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IRlist: 'Conoscere e Condividere' - Archivio

Data: Mercoledì 17 ottobre 2001
 

1. Insider Trading e comunicazioni obbligatorie
2. Asset intangibili e creazione di valore
3. Corsi sulle investor relations.

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- Insider Trading e comunicazioni obbligatorie

Un saluto a tutti gli iscritti alla lista!

 Mi chiamo Barbara Monti, da qualche mese mi interesso di Investor
Relations in quanto la società per cui lavoro è prossima alla quotazione
in
Borsa.

Ho frequentato corsi e letto libri sul tema, osservando come in ogni sede
fosse sempre posta grande enfasi sul ruolo dell'Investor Relator come
'garante' della simmetria informativa tra tutti gli operatori del mercato,
ai quali deve essere assicurata la possibilità di avere le stesse
informazioni nello stesso momento, prevenendo così fenomeni di 'insider
trading'. Si tratta indubbiamente di un argomento sensibile se la Banca di
Svezia ha deciso di assegnare il Nobel 2001 per l'economia a tre americani
'per gli studi sui mercati con asimmetria di informazioni, e in
particolare per aver studiato cosa succede quando in un mercato alcuni
operatori sono in possesso di maggiori informazioni rispetto ad altri'. A
questo proposito, nutro qualche perplessità in merito a come vanno gestite
queste situazioni tutt'altro che infrequenti. In particolare, qual è il
modo migliore per affrontare casi in cui l'asimmetria informativa dipende
da eventi esterni all'azienda?

Una seconda fattispecie, in parte collegata alla precedente, si verifica
quando, a causa di rumors o notizie non diffuse direttamente
dall'emittente o non direttamente correlabili allo stesso, si determinano
oscillazioni sensibili nelle quotazioni del titolo. Pensate ad esempio a
quanto influiscono sui corsi azionari i rating emessi dagli analisti
(peraltro spesso basati su informazioni scarsissime se non addirittura
condizionati da cointeressenze) o le notizie riferite ad aziende operanti
in settori in qualche modo collegati a quello della nostra azienda. Mi
piacerebbe conoscere il punto di vista e ricevere il consiglio di chi si
sia già trovato a dover affrontare situazioni del genere.

Grazie,
Barbara Monti
Ufficio Investor Relations Arcotronics

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- Asset intangibili e creazione di valore


Saluti alla lista,

  dal momento che in questi giorni è partita l'iniziativa congiunta di
investor-relations.it e nova.innovazione nel management S.p.A. di gestire
una sezione dedicata al tema degli asset intangibili e del capitale
intellettuale, sarei interessato a conoscere le vostre considerazioni
sull'argomento. Il quadro della situazione è il seguente: a parte la
recente crisi delle Borse, dovuta alle ben note vicende di attualità, si
assiste da almeno 15 anni ad un crescente gap tra il valore di mercato e
il valore contabile delle aziende. Secondo l'Indice Standard & Poor's 500
fino alla metà degli anni '80 il rapporto tra market e book value era
vicino ad 1. Tale rapporto negli ultimi 5 anni è stato pari a 5 o 6;
questo significa che il bilancio d'esercizio e gli indicatori
economico-finanziari sono riusciti a spiegare solo il 15- 20% del valore
delle grandi aziende americane. La situazione è abbastanza simile anche
sul versante europeo e indica un crescente peso degli asset intangibili
(non presenti in bilancio) nei processi di creazione di valore. Secondo
l'Institute of Management Accounting il 64% delle aziende americane sta
cercando un nuovo modo di misurare, raccolgiere e contabilizzare i dati
non finanziari.
Il primo caso di pubblicazione di un bilancio del capitale intellettuale,
Skandia, ha attirato sulla multinazionale svedese l'attenzione di
investitori e analisti di tutto il mondo, garantendo all'azienda
performance molto superiori a quelle dell'indice generale delle Borse in
cui il titolo era quotato (dal 1996 al 2001 il titolo Skandia in Svezia è
cresciuto del 78,5% contro una crescita media della Borsa svedese del
6,5%). I Governi di Danimarca, Olanda e Inghilterra hanno finanziato studi
e ricerche in tema di valutazione e comunicazione degli intangibile assets
e l'Unione Europea ha costituito un High Level Group Internazionale con lo
scopo di giungere ad un White Paper in materia di criteri di valutazione e
comunicazione del capitale intellettuale e degli asset intangibili
In questi giorni il FASB, l'organismo che emena i principi contabili USA
sta valutando se mettere in agenda con priorità elevata il tema della
"disclosure" degli asset intangibili dele aziende americane.
Questi fatti, secondo me, evidenziano in maniera chiara che sempre di più
la creazione di valore sarà legata alla valutazione e alla comunicazione
del capitale intellettuale e degli asset intangibili. In Italia, tuttavia,
non vi sono ancora pronunciamenti ufficiali in materia e non si conoscono
casi di pubblicazione di veri e propri bilanci del capitale intellettuale.
Alcune (poche) aziende stanno lavorando sul versante della misurazione
delle loro risorse intangibili, ma non rendono note tali informazioni.
Desiderei sapere da chi opera nel settore investor relations qual è
l'opinione in proposito.
Le metodologie di valutazione e di comunicazione del capitale
intellettuale e degli asset intangibili esistono già. Cosa ostacola le
imprese nell'affrontare di petto questo argomento? Vi è forse la paura che
avevano gli imprenditori americani di inizio secolo che, a fronte
dell'obbligo di rivelare il loro fatturato, pensavano che questo avrebbe
messo fine al loro business?

Alessandro Cravera

nova.innovazione nel management S.p.A.
www.grupponova.it <http://www.grupponova.it>

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- Corsi sulle investor relations.

Ciao IRlist,

Mi chiamo Andrea Manfrin e sarei intenzionato a iscrivermi ai corsi
effettuati dalla Borsa Italiana, volevo chiederVi se la frequenza a questi
corsi per investor relations costituisca un valido strumento per una
eventuale assunzione, ovviamente in qualità di investor relator, presso
qualche società,oppure se le aziende non prendono molto in considerazione
questo tipo di corso. Inoltre siete in grado di dirmi se c'é una buona
richiesta di investor relations nel Veneto?


Andrea Manfrin

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