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IRlist: 'Conoscere e Condividere' - Archivio

Data: Mercoledì 6 febbraio 2002
 
 
1. Re: Sui movimenti degli insider aziendali
2. Re: A proposito di IPO e trasparenza
3. Mib45: avrà successo l'iniziativa della Borsa Italiana?


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- Re: Sui movimenti degli insider aziendali

ciao lista,
vorrei rispondere a Giulia Maber, che nell'ultimo numero ha criticato
(giustamente) la scarsa trasparenza del mercato italiano.
È senz'altro vero, come è stato più volte detto su questa lista, che la
trasparenza su determinati aspetti della vita aziendale (condizioni dei
patti di sindacato e movimenti azionari del top management su tutti) ha
mostrato spesso i propri limiti, come pure è vero che il mercato italiano
sconta un notevole ritardo nei confronti di quello statunitense. Si deve,
però, ricordare che la normativa di riferimento è entrata in vigore
quattro anni fa; quattro anni possono sembrare tanti, però, secondo me,
sono appena sufficienti per comprendere quali miglioramenti apportare ad
una determinata disciplina.
Inoltre, anche l'organo di controllo del mercato, la Consob, è piuttosto
giovane, essendo stata istituita nel 1974; la Securities and Exchange
Commission, invece, può contare su una esperienza più ampia, essendo stata
istituita nella prima metà degli anni '30.
Al di là delle critiche che possono essere sollevate, però, io ritengo che
il cammino intrapreso dal mercato italiano, a partire dal 1998, sia più
che positivo: si pensi all'iniziativa di Borsa Italiana di pubblicare gli
studi degli analisti e alla normativa sugli emittenti titoli largamente
diffusi tra il pubblico, che credo sia l'unico esempio di tale disciplina
in Europa.
È bene, comunque, che le autorità non abbassino la guardia e continuino a
monitorare il comportamento degli operatori, non sempre ispirati, nei
propri comportamenti, dai principi della correttezza e della trasparenza.

Federico Palermo
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- Re: A proposito di IPO e trasparenza

ciao a tutti,
Mi ha colpito il pessimismo del risparmiatore che, nell'ultimo numero
della lista, sollevava dubbi circa la correttezza nello svolgimento delle
IPO o, più precisamente, nell'assegnazione dei titoli oggetto di IPO.
Non credo che ci siano intermediari che mettano in pratica comportamenti
illegali, sebbene ciò sia sempre possibile come testimoniato dagli ultimi
avvenimenti negli USA, poiché la disciplina prevista per tale tipologia di
operazioni mi sembra difficilmente aggirabile.
È normale, inoltre, a fronte di IPO con un flottante piuttosto ridotto,
che le possibilità di essere estratti siano praticamente pari a zero: sono
molti, infatti,  i casi in cui l'oversubscription ha superato il valore di
50 volte.
Vorrei, infine, invitare tutti i risparmiatori a non sospettare raggiri e
truffe ogni volta che i propri investimenti, o potenziali investimenti,
non vanno come desiderato: una maggiore fiducia nelle Istituzioni del
mercato non farebbe male!

Vincenzo Saponaro
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Mib45: avrà successo l'iniziativa della Borsa Italiana?

- Ciao lista,
vorrei commentare con voi la notizia relativa al lancio, da parte di Borsa
Italiana, del nuovo indice Mib 45, che raccoglierà le 45 società, italiane
ed estere quotate in Italia, con maggiore capitalizzazione del flottante.
Così facendo, Borsa Italiana si adegua ad un trend che si va sempre più
consolidando a livello mondiale, quello, cioè, di privilegiare, nel
calcolo degli indici, le società con maggiore flottante, che sono
particolarmente predilette dagli investitori istituzionali per la loro
maggiore liquidità.
Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, ha commentato il
lancio dicendo ''...Un nuovo indice non può cambiare da solo il peso del
nostro mercato negli indici mondiali, ma questa iniziativa può far molto
per promuovere la Borsa italiana presso gli investitori istituzionali, in
particolare anglosassoni''.
Tutto ciò forse è vero, ma io mi chiedo se il nuovo indice, che forse un
giorno sostituirà il Mib 30, non porti soltanto ad un mera redistribuzione
degli investimenti. Gli investitori potrebbero semplicemente replicare
l'indice, riducendo gli investimenti in talune aziende e incrementandoli
in altre; comportamento che non garantirebbe l'ingresso, nel nostro
mercato, di nuovi capitali.
Per attrarre l'attenzione degli investitori esteri ci vorrebbe, secondo
me, un mercato con più società quotate, tale da permettere una maggiore
diversificazione nei singoli settori di appartenenza; forse la creazione
del nuovo indice rappresenta un passo in avanti, ma a me sembra un passo
troppo piccolo.
Quali sono le vostre opinioni in merito? La pensate come me o siete più
ottimisti sul successo del nuovo indice?
Aspetto le vostre risposte

Massimo Perocci
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Fine del riassunto di IRlist


 
     

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