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IRlist:
'Conoscere
e Condividere' - Archivio
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Data:
Mercoledì 14 novembre 2001
1. Pubblicazione degli studi
degli analisti: perché tante
polemiche?
2. Un dubbio sulle opzioni.
3. Sito dell'associazione italiana
delle ir.
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- Pubblicazione degli studi degli
analisti: perché tante polemiche?
Ciao lista,
Sono Emanuele, un iscritto alla
lista; vorrei sapere la vostra
opinione,
magari quella di qualche analista,
sulla recente 'bagarre' tra analisti
e
Borsa Italiana relativa alla
pubblicazione degli studi sulle
società
quotate. La pubblicazione di detti
studi da parte di Borsa Italiana
risponde ad un preciso obbligo
normativo; tuttavia, gli analisti
non hanno
gradito molto la cosa, tirando in
ballo la tutela del diritto
d'autore, la
tutela del proprio know how, la
tutela della propria clientela
pagante,
ecc.
Io credo, in realtà, che
l'atteggiamento ostile degli
analisti nasconda
altri timori (forse che vengano
scoperte metodologie di valutazione
delle
società non proprio 'ortodosse') e
che contribuisca ad allontanare
l'Italia dalla 'best practice'in
materia di trasparenza ed efficienza
dei
mercati. Nei mercati anglosassoni,
infatti, gli studi sono sempre stati
resi pubblici in tempi più brevi
che in Italia; nel nostro Paese,
infatti,
il 'vantaggio temporale' di cui
godono i destinatari (paganti) di
tali
studi è di 10 giorni(sino a qualche
mese fa era di 15 giorni),
intervallo
temporale più che sufficiente ad
avvantaggiarsi rispetto agli altri
operatori del mercato.
Giustificabile può apparire
l'esigenza dei produttori degli
studi di
tutelare il proprio know how: tale
tutela, però, può essere, a mio
parere,
perseguita anche senza 'censurare'la
pubblicazione degli studi.
Quali le vostre opinioni?
Emanuele Scorza
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- Un dubbio sulle opzioni
Un saluto alla lista,
Vorrei proporre alla lista un
piccolo dubbio sulle opzioni. Come
noto, chi
acquista un'opzione assume il solo
rischio di perdita del premio
pagato,
mentre chi la vende va incontro a
perdite, potenzialmente infinite,
decurtate del premio incassato ed è
perciò obbligato a versare dei
margini
di garanzia presso la cassa di
compensazione, a meno che non
possegga già
i titoli sottostanti al contratto
d'opzione.
Detto questo, vorrei sapere cosa
accadrebbe se l'acquirente di
un'opzione
decidesse di venderla, una volta che
questa sia entrata 'in the
money'sarebbe obbligato al
versamento dei margini di garanzia?
Le due
posizioni di segno contrario si
compenserebbero automaticamente,
dando
luogo al guadagno del differenziale
dei premi pagati e incassati?
Ringrazio anticipatamente chi potrà
sciogliere il mio dubbio.
Francesco Marrone
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- Sito dell'associazione italiana
delle ir.
Ciao lista,
ho tentato più volte di visitare il
sito internet dell'associazione
italiana degli investor relator, ma
con esiti negativi. Trovo un po'
strano che un'associazione di
professionisti della comunicazione
non abbia
un sito internet. Negli USA, il NIRI
non solo è stato costituito con più
di 20 anni di anticipo (1969)
rispetto all'analoga associazione
italiana
(1991 circa), ma dispone anche di
una sito internet ricco di
informazioni,
molto utili per coloro che si
interessano di investor relations.
Quali le ragioni di questi ritardi?
Perché dopo circa 10 anni di vita
non
è stato ancora creato un sito
internet?
Piero Cataldo
Fine del riassunto di IRlist |
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