ‘underweight e
‘reduce’, hanno avuto ognuna un risultato pari
all’1%. A questi giudizi, per la maggior parte
positivi, ha fatto seguito una buona performance
della società (+25,93%).
“L’indagine-
commenta Fiorenzo
Tagliabue, presidente di SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali, seconda
agenzia italiana per fatturato onorari nel mercato
delle relazioni pubbliche del nostro Paese –se
da una parte offre risultati in larga misura
confortanti circa la capacità di previsione dei
broker sulle ipo, dall’altra sottolinea la
necessità che i risparmiatori utilizzino queste
ricerche come una delle fonti di informazione per
valutare le società, utilizzando anche tutti gli
altri mezzi a disposizione delle società per
informarsi al meglio”.
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