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Lo
S&PMib batte lo Star per numero di indipendenti.
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Scarsa
la presenza femminile nei cda: è del 2,90%
nelle società dello S&PMib e del 4,77%
in quelle dello Star.
I consigli di amministrazione
delle società incluse negli indici S&PMib e
Star sono composti in media rispettivamente da circa
14 e 10 membri, con una rappresentanza di
amministratori indipendenti pari al 46,00% per il
primo e al 35,90% per il secondo. Molto deludenti i
dati relativi alla presenza di donne nei consigli di
amministrazione: sono solo il 2,90% (16 membri su
550) nello S&PMib ed il 4,77%(21 membri su 440)
nello Star. Soltanto il 2,43% del totale degli
amministraotri indipendenti è una donna, con una
maggiore concentrazione nello S&PMib (2,77%)
rispetto allo Star (1,89%). Delle 37 presenze
femminili (S&PMib + Star) 6 sono attribuibili a
2 donne: Jonella
Ligresti, presente in Capitalia, Mediobanca e
RCS Mediagroup, e Marina Berlusconi, presente in
Mediaset, Mediolanum, Mondadori.
Investor-Relations.it
(www.investor-relations.it),
il primo consulente in Italia per servizi in
investor relations on line, gestito dall’agenzia SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali, ha
sviluppato una ricerca sulle 86 società incluse
negli indici S&PMib e MibStar, chiusa il 2
febbraio 2005, al fine di verificare il rispetto del
Codice di Corporate Governance nel punto in cui
prevede la presenza di un congruo numero di
amministratori indipendenti. Per verificare il grado
di ‘indipendenza’ dei cda delle società del
Mib30, Investor-Relations.it si è basato sui dati
più recenti presenti nei siti delle società prese
in esame.
Nello
S&PMib,
che vanta una percentuale di amministratori
indipendenti pari al 46%,
Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di
Milano e Banche Popolari Unite sono le società
che battono tutte le altre:
tutti gli amministratori di queste, infatti, sono da considerarsi indipendenti
ai fini della definizione data dal Codice di
Corporate Governance di Borsa Italiana. Percentuali di
indipendenza molto elevate sono riportate anche da BNL (85%), Unicredito
Italiano (75%), Enel (71%) ed Eni (63%).
Le percentuali più basse spettano a Banca
Antonveneta (20%), RCS Mediagroup (17%) e Seat PG
(12%).
Le
società dello
Star, i cui cda sono composti mediamente da
circa 10 membri, presentano, a dispetto del segmento
di borsa in cui sono quotate, una percentuale di
amministratori indipendenti (35,90%) più bassa di
quella dello S&PMib. Lo Star è Il Segmento dei
Ttoli con Alti Requisiti di trasparenza e flottante;
è stupefacente, pertanto, che le sue società
risultino in media composte da un numero di
amministratori indipendenti inferiori a
quello dello S&PMib.
I
cda con un maggior numero di amministratori
indipendenti sono
Banca Popolare Etruria e Lazio (89%), Recordati
(67%) e Brembo (64%). Basse
le percentuali di Reno de Medici (18%), CSP International (13%) e Meliorbanca (
7%.)
“I
risultati –
commenta Fiorenzo
Tagliabue, presidente di SEC
Relazioni Pubbliche e Istituzionali, seconda
agenzia italiana per fatturato onorari nel mercato
delle relazioni pubbliche del nostro Paese –
mettono in luce una situazione che a livello
aggregato può essere giudicata discreta, essendo
del 40,95% la percentuale media di indipendenti
presenti nei cda
delle società dei
due indici. Esaminando,però,
nel dettaglio i dati si nota una situazione
che nello Star presenta alcuni margini di
migliorabilità: le società di questo segmento
dovrebbero cogliere il valore di avere in cda con un
alto numero di indipendenti. Questo fattore è
sinonimo di trasparenza e rispetto verso tutti gli
investitori ed è in grado di attirare un maggior
numero di capitali, come ad esempio quelli dei fondi
etici”.
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